alla camera

Mozione della maggioranza: una «golden rule» per la famiglia

di Marco Mobili

(ANSA)

2' di lettura

Una nuova «Golden rule» per sostenere gli investimenti in politiche per la famiglia. Il che vorrebbe dire di poter scorporare dal patto di stabilità europeo gli investimenti sulle politiche familiari, così come è già avvenuto negli ultimi tre anni per le spese legate all'emergenza migranti e al terremoto. Nell'ambito della riforma del patto di stabilità e crescita, dunque, il Governo italiano si dovrà impegnare a definire uno specifico spazio di flessibilità di bilancio da destinare a interventi strutturali e mirati ad aumentare il tasso di natalità del nostro Paese fino a raggiungere almeno la media europea.

A chiederlo è la maggioranza con una mozione depositata ieri alla Camera firmata da Massimiliano Panizzut (Lega) e Stefania Mammì (M5S). Una «Golden Rule» che il ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, aveva già chiesto a Giovanni Tria di inserire nella nota di aggiornamento al Def 2018. In una lettera inviata il 5 settembre scorso Fontana invitava il titolare dell'Economia di rivendicare in sede europea uno spazio di flessibilità di bilancio per le politiche della famiglia dello 0,3% del Pil pari a circa 5 miliardi di euro.

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Nella mozione presentata in Aula a Montecitorio, inoltre, si chiede alle Camere e al Governo di definire un progetto di riforma strutturale del welfare familiare, per raggiungere un sistema organico, più semplice e coordinato delle diverse misure assistenziali e fiscali. Per Panizzut e Mammì il Governo dovrà intervenire su tutti gli strumenti di sostegno alla famiglia per evitare che «la crisi demografica prosciughi, nel lungo-periodo, le finanze pubbliche e depotenzi il sistema di protezione sociale». Per la riforma, già tratteggiata da Fontana con le misure inserite nella legge di Bilancio, si dovrà intervenire su tutti gli strumenti a partire dalla definizione di «un unico beneficio di natura monetaria» destinato alle famiglie con figli e parametrato al numero, alla condizione e all'età della prole. Beneficio che dovrà essere graduato in relazione alla sua effettiva situazione economica, «destinato al sostegno delle spese per la crescita, il mantenimento e l'educazione dei figli».

Intervento mirato anche sui trasferimenti monetari indiretti con una riduzione dell'Irpef per le famiglie, in particolare quelle numerose e con figli in condizioni di disabilità. Si dovrà agevolare l'accesso alla prima casa e prevedere locazioni in favore delle giovani coppie. Una detrazione per il lavoro domestico di baby sitter e per i prodotti per la prima infanzia. Sul fronte lavoro la maggioranza chiede, tra l'altro, la decontribuzione per le imprese che promuovono i congedi delle madri lavoratrici e contributi ridotti per sostituzioni di maternità, nonché un sostegno alle imprese di carattere permanente per incentivare la creazione di strutture e servizi di welfare familiare nelle aziende.

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