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Mps, debutto dell'aumento da incubo. Azione+diritto a picco del 73%

Altissima volatilità nel giorno dell'avvio dell’operazione di capitale iperdiluitiva: l’ammontare è di 10 volte superiore alla capitalizzazione di Borsa. Il titolo ha perso il 2,69%, i diritti il 91,43%

di Andrea Fontana

Ansa

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Esordio da incubo in Borsa per l'aumento di capitale da 2,5 miliardi di Banca Mps, funzionale all'ampio piano di ristrutturazione della banca e al suo rafforzamento patrimoniale. Gli investitori hanno venduto i titoli dell'istituto senese (-2,69% a 2,0075 euro, dopo un avvio a +7,56%), ma soprattutto sono corsi a liberarsi dei diritti di opzione, precipitati del 91,43% a 0,6715 euro. Complessivamente, rispetto alla chiusura di venerdì l'aggregato azione+diritto ha bruciato il 72,9% del proprio valore, per una capitalizzazione pre aumento precipitata a circa 27 milioni.
Mps emetterà circa 1,25 miliardi di azioni al prezzo di sottoscrizione di 2 euro nel rapporto di 374 nuovi titoli ogni 3 posseduti. I diritti di opzione potranno essere negoziati fino al 25 ottobre ed esercitati fino al 31 del mese. L'attuale prezzo del diritto implica un valore del titolo pari a 2,0054 euro, lo 0,1% in meno dei corsi di mercato. Nella settimana pre aumento il titolo ha perso il 56% circa in Borsa. L'aumento è iperdiluitivo visto che l'ammontare dell'operazione è di 10 volte superiore alla capitalizzazione di Borsa. Le variazioni si riferiscono ai valori rettificati da Borsa Italiana dopo la seduta di venerdì: l’ultimo prezzo delle azioni di 9,9 euro segnato sul listino ha portato a indicare il nuovo riferimento delle azioni a 2,063 e quello dei diritti a 7,837 euro.

L’aumento «iperdiluitivo», è pari a 10 volte capitalizzazione

L’aumento, infatti, è «iperdiluitivo» visto che l’ammontare dell’operazione è di 10 volte superiore alla capitalizzazione di Borsa. Il ministero del Tesoro, azionista di controllo della banca, si è impegnato a sottoscrivere l'operazione aderendo per il 64,23%, in proporzione alla propria quota, mentre il consorzio di garanzia delle banche si è impegnato a rilevare l'eventuale inoptato fino a un ammontare complessivo di 807 milioni. Altri impegni sono stati firmati da Algebris, che sottoscriverà inoptato fino a 50 milioni di cui 20 come subunderwriter, mentre altri sottoscrittori diretti apporteranno complessivamente 37 milioni. Nella Draft Srep Decision 2022, la Bce ha sottolineato che secondo le stime attuali a fine 2024 rimarrebbe una distanza fra il Tier 1 ratio del gruppo Mps e quello dei suoi peers, «poiché sulla base del Piano il Tier 1 ratio di gruppo aumenterebbe fino al 14,2% a fine 2024, posizionandosi comunque per circa 70 bps al di sotto del livello medio delle banche significative europee e di circa 150 bps al di sotto dell’attuale media delle banche significative italiane».

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«Il persistere di tale gap, nel lungo periodo - ha segnalato Bce - potrebbe rappresentare un possibile ostacolo a future operazioni di fusione con un partner industriale».

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