gli esuberi in montepaschi

Mps, ecco il piano di riduzione del personale: entro l’estate possibile prima tranche di 1.200 uscite

di Cristina Casadei

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3' di lettura

A Siena, nelle stanze del Monte dei Paschi sta per avviarsi la trattativa sulle nuove uscite e le chiusure delle filiali annunciate dalla banca. Il fronte sindacale ha valutato all’unanimità in maniera positiva il piano 2017-2021 presentato dall’amministratore delegato Marco Morelli e si è compattato attorno alla richiesta delle uscite volontarie, senza tralasciare però il tema del rilancio. I numeri sono pesanti. La banca ha annunciato la necessità di 5.500 uscite e di chiudere 600 sportelli. In queste cifre però i sindacati, ancora prima dell’avvio della trattativa, hanno provato a fare un’operazione di distinzione e sfoltimento perché il numero complessivo degli esodi deve tenere conto anche delle uscite già definite da precedenti accordi sindacali ma non ancora realizzate e del turn over fisiologico che non avrà un impatto sulla trattativa sindacale.

Dalle 5.500 uscite vanno sottratte le quasi 600 definite in precedenti accordi , spiegano fonti sindacali, e in questo modo si arriva a circa 4.900. Le uscite dovute al fisiologico turn over sono stimate in 750, mentre quelle che dovrebbero riguardare le filiali estere sono 450. Questo porterebbe a ridurre ben al di sotto della soglia di 4mila le uscite che invece dovranno essere agevolate attraverso i prepensionamenti e che dovranno poi essere oggetto della trattativa sindacale. Nel saldo si dovrà poi tenere conto che a fronte delle uscite il gruppo ha in previsione circa 500 nuove assunzioni. Secondo le prime stime sindacali il bacino dei prepensionabili al momento può contare su poco più di 5mila candidati, un dato che, una volta accantonate le risorse, rende l’annuncio dei tagli sostenibile attraverso il fondo di solidarietà, le uscite volontarie e la cosiddetta natural attrition .
La tempistica seguirà quella prevista dalla procedura e il primo accordo sulle uscite dovrebbe arrivare già entro agosto e riguardare un primo scaglione di 1.200 lavoratori su un bacino di 1.700 persone prepensionabili. Considerando un prepensionamento a 5 anni, stime sindacali, parlano di un costo medio di circa 200mila euro per ogni bancario. La banca ha indicato che l’ammontare dei costi straordinari per il fondo esuberi porta a ipotizzare accantonamenti per un miliardo e 150 milioni di euro per il quinquennio di durata del piano di uscite (2017-2021). Questo significherebbe utilizzare il fondo non per la sua durata massima (7 anni), in quanto lo strumento in questo caso si rivelerebbe troppo costoso, ma per una durata di circa 3 anni e mezzo. Aumentando la durata il conto per la banca sarebbe troppo alto.

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Dati questi numeri cosa dicono i sindacati che si preparano a negoziare le uscite e dovranno poi presentare il conto ai lavoratori con tutti i pro e i contro? Il segretario generale della Fabi, Lando Mara Sileoni, premette che «si è evitato il peggio». Una sola richiesta dalla Fabi: «Il piano di riorganizzazione presentato dall’amministratore delegato Marco Morelli sia gestito in maniera morbida e condivisa attraverso uscite volontarie - aggiunge Sileoni -. Il rilancio della storica banca senese deve passare ora attraverso il coinvolgimento di tutti i lavoratori a ogni livello e puntare finalmente a un aumento dei ricavi e non più a un taglio dei costi. Condividiamo quanto dichiarato dal ministro Padoan circa l’importanza dell’intervento dello Stato in Mps, dopo l’accordo di una settimana fa sulle banche venete e Intesa: due interventi decisivi e risolutivi a salvaguardia del settore bancario italiano». «Il piano - interpreta il segretario generale della First Cisl, Giulio Romani - ha elementi di notevole positività nell’utilizzo del fondo di solidarietà per la gestione degli esuberi e nel contenimento dei compensi dell’a.d. Morelli, che costituisce un esempio da estendere anche ad altre realtà bancarie, ma siamo preoccupati per la chiusura di 600 filiali, perché in questi anni difficili la vera forza della banca si è dimostrata essere la rete».

Il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, spiega che quello raggiunto, «è un risultato frutto del lavoro e della tenuta unitaria di tutto il sindacato ma anche della coerenza dimostrata dalla banca senese e dal Ministro dell'Economia Padoan». Massimo Masi, segretario generale della Uilca parla di piano «percorribile», ma chiede che «i contenuti del Piano, molto importanti sotto il profilo della redditività prospettica e del recupero dell’efficienza commerciale della Banca, siano inseriti all’interno di un percorso negoziale complessivo, basato su un confronto chiaro, costante ed approfondito con il Sindacato». L’Unisin, guidata da Emilio Contrasto, considera importante «la dichiarazione del ceo che ha subito escluso ogni forma di licenziamento e esternalizzazione, nonostante le forti pressioni in tal senso da più tempo poste in essere dalle autorità europee».

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