Audizione al Congresso

Mueller: Trump può essere incriminato a fine mandato

Il super procuratore che ha condotto l'inchiesta di 22 mesi sul Russiagate risponde alle domande dei deputati alla Commissione Giustizia della Camera. Trump non è «mai stato sollevato dalle accuse di ostruzionismo e potrebbe essere incriminato dopo che lascerà la Casa Bianca»

di Riccardo Barlaam


Russiagate, cresce attesa su audizione Mueller

4' di lettura

NEW YORK – «Il presidente non è stato mai sollevato dalle accuse per gli atti che avrebbe commesso». Robert Mueller, il super procuratore che ha condotto l'indagine di 22 mesi sul Russiagate, sulle interferenze della Russia nella campagna elettorale per le presidenziali del 2016, sta rispondendo alle domande dei parlamentari americani a Capitol Hill. Un fuoco di fila di domande più che una testimonianza davanti alla Commissione Giustizia della Camera a maggioranza democratica che ricorda un interrogatorio di polizia quello dell'ex Consigliere speciale.

«Mai sollevato Trump dalle accuse»
Mueller ha detto di non aver mai dichiarato di aver sollevato Donald Trump dalle accuse di ostruzionismo alla giustizia e che «il presidente potrebbe essere incriminato una volta lasciata la Casa Bianca». Come sostenuto dal ministro della Giustizia William Barr che aveva presentato le prime conclusioni del Report di Mueller. Barr poco prima della testimonianza di oggi, lunedì aveva fatto sapere a Mueller in una dichiarazione pubblica che non era autorizzato a parlare di cose che non fossero contenute nel suo Rapporto di 448 pagine davanti ai deputati, compresi gli omissis, le parti in nero cancellate dal Dipartimento di Giustizia, che i democratici ma anche gran parte degli americani vorrebbero conoscere.

Russia ha interferito nelle elezioni
Il super procuratore nel suo intervento iniziale ha enfatizzato l'importanza del ruolo della Russia nelle ultime presidenziali americane: «Nel corso della mia carriera, avevo visto una serie di sfide alla nostra democrazia. Gli sforzi da parte del governo russo di interferire nelle nostre elezioni sono stati tra i più seri», tra i più importanti tra quelli che lui ha visto finora, ha detto. Mueller ha detto chiaramente che la Russia pensava di trarre beneficio dalla elezione di Trump. Non ha voluto commentare l'operato del ministro della Giustizia: “Nel Report abbiamo definito con precisione le conclusioni delle nostre investigazioni. Abbiamo pesato ogni parola. E io oggi, nella mia testimonianza, non intendo riassumere o descrivere il risultato del nostro lavoro in un modo diverso”.

Trump infuriato
Mueller è accompagnato nell'audizione dall'avvocato di fiducia Aaron Zebley, uno dei più fidati collaboratori. Una mossa che ha già fatto infuriare Donald Trump su Twitter: «Non è mai stato concordato che Robert Mueller potesse usare uno dei suoi molti avvocati democratici, per farlo sedere accanto a lui e aiutarlo nelle risposte».

«Ci dica quello che sa»
Il presidente della Commissione giustizia, il democratico Jerrold Nadler, ha definito Mueller come “un modello di responsabilità e attaccamento alle istituzioni” e lo ha invitato a rivelare il frutto delle sue indagini e ha accennato alla procedura di impeachment, anche se ha evitato di pronunciare il termine: «Direttore Mueller, noi abbiamo la responsabilità di seguire le prove che ha scoperto. Lo ha riconosciuto anche lei quando ha affermato che «la Costituzione richiede un processo diverso dal sistema giudiziario penale per accusare formalmente un presidente in carica di illeciti. Tale processo inizia con il lavoro di questo comitato», ha affermato Nadler. Doug Collins, il repubblicano di primo piano nella commissione giudiziaria della Camera, ha dichiarato che l'udienza con Mueller era «attesa da tempo». «La Russia si è intromessa nelle elezioni del 2016», ha detto nelle sue osservazioni iniziali. «Ma il presidente non ha cospirato con i russi. Nulla di ciò che sentiremo oggi cambierà questi fatti».

“Trump voleva licenziarmi”
Rispondendo alle domande Mueller ha dichiarato che «Trump voleva licenziarmi a un certo punto quando aveva saputo che indagavo sull'ipotesi di ostruzionismo alla giustizia». Reato per il quale può essere avviata la procedura di impeachment. L'audizione di Mueller alla Camera segna un momento politico chiave per democratici e repubblicani, con entrambe le parti che cercano di usare la sua testimonianza per far avanzare le loro agende in vista delle elezioni del 2020.

L'ex marine servitore dello stato
Il consigliere speciale che ha condotto l'inchiesta sul Russiagate in questi lunghi mesi non ha mai rilasciato dichiarazioni né tantomeno interviste. E' diventato la seconda persona più famosa di Washington dopo il 45esimo presidente degli Stati Uniti anche se no parla mai. Prima di oggi le uniche dichiarazioni pubbliche risalgono al giorno in cui ha accettato l'incarico di Special counsel per il Russiagate, il 17 maggio 2017 e nel giorno in cui qualche mese fa consegno i risultati al Dipartimento di Giustizia. Da tutti è ritenuto un uomo profondamente legato alle istituzioni che non cerca il consenso, ma vuole essere giudicato dalle azioni. Per questa ragione è diventato un simbolo bipartisan e spaventa anche i sostenitori del presidente. William Barr il nuovo responsabile della giustizia americana scelto da Trump ha lavorato con Mueller al Dipartimento di Giustizia negli anni Novanta. Il ministro repubblicano ha raccontato che quando si parlava di Mueller come potenziale candidato per guidare l'inchiesta, ha pensato che sarebbe stato la persona giusta per la sua integrità.

Dal Vietnam a Washington
Figlio di un manager della DuPont, Mueller non si è mai seduto sugli allori per le sue origini. E' partito volontario per il Vietnam ed è tornato a casa con decorazioni al valor militare. “E' un marine, vive con un codice d'onore”, ha detto di lui John Kerry, segretario di Stato di Barack Obama, che è stato compagno di college di Mueller a St Paul e, come lui, ha combattuto in Vietnam. Dopo la carriera militare Mueller ha studiato legge all'Università della Virginia, a Charlottesville. Subito dopo la laurea ha lavorato come avvocato al Dipartimento di Giustizia dove ricordano ancora la sua inchiesta sull'attentato al volo Pan Am 103 nel 1988, nella quale persero la vita 259 persone, che portò alle accuse verso un agente dei servizi segreti libici. Nel 1995 Mueller è diventato procuratore federale nel District of Columbia: stanco di seguire i pezzi grossi, per un po' si è occupato di omicidi, come nei telefilm polizieschi.

Direttore del Fbi con Bush
Nel 2001 George W. Bush lo sceglie come direttore del Fbi. Incarico che comincia una settimana prima dell'attentato dell'11/9 e che mantiene durante il successivo tumultuoso periodo, con l'agenzia sotto accusa per non aver previsto l'attacco. Tra i suoi colleghi è conosciuto per la sua diligenza, l'attaccamento al lavoro, il senso del dovere, la distanza dai politici e soprattutto per la sua riservatezza. Un personaggio al di sopra delle parti.

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