MARITTIMA

Msc-Fincantieri, commessa da 1,8 miliardi per due navi

di Raoul de Forcade


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3' di lettura

Msc Crociere e Fincantieri hanno firmato ieri l’ordine per la costruzione di due nuove navi della classe Seaside Evo (evolution), per un investimento complessivo di 1,8 miliardi di euro. Ad annunciare l’accordo è stato il patron del gruppo Msc, Gianluigi Aponte, nel corso della cerimonia di presa in consegna dell’ammiraglia Msc Seaside, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia. La cerimonia è avvenuta nello stabilimento di Fincantieri a Monfalcone, dove l’unità è stata realizzata, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

«Siamo diventati – ha detto Aponte - la seconda azienda al mondo nel settore del trasporto container e la quarta nel comparto delle crociere. La Seaside è la prima nave costruita da Msc con Fincantieri. Questa sarà seguita dalla Seaview (in consegna a maggio 2018, ndr) e da altre due gemelle per le quali firmeremo il contratto oggi stesso (ieri per chi legge, ndr). In concomitanza, stiamo costruendo sei navi presso Stx France, partecipata e controllata da Fincantieri. Noi prevediamo in futuro di costruire almeno una nave l’anno, e sono certo che la realizzazione di queste navi si farà in collaborazione con il gruppo Fincantieri».

Però, ha aggiunto l’armatore, «questi programmi ambiziosi potranno essere realizzati soltanto se il sistema bancario e il sistema finanziario nazionale continueranno a sostenerci come hanno fatto sinora». Riguardo a questo, Aponte ha sottolineato il ruolo di primo piano che hanno «Cassa depositi e prestiti nonché Sace, strumento fondamentale di garanzia al finanziamento».

L’unità consegnata ieri, con una stazza lorda di 153.516 tonnellate e una capacità di 5.179 ospiti, è la prima nave della classe Seaside. Ma è anche la seconda nave di nuova generazione che entra nella flotta Msc Crociere. La prima è la Meraviglia, costruita presso Stx France.

Le due unità appena ordinate, invece, sono ancora più grandi: hanno una lunghezza di 339 metri, stazza lorda da 169.380 tonnellate e capacità massima di 7.280 persone (passeggeri più equipaggio).

Complessivamente, comprese le due nuove navi, che saranno consegnate nel 2021 e 2023, il piano industriale di crescita di Msc prevede la costruzione di 12 nuove unità entro il 2026, per un investimento complessivo di 10,5 miliardi.

Al momento della firma dell’ordine, Aponte, che in passato aveva espresso riserve sull’operazione che ha portato Fincantieri ad avere il controllo di Stx France e quindi, di fatto, un’egemonia sul settore europeo delle costruzioni navali, ha affermato di avere “sciolto” le riserve.

Da parte sua l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha chiosato: «Lavoriamo per dare ai nostri clienti navi sempre più belle. Il nostro mestiere è questo, non quello di approfittare di posizioni dominanti. E ne daremo prova».

Dall’integrazione tra l’azienda italiana, Naval Group e Stx France emergerà, ha aggiunto Bono, una realtà «con una presenza internazionale in oltre 20 Paesi, con circa 35mila dipendenti e un indotto in Europa stimato in oltre 120mila persone, capace di generare ricavi annui per oltre 10 miliardi, con un carico di lavoro di oltre 50 miliardi». Attualmente Fincantieri dà occupazione a circa 19.400 persone, delle quali 8.200 in Italia, che superano le 40mila con l’indotto. «Abbiamo – ha concluso Bono – una solida struttura economico-finanziaria, con ricavi pari a 4,5 miliardi, e un carico di lavoro che supera i 25 miliardi e che arriverà a 30 miliardi entro fine anno».

Commentando i dati emersi nel corso della giornata, il capo dello Stato ha sottolineato che «il livello di eccellenza del settore marittimo italiano è altissimo» e ha ricordato «il grande contributo» che porta al Paese.

Infine il ceo di Msc, Pierfrancesco Vago, ha affermato che occorre «trovare un equilibrio a livello europeo che possa favorire l’assunzione di cittadini comunitari. Con le nostre navi in costruzione, nell’arco di pochi anni andremo ad assumere più di 30mila persone, gran parte delle quali potrebbero essere italiane». Vago auspica, a questo scopo, un «adeguamento normativo» di alcune parti «del Registro navale internazionale» italiano.

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