sicurezza e contravvenzioni

Multe stradali più care dal 2019: aumenti del 2,4%

di Maurizio Caprino


Multe stradali più care dal 2019: aumenti del 2,4%

2' di lettura

Stavolta rincarano davvero, anche se di poco. Nel 2019, a causa dell’adeguamento biennale all’inflazione, le multe stradali dovrebbero costare il 2,4% in più. Tradotto in soldi, un divieto di sosta “semplice” dovrebbe passare da 41 a 42 euro, un eccesso di velocità tra i 10 e i 40 km/h dovrebbe crescere da 169 a 173 euro. Sono le stime fatte da Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona, per l’Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale).

I calcoli partono dai dati Istat sull’indice Foi (che tiene conto dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati). Lo prescrive l’articolo 195 del Codice della strada, quello che prevede l’adeguamento biennale delle sanzioni all’inflazione.

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Questo indice, tra novembre 2016 e ottobre 2018, ha fatto segnare appunto un +2,4%. Difficilmente il dato definitivo, che uscirà in dicembre, si discosterà da questa cifra.

In ogni caso, si conferma che siamo in un periodo di inflazione bassa . Ma non tanto bassa da lasciare invariate le sanzioni, contrariamente a quanto accaduto una volta nel recente passato (con eccezione per gli importi più alti).

Ecco altri esempi di rincaro, secondo le stime Asaps: le violazioni alle Ztl e alle corsie bus passerebbero da 81 a 83, l’uso del cellulare alla guida da 161 a 165 euro, l’omessa revisione da 169 a 173 euro, l’eccesso di velocità di non oltre 10 km/h rispetto al limite da 41 a 42 euro, quello fra 40 e 60 km/h da 532 a 545 euro e quello dai 60 km/h oltre il limite da 829 a 849 euro.

Come sempre, resteranno invariate le sanzioni penali. Come quelle per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi/litro e quelle per guida sotto effetto di droghe: l’articolo 195 riguarda solo le sanzioni ammministrative (che sono la maggioranza tra quelle previste dal Codice della strada).

Gli importi definitivi, come di consueto, saranno ufficializzati a fine anno, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale (Giustizia, di concerto con Economia e Infrastrutture) che li fissa.

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