ristrutturazioni industriali

Mps, reintegro «in distacco» per i 450 dipendenti del back office

I 450 lavoratori di Mps che, nel 2014, si opposero all’esternalizzazione in Fruendo, verranno reintegrati. La banca attuerà le sentenze di secondo grado

di Cristina Casadei

default onloading pic
(ANSA)

I 450 lavoratori di Mps che, nel 2014, si opposero all’esternalizzazione in Fruendo, verranno reintegrati. La banca attuerà le sentenze di secondo grado


2' di lettura

I 450 lavoratori del Monte dei Paschi di Siena che, nel 2014, si opposero all’esternalizzazione in Fruendo, verranno reintegrati. La direzione risorse umane della banca ha infatti comunicato ai sindacati la decisione di dare corso alle sentenze di secondo grado che prevedono il reintegro di chi si oppose in sede legale all’esternalizzazione.

La vicenda
Un passo indietro, alla fine del 2013, aiuta a capire quanto comunicato ieri dalla banca ai sindacati. Allora, infatti, la banca senese ha trasferito il ramo delle Divisioni attività amministrative contabili ausiliarie, il cosiddetto back office, in una joint venture creata ad hoc e partecipata da Bassilichi e Accenture, Fruendo. L’operazione che ha interessato quasi 1.100 lavoratori, passati da Mps a Fruendo, fu oggetto di una trattativa sindacale che portò a un accordo separato, firmato dall’allora Fiba Cisl, Fabi, Uilca e Ugl credito, ma non dall’allora Dircredito, da Fisac Cgil e Sinfub. L’accordo ha previsto che per i dipendenti Mps esternalizzati, il passaggio sarebbe avvenuto in continuità, quindi mantenendo lo stipendio, l’anzianità e la sede di lavoro.

Distacco
Nonostante questo, molti lavoratori hanno scelto la via dell'opposizione all’esternalizzazione e i giudici hanno stabilito fino in secondo grado la loro reintegrazione nel perimetro di Mps. Il reintegro avverrà, secondo quanto spiega il volantino sindacale. Ma sarà in distacco. In altre parole i 450 lavoratori saranno nel perimetro di Mps ma, in distacco, e quindi, alle dipendenze e a carico, di Fruendo. Questo significa che, dal punto di vista dei costi, non ci sarà un aggravio per Mps che deve ancora portare a compimento il piano industriale presentato nel 2017, con termine nel 2021, e che prevedeva 5.500 esuberi. Delle 5.500 uscite, 3.600 sono già avvenute, sempre con il ricorso al fondo di solidarietà, in maniera volontaria e incentiva, ma ne restano ancora da fare 1.900. Il rientro nei costi di 450 persone potenzialmente avrebbe potuto significare una revisione dei piani di uscita che non dovrebbe esserci a questo punto grazie al fatto che il reintegro avverrà, ma in distacco, quindi senza costi. «È pertanto assolutamente necessario che, oltre al reintegro delle lavoratrici e lavoratori ricorrenti, vengano individuate garanzie occupazionali e normative per tutti i dipendenti di Fruendo provenienti da Banca MPS e oggetto di esternalizzazione - spiega la Fisac Cgil -. La Fisac CGIL è, unitariamente con gli altri sindacati, come sempre disponibile al confronto costruttivo nella convinzione che siano maturi i tempi per chiudere definitivamente questa vicenda».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti