ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’intervista

«Municipalizzate sotto osservazione: troppa inefficienza»

di Nino Amadore

 Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla

4' di lettura

Una macchina comunale inceppata, le municipalizzate di sotto degli standard e sacche di lavoratori “fuori uso”, le casse del Comune da sistemare. In cento giorni Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, si è ritrovato sul tavolo i dossier sulle emergenze della città. Tanti, troppi dossier.

Che valutazione dà della macchina comunale in questi 100 giorni da sindaco?

Loading...

È una macchina se non ferma molto affaticata con una sostanziale inidoneità a cogliere la profondità dei processi e a risolverli organicamente e spesso un frazionamento del procedimento amministrativo che porta ritardi, congestioni, difficoltà decisionali. Va profondamente riorganizzata. Ed è quello che speriamo di fare dal primo gennaio 2023, quando avremo avviato due processi chiave: la rotazione dei dirigenti e la riorganizzazione degli uffici.

Per fare qualsiasi cosa serve il denaro.

Era impensabile immaginare di risolvere un groviglio di problemi quali quello del bilancio in poco più di due mesi. Credo siano stati fatti i migliori passi avanti: abbiamo disdettato il piano di riequilibrio che aveva proposto l’amministrazione precedente che faceva perno su un incremento insostenibile dell’addizionale Irpef; abbiamo ottenuto la possibilità che il piano di riequilibrio venga definito al 31 marzo 2023, abbiamo lavorato e ottenuto una norma per la quale alcune provviste finanziarie potranno essere utilizzate per i debiti finanziari e quindi per azzerare l’incremento dell’Irpef che era già previsto nel 2022. E abbiamo dato disponibilità a sottoscrivere il patto con lo Stato, ovviamente con la clausola per noi fondamentale che in sede di finanziaria venga ridiscussa l’entità dei trasferimenti e degli aiuti per Palermo rispetto ai 187 milioni promessi che in 20 anni sono poco meno che un obolo.

Vi accusano di avere una posizione attendista.

Abbiamo fatto con prudenza i passaggi propedeutici perché adesso si possa approvare il rendiconto 2021 e a seguire il bilancio 2022-2024. Noi speriamo che nell’ultimissimo scorcio di quest’anno il Comune rientri formalmente in una sua corretta di gestione finanziaria. Poi è chiaro che non potremo che adottare per i primi mesi del 2023 il l’esercizio provvisorio. Ma si tratta di dover fare solo il bilancio preventivo triennale 2023-2025 che io spero possa essere varato entro la primavera del 2023 così da chiudere definitivamente il tema del bilancio forti come mi auguro anche del maggiore aiuto finanziario dello Stato.

Un fardello sicuramente è quello delle municipalizzate. Come intendete intervenire?

Le municipalizzate costituiscono un impegno economico rilevante per il Comune. Se fosse accompagnato da efficacia ed efficienza nella qualità dei servizi non mi porrei il problema di un cambiamento. Forse con la sola eccezione della Gesap, la società aeroportuale che come tutte le altre società di gestione aeroportuale trarrebbe maggiore vantaggio da un affidamento almeno parziale a soci privati. Torniamo però ai servizi: la qualità fa difetto, il carico del personale è preponderante e non tutto il personale fornisce lo stesso tributo di lavoro e di impegno. Molti lavoratori sono soggetti a limitazioni operative e funzionali e sono allontanati dalla scena operativa dai cosiddetti medici competenti . Di fatto i cittadini sono scontenti e i soldi erogati sono tanti.

Pensate a una privatizzazione?

Nell’immaginare una cessione a privati di parte o del totale dei pacchetti delle municipalizzate bisogna tenere conto del costo del personale che è significativo.

Quindi?

Bisogna ragionare caso per caso, funzione per funzione cercando di incrementare la competitività o di assegnare a privati specifici segmenti di produzione. È un processo che non possiamo dire di avere già scelto in un tempo così breve sia perché dovremmo procedere alla nomina dei nuovi organi di gestione sia perché intendo vedere il risultato di gestione al 31 dicembre 2022, sia perché il nostro obiettivo è di non fare passi arrischiati. Stiamo incontrando separatamente tutte le aziende perché si tratterà di rinegoziare i contratti di servizio e di mettere sotto prova e sotto valutazione queste aziende. Dopodiché a estremi mali estremi rimedi.

L’azienda che preoccupa di più è la Rap che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi urbani: un sistema collassato.

Abbiamo una carenza oggettiva di personale e abbiamo autorizzato una integrazione degli organici degli operai e degli autisti. Abbiamo un deficit di risorse strumentali di mezzi e stiamo investendo ulteriori 60 milioni per il potenziamento tecnologico e per l’estensione della raccolta differenziata. Ma è chiaro che tutto questo la Rap non può pensare di averlo gratuitamente senza controllo e senza condizioni. Noi porremo delle condizioni al tavolo dell’approvazione del nuovo piano industriale in vista del rinnovo del contratto di servizio. Ed è chiaro che dovremmo lavorare perché questo nuovo contratto di servizio sia più rispondente ai fabbisogni dei palermitani.Se così non fosse dovremmo percorrere strade diverse. Mi preoccupa che mi si dica che in Rap ci sono circa 250 operatori soggetti a limitazioni e quindi solo in parte contribuiscono alle operazioni di raccolta e trattamento dei rifiuti.

C’è sempre il problema della discarica di Bellolampo.

Bellolampo è una straordinaria piattaforma tecnologica potenziale per favorire l’efficientamento del ciclo dei rifiuti certo non nelle condizioni in cui si trovava oggi ma nelle condizioni in cui il piano industriale di Rap dovrà metterla, con auspicabile intervento anche di soggetti privati.

La città ha una grande necessità di rigenerazione e di essere liberata dal traffico.

Stiamo lavorando alla infrastrutturazione dei trasporti per decongestionare il traffico urbano e ricongiungere i due sistemi del tram. Quello che ha maggior senso di tutti e mettere insieme due sistemi tranviari che in questo momento non si parlano e chiudere il perimetro della città e quindi favorire il raggiungimento dei punti centrali di smistamento. Stiamo cercando di valutare fino a che punto il tram debba essere nel cuore della città. Cantieri infiniti all’interno della città determinerebbero per troppo tempo una condizione caotica del traffico in uno spazio che già di per sé è particolarmente limitato e compresso anche per la presenza di zone pedonali che devono essere migliorate .

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti