Banca Mps

Mps, l’addio amaro di Bariatti: «Contavamo sulla continuità»

L’azionista Mef ha deciso di non riconfermarla alla presidenza. «dietro la sua scelta ci sarà certamente una strategia». Quale? «Non chiedetelo a me» 

di Silvia Pieraccini

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(Imagoeconomica)

L’azionista Mef ha deciso di non riconfermarla alla presidenza. «dietro la sua scelta ci sarà certamente una strategia». Quale? «Non chiedetelo a me» 


2' di lettura

Cinque anni a Siena, prima come consigliere di amministrazione di Banca Mps e poi, dal dicembre 2017, come presidente, sono stati un'esperienza formativa per Stefania Bariatti, la signora della borghesia milanese dal curriculum impeccabile, socia dello studio legale Chiomenti e docente di diritto internazionale all'Università di Milano.

Ora che il Mef, azionista di riferimento della banca con quasi il 70%, ha deciso di non riconfermarla per il nuovo mandato, Bariatti saluta con eleganza, si rammarica di non aver potuto proseguire il lavoro e, nel lasciare più d'un indizio d'insofferenza, mette in guardia sulla tempesta che l'epidemia di coronavirus scatenerà sul settore («Su tutte le banche, non solo su Mps»).

«Contavamo su una continuità nella presidenza e in una parte del consiglio di amministrazione, considerato che l'Ad sarebbe cambiato – spiega Bariatti nell'ultima conferenza stampa (via web) da presidente, convocata per illustrare la Dichiarazione non finanziaria (Dnf) di Mps - ma è l'azionista che sceglie, e ha deciso in modo diverso: dietro la sua scelta ci sarà certamente una strategia».

Alla domanda su qual è questa strategia, Bariatti rimanda però al mittente: «Dovete chiederlo al Governo, non a me. La soluzione che l'azionista ha perseguito nell'ultimo anno e mezzo, lo scorporo di 10 miliardi di Npl autorizzato dalla Commissione Ue, per il momento non è andata a buon fine. Ora lo scenario è completamente cambiato, c'è la tempesta Covid e bisognerà vedere come reagiranno i mercati italiano e europeo».


Di certo, ribadisce la presidente, il piano di ristrutturazione della banca al 2021, concordato nel 2017 con la Commissione europea, è da modificare, come già invocato l'anno scorso e come ribadito nei giorni scorsi dall'Ad uscente Marco Morelli, per allentare i vincoli troppo rigidi che non permettono a Mps di correre come i concorrenti («Siamo con le gambe legate»). Tanto più adesso che «la banca sta lavorando in modo egregio ed è arrivata a un rilancio completo».

Per dare un assetto stabile all'istituto di credito, l'aggregazione con altre banche resta l'obiettivo indicato anche dalla Commissione Ue, ma «bisogna vedere con chi, quando e in quale situazione dopo questo nubifragio in atto», sottolinea Bariatti. «Sento parlare di aggregazioni dal 2015, quando sono arrivata a Siena e mi sono seduta nel cda di questa banca», chiosa.
E a proposito del proprio futuro dice: «Qui ho imparato cose nuove che metterò a frutto in altri contesti. Tutti guardano al futuro, anch'io guardo al mio futuro».

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