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Msc ordina navi a Fincantieri, maxi commessa da 1,3 miliardi

Il brand di lusso Explora Journeys chiede due navi alimentate anche a idrogeno. Con questa mossa il gruppo punta ad accelerare verso le emissioni zero

di Raoul de Forcade

3' di lettura

Msc Crociere spinge l’acceleratore nella sua corsa per arrivare alle emissioni zero e dà un segnale forte e positivo al mercato delle costruzioni navali, fiaccato dagli effetti della pandemia e col fiato sospeso per la guerra in Ucraina. Il gruppo che fa capo alla famiglia Aponte, attraverso il brand di lusso Explora Journeys, ha ordinato a Fincantieri due navi alimentate anche a idrogeno. Sale, così, da quattro a sei il numero di unità del marchio luxury, in via di realizzazione presso il gruppo triestino (Explora I è stata varata a Monfalcone, lo scorso 30 maggio).

Msc ha inoltre comunicato che le unità precedentemente annunciate, Explora III e IV, inizialmente ideate (sempre da Fincantieri) con motori tradizionali, saranno invece alimentate a Gnl. Le due navi verranno ingrandite di 19 metri per consentire l’installazione del sistema a gas.

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Explora V e VI porteranno a 3,5 miliardi di euro l’investimento complessivo di Msc per costruire la flotta Explora Journeys. Una somma che include l’aggiornamento della III e della IV con motori a Gnl, per ulteriori 120 milioni ciascuna; una modifica che ha richiesto un’interruzione temporanea dei lavori di costruzione, a causa della significativa riprogettazione delle navi, la cui consegna è attualmente prevista nel 2026 e nel 2027. La commessa per Explora V e VI, che entreranno in servizio, rispettivamente, nel 2027 e nel 2028, sfiora invece la somma di 1,3 miliardi.

Il gruppo triestino guidato da Pierroberto Folgiero è riuscito, dunque, a soddisfare le aspettative di Msc Crociere, il cui presidente, Pierfrancesco Vago, nel novembre scorso, aveva rivelato al Sole 24 Ore di essere pronto a investire due miliardi di euro su nuove navi, a patto che avessero modalità di propulsione green. Una sfida per Fincantieri che, benché in prima linea nella trattativa per aggiudicarsi la commessa, avrebbe potuto perderla, se uno degli altri grandi gruppi europei impegnati nella costruzione di unità da crociera (i tedeschi di Meyer Werft e i francesi di Chantiers de l’Atlantique) fosse riuscito a offrire tecnologie più convincenti. A spuntarla, però, è stata l’azienda italiana, con la firma del memorandum of agreement per la costruzione delle due nuove unità.

Grazie alle modifiche apportate anche alle commesse precedenti, tutte le unità Journeys, dalla terza in poi, saranno alimentate a gas naturale liquefatto; ma Explora V e VI, le due per cui è stato firmato il memorandum, oltre ad essere caratterizzate da una nuova generazione di motori a Gnl, avranno un sistema di raccolta dell’idrogeno liquido che consentirà di utilizzare anche questo carburante a basse emissioni di carbonio. L’idrogeno, infatti, alimenterà una cella a combustibile da sei megawatt per produrre energia priva di emissioni, che sarà utilizzata per il funzionamento dalle aree alberghiere e consentire alle navi di funzionare a “emissioni zero” in porto, con i motori spenti.

«Questo - ha detto Folgiero - è, in assoluto, il primo grande accordo per nuove costruzioni dopo l’emergenza pandemica e testimonia, non solo l’ulteriore crescita della nostra partnership di lungo corso con Msc, ma anche la fiducia di entrambi i gruppi nel futuro dell’industria crocieristica Queste navi ci consentiranno d’implementare tecnologie all’avanguardia volte a migliorare significativamente le performance ambientali, ponendo le basi per ulteriori sviluppi. Siamo convinti che la sostenibilità sia un fattore chiave per assicurare la nostra crescita nel medio e lungo termine».

L’obiettivo «emissioni nette zero entro il 2050», ha affermato Vago, è «per l’industria marittima la sfida più grande», che potrà essere vinta «solo se tutti faranno la loro parte, con investimenti significativi, sia da parte delle aziende che dei Governi». Tutte le navi di Explora Journeys (anche le due coi motori tradizionali) saranno, peraltro, equipaggiate con sistemi di riduzione catalitica, per abbattere le emissioni di ossido di azoto del 90%, e saranno dotate di connettività plug-in, per l’alimentazione con energia elettrica da terra nei porti, nonché di apparati di gestione del rumore subacqueo, per proteggere la fauna marina.

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