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Mps riduce il rosso, Lovaglio: «Batteremo il piano». Lo scatto di A2a e illimity

Per A2a balzo di ricavi e utile, Richemont paga l’effetto Y-Nap

di Redazione finanza

Mps, Giorgetti: "Lasceremo al mercato banca forte"

3' di lettura

Banca Mps ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con una perdita di 360 milioni di euro, a fronte dell’utile di 388 milioni realizzato nello stesso periodo del 2021. Il risultato, si legge in una nota, sconta 925 milioni di euro di costi di ristrutturazione legati all’uscita di oltre 4 mila dipendenti. Al netto di questa posta, i nove mesi si chiuderebbero con un utili per 565 milioni di euro, grazie a un utile ante imposte di 150 milioni di euro e un positivo impatto delle tasse per 415 milioni.

Nei primi nove mesi dell’anno i ricavi di Mps si sono mantenuti sostanzialmente stabili a 2.284 milioni di euro (-0,5% sullo stesso periodo del 2021), grazie alla spinta del margine di interesse (+15,7% a 1.039,7 milioni), che beneficia del rialzo dei tassi e di un minor costo della raccolta, mentre le commissioni scendono del 5% a 1.055,3 milioni di euro e il risultato della gestione finanziaria si dimezza a 137,7 milioni.

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«Abbiamo già posto le basi per i prossimi anni e prevediamo di raggiungere in anticipo gli obiettivi di piano», ha detto presentando i dati l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, secondo cui la banca potrebbe tornare al dividendo «in anticipo» rispetto al piano, «già con l’utile 2022 in mancanza di preclusioni normative specifiche». Le uscite volontarie «ci consentiranno di risparmiare oltre 300 milioni all’anno che daranno un contributo notevole al raggiungimento del target di 700 milioni di utili» mentre si registra una «evoluzione positiva» anche sul rischio legale. «Ci troviamo di fronte a una svolta e siamo convinti che il meglio debba ancora arrivare».

A2a, il Mol sale oltre il miliardo

Scatto a Piazza affari di A2a dopo che il ha approvato i conti dei nove mesi con ricavi in aumento del 161% a 16,86 miliardi (dato influenzato dal caro commodity) mentre il margine operativo lordo è arrivato a 1,148 miliardi, in aumento del 20%: «La contrazione di marginalità registrata nella Business Unit Mercato, in miglioramento rispetto ai trimestri precedenti, è stata più che compensata dai risultati delle Business Unit Generazione&Trading e Ambiente», sottolinea una nota. L’utile netto arriva a 461 milioni di euro (+17%) mentre gli investimenti si attestano a 802 milioni (+25%) «per lo sviluppo di impianti per la produzione di energia green, per il recupero di energia e materia da rifiuti e per il potenziamento e l'efficientamento delle reti». La posizione finanziaria netta aumenta a 4,91 miliardi (da 4,11 miliardi di fine 2021). L'utile netto ordinario di pertinenza del gruppo risulta pari a 319 milioni (+24,6%). «In una fase caratterizzata dalle incerte dinamiche dei mercati energetici e da elevata volatilità dei prezzi delle commodities, A2A ha gestito responsabilmente le sue attività valorizzando al meglio la diversificazione dei propri business», commenta in una nota l’ad Renato Mazzoncini.

Per illimity 50,6 milioni di utile (+10%)

Illimity chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto a 50,6 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’utile del terzo trimestre si attesta a 19,1 milioni (+2%). I ricavi del terzo trimestre sono pari a 74,5 milioni di euro (+12%) trainati dalle attività ricorrenti del gruppo ed in particolare dalla componente di margine di interesse. Nei primi nove mesi del 2022 i ricavi si attestano a 233,6 milioni di euro, registrando un aumento del 21% rispetto ai primi nove mesi del 2021. Sulle prospettive per il 2022, la banca vede una «crescita in accelerazione nel quarto trimestre, portando ad un utile netto almeno pari a 75 milioni di euro per l’intero anno. I risultati attesi includono circa 20 milioni di euro di risultato negativo ante imposte legati all’avvio delle iniziative b-ilty, Quimmo e Hype», spiega una nota.

Su Richemont l’effetto Yoox-Net-A-porter

Richemont chiude il primo semestre con vendite a 9,68 miliardi, in crescita del 24%. Il gruppo del lusso mette a segno un utile operativo che ha battuto le stime a 2,72 miliardi di euro. L’ultima riga del bilancio è in rosso per 766 milioni a causa di un effetto contabile legato alla vendita della piattaforma Yoox-Net-A-porter. Volano i ricavi in Giappone (+76%). Bene anche i ricavi in Europa in crescita del 45% e in America del 22%. In flessione del 5% nell’area dell’Asia-Pacifico (-5%). Tutte le «nostre aree di business hanno ottenuto ottimi risultati. Abbiamo fatto passi da gigante nella nostra trasformazione digitale e sul fronte della sostenibilità. Il Gruppo si trova nella fortunata posizione di essere di essere in buona salute, con una strategia chiara e un bilancio solido. Questi punti di forza permetteranno a Richemont di affrontare tempi incerti permettendoci di guardare al futuro con un mix di vigilanza e fiducia», afferma il presidente Johann Rupert.

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