la mossa di safety21

Multe all’estero, riscossione solo in pochi Comuni: scatta il risiko delle acquisizioni

di Maurizio Caprino

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3' di lettura

Non più solo apparecchi di rilevazione e multe. Il futuro dei controlli sul traffico passerà anche dalla riscossione delle sanzioni all’estero: ancora oggi, sono meno di mille i Comuni e le Province che si muovono per incassare le sanzioni relative a infrazioni commesse con veicoli a targa estera. Così gli enti dovrebbero affidarsi sempre più a società private. E, nel lungo termine, ci dovrebbe essere sempre meno bisogno di autovelox e affini: nel prossimo decennio, le scatole nere diventeranno obbligatorie per i veicoli nuovi e potranno consentire di rilevare le violazioni stradali semplicemente consultando la loro memoria.

È questo lo scenario che c’è dietro l’operazione straordinaria da 29 milioni di euro condotta da Safety21 (S.p.a. fondata nel 2011 che è tra i maggiori operatori del settore in Italia) per finanziare l’acquisizione di società target già identificate nel mercato di riferimento, nazionale e internazionale. L’operazione è composta da un aumento di capitale di 14 milioni di euro interamente sottoscritto dall’attuale compagine sociale (in aggiunta ai 6,5 milioni già sottoscritti negli ultimi anni) e da un finanziamento senior da 15 milioni di euro ottenuto da un pool formato da Ubi Banca (capofila) e Banco Bpm.

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Le acquisizioni servono a creare un gruppo in grado di gestire ogni fase del processo sanzionatorio, integrando nelle attività già svolte da Safety21 l’ultima fase: la riscossione completa, cioè estesa ai trasgressori stranieri. Un’estensione che si divide a sua volta in due fasi: quella stragiudiziale (che l’esperienza finora indica come la più fruttuosa e redditizia) e quella giudiziale (che sostanzialmente si avvia solo se gli avvisi bonari non vanno a buon fine e può essere attivata da circa tre anni, con l’entrata a regime della direttiva europea 2015/413).

Ulteriore conseguenza di queste fasi è l’internazionalizzazione degli operatori della riscossione, cosa per la quale si stanno attrezzando al momento poche società di varie nazioni. In questo modo, tra l’altro, Safety21 conta di superare le difficoltà legate alle incertezze interpretative (e ai relativi contenziosi) delle norme italiane su project financing (formula con la quale offre i propri servizi alle pubbliche amministrazioni, contrariamente agli altri operatori del settore in Italia) e destinazione dei proventi delle sanzioni.

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La prima operazione nell’ambito di questa nuova strategia è l’acquisizione - chiusa il mese scorso - del 100% della Multiservizi, srl che include nel proprio perimetro il ramo operativo di Tecnotraffico srl. La società ha sede ad Orvieto ed è leader in Italia nella gestione in outsourcing delle sanzioni al Codice della strada a veicoli stranieri e relativo recupero dei crediti inesatti. Ha chiuso l’esercizio 2018 con un risultato economico di poco superiore a 10 milioni di euro di ricavi e un margine operativo lordo di circa il 50%, in assenza di indebitamento finanziario.

Il Gruppo Safety21 ha chiuso l’esercizio 2018 con un risultato consolidato pro-forma pari a circa 25 milioni di euro di ricavi con margine Ebitda del 28%.

«Siamo molto soddisfatti dell'operazione di acquisizione di Multiservizi, che rappresenta un gioiello in termini di ottimizzazione dei processi e, grazie alla esperienza trentennale nel settore – dichiara Gianluca Longo, founder e group ceo di Safety21 – porterà in dote al nostro Gruppo management e know-how per lo sviluppo di specifiche applicazioni verticali sulla nostra piattaforma cloud IoT Titan, oltre a un portafoglio clienti di oltre 300 enti locali italiani, tra cui le principali Città metropolitane».

Safety21 è partecipata, oltre che da Longo, dal fondo d’investimento Hat, dal professional investor Laurent Asscher e dal family office dell’imprenditore Germano Fanelli. Il suo gruppo comprende oggi le società ServiceNet21 srl, A21 Riscossioni srl, Consel srl e, appunto, Multiservizi. La sede principale è a è a Roma, quelle operative sono situate a Milano, Torino, Orvieto, La Spezia e Varese.

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