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Mozioni Tav: ecco i numeri in parlamento

Sulla Tav si sta creando al Senato un vero e proprio groviglio di mozioni. A quella annunciata del M5S,si aggiunge quella del Pd e, molto probabilmente, anche una di FI

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


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3' di lettura

Nei prossimi giorni il governo dovrà affrontare due voti decisivi (decreto sicurezza bis e mozioni sulla Tav) per il proseguimento della legislatura. E l’alleanza giallo-verde con i suoi 164 senatori (106 M5s e 58 Lega) corre sul filo (a Palazzo Madama la soglia della maggioranza è a quota 161). Sulla Tav si sta creando un vero e proprio groviglio di mozioni. A quella annunciata del M5S, si aggiunge quella del Pd e, molto probabilmente, anche una di FI. Queste ultime entrambe per il sì. Il M5S, con i suoi 106 senatori (più il Dem Tommaso Cerno) voterà la sua mozione per il no all’opera.

La mozione anti-Tav del M5S
Una mozione che impegna il Parlamento a pronunciarsi perché si fermi il progetto Tav e si discuta una diversa destinazione delle risorse stanziate per finanziarlo. Il documento fa riferimento anche al contratto di governo, in cui si prevedeva l'impegno a ridiscutere integralmente il progetto. Che viene ritenuto obsoleto e non sostenibile, con danni ambientali. Il M5s attacca “l’inciucio Lega-Pd” e dà piena fiducia a Conte. Ma i pentastellati sembrano destinati a restare da soli, dal momento che il resto del Parlamento a partire da Forza Italia (61 senatori), Lega (58), Pd (52) e Fdi (18) non ha certo intenzione di votare la mozione M5s.

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Lega attendista
La Lega, per ora resta in disparte. Il Carroccio sarebbe orientato a non presentare una propria mozione sulla Tav. E potrebbe non votare le altre mozioni sull’opera presentate da M5s e Pd. O potrebbe votare contro entrambe. Il ragionamento che si fa in ambienti leghisti per motivare la posizione del non voto è che la linea del governo è chiara e la Torino-Lione si farà: le mozioni parlamentari, viene osservato, non sono in ogni caso destinate a cambiare questo dato di fatto.

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Il Pd con una sua mozione
Le mozioni sulla Tav saranno discusse dall’Aula del Senato tra il 6 e il 7 e agosto. Lo ha annunciato il presidente, Elisabetta Casellati, riferendo le decisioni della capigruppo. Il Pd, togliendosi anche da un impasse interno - votare con Lega, FI e Fdi a favore della Tav - ha depositato una sua mozione, che impegna il governo a sbloccare la Tav e altre grandi opere «superando le indecisioni della maggioranza». «Abbiamo il primo ministro che dice sì alla tav e il partito che lo ha indicato che presenta al Senato una mozione contro la Tav» ha rimarcato il segretario dem Nicola Zingaretti. Mentre la leader di Fdi Giorgia Meloni sposa l’idea di non partecipare al voto insieme alle altre «per far assumere alla maggioranza
le proprie responsabilità e decidere una volta per tutte cosa
vuole fare sul Tav».

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Il nodo decreto sicurezza
Sul decreto sicurezza la fronda interna M5S, già emersa alla Camera è agguerrita anche a palazzo Madama e il 6 agosto, data prevista del voto, potrebbe tornare a farsi sentire. Elena Fattori, Matteo Mantero, Virginia La Mura (che non parteciparono al voto di fiducia sul primo decreto sicurezza) sono tra i senatori che non voteranno, probabilmente, il provvedimento. Se il governo non porrà la fiducia le assenze strategiche e qualche sì nel centrodestra (sponda Fdi) dovrebbero garantire il via libera.

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