PACE FISCALE

Multe e cartelle fino a mille euro, come scoprire se sono state cancellate

di Marco Mobili e Giovanni Parente


Multe, bolli e tasse non pagate fino a mille euro: ecco come scoprire se sono state cancellate

2' di lettura

Verifica «fai-da-te» per l’addio alle cartelle fino a mille euro. Con l’arrivo del nuovo anno l’agente pubblico della riscossione, senza che il contribuente compiesse alcun adempimento, ha gettato al macero oltre 12 milioni di posizioni debitorie. Tutte sotto quota mille euro e che coinvolgono fino a 5 milioni di cittadini. Si tratta di vecchie multe, bolli auto o tasse non pagate affidate all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2010. Ma come prevede il decreto fiscale collegato alla manovra dopo lo stralcio della cartella spetta al contribuente per sapere se la sua posizione debitoria è stata annullata. E questo lo potrà fare senza recarsi negli uffici di Agenzia entrate – Riscossione (Ader) ma direttamente da casa o dall’ufficio collegandosi al portale della ex Equitalia.

L’addio a vecchie multe, bolli e tasse non pagate

Le quattro vie di accesso

Sono ben quattro le vie di accesso per sapere se la cartella è stata “strappata” d’ufficio. Il contribuente, infatti, può verificare l’estinzione del debito entrando nell’area riservata ( clicca qui per accedere ) che l’Ader riserva a ogni contribuente.

•La prima chiave di accesso che offre il sistema è lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale).

•La seconda modalità di accesso sono le credenziali rilasciate dall’agenzia delle Entrate (Codice fiscale, password e Pin) per accedere al cassetto fiscale o alla dichiarazione precompilata.

•In assenza delle prime due chiavi si può utilizzare il Pin rilasciato dall’Inps.

•In ultima analisi, la Carta nazionale dei servizi, la cosiddetta Smartcard.

Una volta entrati sarà facile verificare la presenza o meno di posizioni debitorie.

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Le cartelle che non si cancellano

Il decreto sulla pace fiscale prevede espressamente a quali tipologie di “micro-cartelle” non si applica lo stralcio. E si tratta dei debiti relativi alle risorse proprie tradizionali dell’Unione europea e all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione. Sono esclusi anche i debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dalla Ue ovvero da condanne pronunciate dalla Corte dei conti. Nulla da fare, infine, per multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.

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Per chi ha già pagato

E chi invece ha già pagato? Vale il vecchio detto partenopeo «Chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, scurdámmoce ’o ppassato…». Sempre l’articolo 4 prevede che le eventuali somme versate prima del 24 ottobre 2018 (data dell’entrata in vigore del decreto fiscale) restano definitivamente acquisite, mentre gli importi versati dopo il 24 ottobre possono essere eventualmente inclusi nella definizione agevolata prima del versamento o considerati come debiti scaduti o in scadenza. In assenza di debiti, gli importi versati dopo il 24 ottobre, saranno rimborsati al contribuente.

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