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Mps festeggia accordo con Fondazione, dovrà pagare solo 150 milioni

La richiesta iniziale era di 3,8 miliardi di euro. Più vicine operazioni di M&A. Il titolo corre a Piazza Affari ed è tra i migliori di giornata

di Eleonora Micheli

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Banca Mps scatta a Piazza Affari, all’indomani dell’accordo raggiunto con Fondazione Mps sulle cause stragiudiziali. Del resto la somma che verrà versata all'istituto senese si riduce a soli 150 milioni di euro, rispetto alle precedenti richieste di danni da parte dell'ente per 3,8 miliardi. Così Banca Mps potrebbe diventare più appetibile per eventuali operazioni straordinarie, con la Borsa che accarezza l'ipotesi di un matrimonio con Unicredit. Nel dettaglio, mercoledì a Borsa chiusa, l’istituto senese ha annunciato di avere siglato un accordo preliminare con Fondazione Monte dei Paschi di Siena in merito alle richieste stragiudiziali riferite all`acquisizione di Banca Antonveneta e agli aumenti di capitale del 2011 e 2014-2015. L’accordo prevede il pagamento di 150 milioni di euro da parte di Rocca Salimbeni e l'impegno sulla valorizzazione del patrimonio artistico della banca. L’iniziale richiesta della Fondazione era ben più alta, ammontando a 3,8 miliardi. Ad ogni modo l’accordo dovrà essere sottoposto a deliberazione del cda dell'istituto, che si riunirà il prossimo 5 agosto, anche per approvare i conti del secondo trimestre.

«Giudichiamo positivamente l’accordo raggiunto da Banca Mps in quanto diminuisce drasticamente il petitum relativo ai rischi legali (che si riduce da circa 10 a 6,2 miliardi), riducendo drasticamente uno degli elementi di ostacolo al processo di vendita della banca», hanno commentato gli analisti di Equita, secondo i quali, per altro, alla luce dell’accordo raggiunto, della possibile conversione delle DTA (pari a circa 3,8bn) in crediti fiscali in caso di fusione e delle misure potenzialmente prospettabili dal Ministero delle Finanze (aumento di capitale, ulteriore pulizia di bilancio), «le probabilità che si concretizzi una soluzione strutturale per la banca aumentino significativamente». E in Borsa già si accarezza l’idea che Unicredit possa fare la mossa, mettendo sul piatto un’offerta per la banca senese, anche se di recente il numero uno, Andrea Orcel ha chiarito di essere focalizzato sulla riorganizzazione interna del gruppo, più che sulle operazioni straordinarie, che ad ogni modo rimangono nel cassetto, anche come eventuale sostegno alla crescita. Il manager, comunque, vorrà vedere chiaro sui conti dell'istituto senese e a questo proposito saranno fondamentali gli stress test di fine mese, in grado di rivelare il livello di solidità della banca senese, che inoltre, in base ad accordi presi con la Bce, entro aprile 2022 dovrà raccogliere capitale per 2,5 miliardi di euro.

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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