Nautica green

Msc pronta a investire 2 miliardi in Italia «Svolta su idrogeno e nuovi carburanti»

Il nuovo investimento è condizionato: si devono prima trovare soluzioni tecniche che consentano di installare, su navi di medie dimensione, una propulsione senza emissioni di Co2

di Raoul de Forcade

Fincantieri, ecco Msc Seashore la nuova ammiraglia di Msc Crociere

4' di lettura

Msc Crociere è pronta a investire due miliardi di euro, che si aggiungono agli 11,5 miliardi del piano industriale già varato e in corso di attuazione, per realizzare nuove navi, a partire dal settore lusso (in cui la compagnia sta entrando con il nuovo brand Explora Journeys), a patto che queste unità possano disporre di tecnologie di propulsione che garantiscano zero emissioni.

È quanto ha spiegato, al Sole 24 Ore, Pierfrancesco Vago, executive chairman dell’azienda crocieristica della famiglia Aponte, a margine della cerimonia di battesimo di Msc Virtuosa, tenutasi sabato scorso a Dubai. La compagnia punta, tra l’altro, a diventare il secondo brand cruise al mondo entro il 2025, mentre oggi è al terzo posto.

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La condizione: prima soluzioni tecniche «green»

Il nuovo investimento, che potrebbe essere indirizzato sull’Italia a Fincantieri (cui sono state già commissionate quattro navi di Explora previste in consegna, una l’anno, tra il 2023 e il 2026), è però limitato a una conditio sine qua non. Ossia che prima si trovino soluzioni tecniche, in tema di sostenibilità - siano la propulsione a idrogeno green, le fuel cell, il Gnl non fossile o i biocarburanti - che consentano di installare, su navi di medie dimensione, una propulsione senza emissioni di Co2.

Un obiettivo, questo, del quale è necessario, secondo Vago, che si faccia promotore anche il Governo italiano, muovendosi nel modo giusto nei confronti della politica di Bruxelles. E a beneficio dell’intera industria cantieristica europea, visto che le unità cruise vengono fabbricate quasi esclusivamente in Ue.

Se non si trovasse una soluzione italiana, peraltro, i due miliardi potrebbero essere impegnati altrove, in Europa o extra Ue. Per trovare nuove tecnologie sulle fuel cell, ad esempio, ha sottolineato il numero uno di Msc Cruise, il gruppo ha fatto un accordo con una società americana.

La ricerca è in corso

«Abbiamo in corso – ha detto Vago – un confronto con Fincantieri per trovare soluzioni tecniche nel campo della sostenibilità che, nel giro di breve tempo, ci possano traghettare a ulteriori soluzioni tecniche, ancora più definitive, su cui i nostri investimenti potrebbero arrivare a due miliardi prima del 2030».

Una somma che sarà indirizzata, ha detto Vago, «su più navi, perché è difficile trovare sistemi per 20 megawatt (la potenza che serve a muovere un’unità da crociera di grandi dimensioni, per costruire la quale occorre un investimento di circa un miliardo, ndr), e allora stiamo partendo con le navi di lusso (di stazza più contenuta, ndr): iniziamo con le taglie più piccole per arrivare a quelle più grandi».

Investimenti e tecnologie

Gli investimenti di Msc sono dunque legati a filo doppio alla tecnologia disponibile in materia di sostenibilità. Il cui sviluppo però dipende anche da scelte politiche. «C’è una grandissima discussione – ha proseguito Vago - sul fit for 55 dell’Ue, in cui entra la taxonomy, che intende definire quali saranno i settori green su cui la Comunità concentrerà i finanziamenti in futuro, e all’interno del quale si muove anche la Sace (essenziale per il credito al finanziamento delle commesse navali, ndr). Come industria crocieristica noi facciamo molta ricerca: sull’idrogeno, in cui entra l’accordo firmato a luglio con Fincantieri e Snam, sulle batterie, sulle fuel cell, sul metanolo, sui carburanti alternativi. Perché se vogliamo arrivare a emissioni zero nel 2050, dato che i costi delle navi vengono ammortizzati in 30 anni, dobbiamo già oggi capire quale possa essere la propulsione senza Co2. Il rischio che non vogliamo correre, rispetto alla taxonomy, quindi, è che l’Ue arrivi a dire che non si finanziano più le navi da crociera perché tutto quello che emette Co2 non deve essere finanziato».

Il ruolo della politica

E qui entra in gioco la necessità di un ruolo forte della politica. «Per i Governi – ha affermato Vago - è facile fare dichiarazioni politiche e poi lasciare all’imprenditore il compito di trovare le soluzioni. Ma in questo caso la sfida è così grossa che se non lavoriamo in sintonia con i Governi, e con tutta la capacità industriale europea, avremo dei problemi. Noi siamo pronti a mettere due miliardi sul tavolo che, con il moltiplicatore dell’industria cantieristica sull’indotto, che è del 4,5, diventano nove miliardi. Ma spesso mi chiedo se a Roma capiscano quel che sta avvenendo a Bruxelles. Bisogna stare attenti, perché Fincantieri, e tutto ciò che produce, allargato all’industria italiana, lo stiamo esportando. E ci deve essere un supporto all’industria crocieristica, perché possa continuare, con la garanzia del Governo italiano, a fare investimenti in tecnologie che le garantiscano il futuro».

Gli Stati Uniti guidano la ricerca

Oggi, ha proseguito Vago, «ad esempio, a parte Fincantieri e l’università che sta facendo ricerca, in Europa non c’è una società che abbia la capacità di avere il know-how delle fuel cell. Siamo dovuti andare in America per trovare soluzioni concrete in questo campo. L’industria crocieristica dà un’enorme quantità di lavoro all’Europa. Stiamo attenti a non perderla come abbiamo già perso quella dei traghetti e del cargo (oggi costruiti in Asia, ndr). E poi lo sviluppo di quest’industria ha portato gli italiani a essere sempre più bravi, anche per quanto riguarda le infrastrutture. Lo dimostra il contratto firmato tra Msc e Fincantieri per realizzare il nuovo terminal crociere di Miami».

In attesa di nuove tecnologie di propulsione, Msc sta commissionando navi con le best practice attualmente disponibili. A spiegarlo è Gianni Onorato, ceo di Msc Cruises: «Nel 2022 arriveranno Msc Seascape e Msc World Europa; nel 2023 Msc Euribia e nel 2025 Msc World class II (le ultime tre tutte a Gnl, ndr), oltre alle quattro di Explora Journeys».

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