banche

Mps, Falciai: «Lo Stato avrà circa il 70% del capitale della banca»

di Ri.Ba.

Marco Morelli e Alessandro Falciai (Imagoeconomica)

3' di lettura

«Lo Stato avrà circa il 70 per cento» del capitale di Mps. Lo ha detto il presidente di Mps, Alessandro Falciai, nel corso di una audizione sul decreto salva risparmio davanti alle Commissione Finanze di Camera e Senato. Falciai ha spiegato ai parlamentari come sarà la struttura azionaria post ingresso dello Stato: «Abbiamo circa 4 miliardi di euro di obbligazioni che verranno convertite e il resto verrà preso dallo Stato. Lo Stato attraverso questo meccanismo di conversione alla fine investirà circa 6 miliardi, perciò avremo una struttura azionaria che fondamentalmente avrà gli 'istituzionali' per un paio di miliardi e lo Stato per 6 miliardi». Quindi, ha concluso, «lo Stato avra' circa il 70 per cento degli istituzionali mentre i 'retail' su base volontaria potranno convertire ed uscire».

« Il nuovo piano di ristrutturazione del Monte dei Paschi, che verrà varato dopo il negoziato tra il ministero dell'Economia e la Direzione generale Competitività della Commissione Ue, tenga conto della cura dimagrante già fatta da Siena con la precedente ristrutturazione autorizzata da Bruxelles, quella a seguito della sottoscrizione dei Monti Bond, che tecnicamente è ancora in corso fino alla fine di quest'anno». È quanto ancora si auspica Falciai, nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Finanze di Camera e Senato. Il piano ha posto vari paletti alla banca. «Per esempio i total asset della banca pre-ristrutturazione erano 240 miliardi, oggi siamo a 160 miliardi, quindi il bilancio della banca si è asciugato del 30%, quasi di un terzo». Falciai aggiunge che Mps «ha gia fatto molto e vorremmo che questo fosse il punto di riferimento per la negoziazione con la Ue, speriamo che il piano non si discosti da quello che abbiamo già presentato»

Loading...

Morelli: obiettivo tornare presto a posizione forte
«Nella rinegoziazione del piano puntiamo a che l'esito sia tale da poter mettere la banca nella posizione di poter lavorare e ripristinare quella che era, prima degli ultimi mesi, una posizione commerciale molto forte, nonostante tutto quello che è successo», ha detto l’ad del Monte, Marco Morelli. Tra gli obiettivi del management resta «la cessione delle sofferenze in blocco» e ripartire «senza alcuna penalizzazione della forza lavoro nelle sue varie articolazioni», ha spiegato Morelli, di seguito, sempre in audizione al Senato, rispondendo alle domande dei parlamentari. Morelli ricorda che c'è stato “un deflusso molto importante” dei depositi che poi si è «completamente arrestato gli ultimi giorni dell'anno e i primi» di gennaio. E ancora, sempre a proposito del salvataggio ha spiegato che «Jp Morgan, Mediobanca e tutte le banche del consorzio del collocamento non hanno preso un euro e non prenderanno un euro» perché l'operazione di mercato di rafforzamento patrimoniale di Mps non è andata a buon fine. ha detto Morelli.

L’ad di Siena ha parlato poi delle prospettive della banca dopo il riassetto: «Resto se mi riducono lo stipendio? Assolutamente sì. Onoro l'impegno perché credo che il rilancio della banca sia possibile». L'ad del Monte ha aggiunto che «non sta a me definire lo stipendio che devo avere, preferisco che mi venga ridotto lo stipendio in maniera molto pesante, ma che vengano tutelate delle figure di management che per la banca sono importanti, che qualora la banca perdesse creerebbe un danno in prospettiva anche al prossimo azionista».

«Immediatamente dopo la richiesta di ricapitalizzazione - ha aggiunto - precauzionale da parte della banca ho detto al ministro che il mio mandato era a sua disposizione senza alcun tipo di costo per la banca». Questo «confermando il mio impegno perché è opportuno che chi ha preso un impegno con il cda debba rispettarlo, senza tener conto dell'esito dell'operazione di mercato».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti