IN AUMENTO PRODUZIONE ED EXPORT

Mozzarella di bufala Dop, bilancio positivo per il Consorzio

Il comparto che comprende 100 caseifici certificati e oltre 11.200 addetti ai lavori, è in crescita dell’1,5% ma il prezzo al consumatore dovrà essere ritoccato al rialzo nel prossimo anno a causa dell’aumento del prezzo del latte

di Rosaria Sica


Raimondo: per la mozzarella di Bufala Dop un ottimo 2019

3' di lettura

L'aumento della mozzarella di bufala campana Dop, nell’aria già da quale settimana, diverrà realtà nel 2020. Lo conferma il Consorzio di Tutela secondo cui i consumatori da gennaio vedranno il prezzo del prodotto finito aumentare di circa 70-80 centesimi al chilo. Tutto nasce dall'incremento del prezzo del latte di 40 centesimi i e da aumenti su altri componeneti della filiera.

Un litro di latte di bufala attualmente costa ai caseifici 1,70 - 1,80 euro, (ce ne vogliono 4 per fare un kg di prodotto) ma la mozzarella fino ad oggi non aveva subito ritocchi poichè la differenza era stata totalmente assorbita delle aziende casearie. I trasformatori però mantenendo costante il prezzo di vendita al dettaglio -in Campania è intorno ai 10 euro, nel resto di Italia può arrivare anche a 20 - , hanno visto ridursi troppo il proprio margine. Da qui la decisione delle nuove tariffe che dovrebbero scattare con il nuovo anno.

L’aumento sarà più sentito dai consumatori nella vendita al dettaglio nei piccoli caseifici, mentre le grandi catene verrà ammortizzato a 50 centesimi. Una novità che non sembra però preoccupare i produttori poichè la vendita della mozzarella Dop non subisce rallentamenti.

Produzione ed export in aumento
Secondo i dati del Consorzio di tutela nel 2018 si sono prodotte 49.398 tonnellate di mozzarella nelle 5 province dell'area Dop, (Caserta, Basso Lazio, Foggia, Salerno e Napoli), di cui il 67% per il mercato italiano e 33% all'export. Una produzione che ha visto un aumento del 5% rispetto al 2017. Mentre per il 2019 tra gennaio e ottobre le consegne di latte di bufala hanno superato quota 235.464 tonnellate, in crescita dell'1,5% rispetto allo stesso periodo del 2018. La lavorazione ha portato, invece, a una produzione di 43.338 tonnellate di mozzarella di bufala campana Dop, con un incremento dell'1,4% in più su base tendenziale.

Stesso discorso per l'export che vede un incremento del 9% rispetto al 2017, quando si è raggiunto un fatturato di oltre 96 milioni di euro, con 104 milioni di euro nel 2018 e quasi 14 mila tonnellate di prodotto finito, in particolar modo verso Francia e Germania. Ad aggiudicarsi il primato nell'export è sicuramente la provincia di Caserta con quasi il 75% del prodotto esportato, fanalino di coda Napoli e Foggia, con il 2,5 % e l'1% di export. Altri dati interessanti sono: l'incremento di fatturato rispetto all'area Nord Ovest, Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d'Aosta, dove si è registrato un +3%, e il segno +6% per il canale discount. Nel 2018 il fatturato alla produzione è stato pari a 400 milioni di euro, quello al consumo è di 745 milioni di euro con 100 caseifici certificati e oltre 11200 addetti ai lavori, indotto compreso.

Nel 2020 il debutto del contenitore sostenibile
Il Consorzio lavora anche a un progetto per un packaging innovativo che consentirà di superare l'utilizzo delle plastiche e del polistirolo per l'imballaggio. «Al centro dell'offerta ci sono le sfide che il settore deve affrontare sul tema della sostenibilità, che ci sta molto a cuore e su cui stiamo già lavorando», sottolinea il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo. La ricerca ha l'obiettivo di trovare una valida alternativa ai contenitori ancora utilizzati da molti che resistano alla sovrapposizione e al trasporto, siano ecologici, riciclabili, economicamente non svantaggiosi rispetto agli attuali, abbiano una barriera allo scambio termico ed all'umido e siano di volume ridotto per evitare inutili costi di stoccaggio.

La scoperta sta nell'utilizzo del peptide, una proteina naturale capace sia di legarsi al materiale plastico, sia esso una pellicola sottile oppure una vaschetta, sia di intercettare e distruggere i microrganismi presenti nel liquido che avvolgono la mozzarella. Brevettato all'ateneo Federiciano di Napoli, il nuovo materiale potrà essere utilizzato tra circa un anno con un doppio vantaggio: aumentare la la durata a scaffale della mozzarella e tutelare l'ambiente.

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