READY TO EAT

Mulan Group, l'azienda cinese che ha conquistato la Gdo con gli involtini primavera

di Natascia Ronchetti


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Mulan Group

2' di lettura

Cremona – Ha debuttato con gli involtini primavera e il riso alla cantonese, i piatti tipici della cucina cinese maggiormente conosciuti. Primo cliente: un supermercato della catena Iper di Cremona. Da lì all'ingresso negli altri punti vendita lombardi dell'insegna il passo, in fondo, è stato breve. “Ci siamo subito resi conto che la richiesta era forte – dice Giada Zhang -. All'inizio preparavamo tutto nella cucina del nostro ristorante. Poi altre catene della grande distribuzione organizzata sono venute a cercarci. Ci siamo estesi rapidamente in tutta la Lombardia, in Veneto e in Emilia Romagna. E abbiamo fatto il salto: nel 2002 abbiamo aperto il nostro primo stabilimento nella zona industriale di Cremona eil nostro fatturato supera i 3 milioni di euro”.

Giada Zhang è la giovane amministratrice delegata di Mulan Group, prima e tuttora unica azienda cinese entrata nella grande distribuzione organizzata italiana con specialità orientali ready to eat. L'impennata non ha modificato le caratteristiche della produzione, che è rimasta artigianale, affidata a una ventina di dipendenti. Solo i sistemi di confezionamento sono stati automatizzati con le tecnologie maggiormente all'avanguardia. Per superare il severo esame dei consumatori italiani, nella patria mondiale del food, “abbiamo puntato sulla qualità – spiega Zhang – e sulla freschezza dei prodotti, garantita per dieci giorni. Tutto partendo da una evidenza: sono sempre di più gli italiani per i quali la cucina cinese rappresenta una valida alternativa alla pasta o alla pizza”. Oggi Mulan Group è presente in quindici regioni sugli scaffali delle più importanti catene della Gdo: dal Nord si è estesa al Centro Italia. Agli involtini primavera e al riso alla cantonese, primo test, ha aggiunto spaghetti di soia e di riso, ravioli al vapore, gamberetti in salsa piccante.

Mulan Group

E, per gli appassionati di cultura e tradizioni orientali, altri piatti come il pollo con le mandorle e il bambù, arrivando a quindici referenze. Quasi tutto è prodotto con ingredienti italiani. Solo bambù e salsa di soia, ancora difficilmente reperibili in Italia, vengono importati. Dalla Cina, prima di tutto, poi dall'Olanda e dal Belgio. Il successo è arrivato senza troppe difficoltà. Tanto che, dopo aver inaugurato una nuova fabbrica di 4mila metri quadrati, l'azienda si prepara a coprire tutto il Paese (e a esportare) con una nuova linea produttiva, quella dei surgelati. “Una svolta nata da una precisa richiesta dei consumatori e che ora ci permette di espanderci su tutto il territorio nazionale e a livello europeo – dice Zhang -. In Italia, con i prodotti surgelati, vogliamo soddisfare anche la domanda che arriva dalle regioni del Sud. Mentre in Europa scommettiamo, in questa prima fase, sui Germania, Francia e Spagna. Poi sarà la volta dei Paesi nordici”. Tutto nato da un piccolo ristorante cinese, quello aperto nel '99 dai genitori di Giada. “Gli affari procedevano bene e, di fronte all'impennata della domanda, ci siamo detti che forse era arrivato il momento di portare le specialità cinesi sugli scaffali dei supermercati italiani”, ricorda Zhang, che ora sa bene anche quali sono le preferenze degli italiani. “L'involtino primavera è un intramontabile – dice -. Poi vanno forte anche i ravioli al vapore”.

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