Hi-tech

Murgia valley, il vivaio digitale che calamita le start up locali

Macnil l’azienda apripista: oggi Gravina di Puglia vanta un polo tecnologico dove nuove realtà produttive possono sviluppare progetti e sinergie con imprese e università

di Giampaolo Colletti


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4' di lettura

Crederci sempre, arrendersi mai. Goccia dopo goccia, giorno dopo giorno. Proprio come l’acqua del torrente Gravina che scava la roccia calcarea tipica dell’entroterra barese, in quella Murgia tanto simile al Canyon americano. È questa tenacia, questa determinazione a fare la differenza. Una costanza di nome e di fatto, potremmo dire. Perché questo è il tratto che ha segnato il percorso professionale di Mariarita Costanza, ingegnera elettronica specializzata in telecomunicazioni e imprenditrice.

«Insieme a mio marito Nicola ho sempre avuto l’ossessione della mia terra. La amo tantissimo e ho compreso nelle mie esperienze di lavoro lontano da casa quanto sarebbe stato bello poter tornare e creare lavoro per tanti altri giovani. Così sin da subito con Nicola abbiamo lavorato per rientrare e restare nella nostra terra», racconta questa quarantottenne gravinese purosangue, come si definisce lei stessa. In tasca una laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Bari conseguita nel luglio 2001. E qualche mese prima l’avvio della sua startup insieme al suo Nicola, all’epoca impegnato in consulenza per alcune aziende tecnologiche del nord Italia. Correva l’anno 2000 e i due giovani startupper hi-tech avevano già le idee ben chiare. «Posso dire che galeotta è stata la mia tesi di laurea. E che gioia vedere degli appunti universitari prendere forma e diventare impresa», ricorda Mariarita.

Mariarita Costanza e Nicola Lavenuta, i soci fondatori di Macnil

Nasce così Macnil. E già nel nome c’è la crasi tra Mariarita Costanza e Nicola Lavenuta. Un connubio nella vita e sul lavoro con la nascita di un polo tecnologico d’eccellenza. Siamo a Gravina in Puglia, quarantamila anime nella grande provincia barese. Una terra segnata nei decenni dall’emigrazione, prima verso il nord-Italia e poi in tempo più recenti verso l’estero. «Però è anche una terra che sta provando azioni di riattrazione di talenti, scommettendo sulle nuove tecnologie e al contempo sulla tradizione. E provando a fare rete con la comunità territoriale, fatta di poli accademici, imprese d’eccellenza, programmi regionali di investimento sulle neo-imprese».

L’Internet connesso

Per la Macnil l’intuizione geniale legata all’Internet of Things è stata quella di monitorare i veicoli in movimento installando dei sensori tecnologicamente evoluti. Perché i dispositivi montati a bordo delle auto diventavano di fatto in mobilità, con variabili ancora più complesse. «Abbiamo scommesso sin da subito su questo nuovo mercato che integrava la localizzazione satellitare con la mobilità. Abbiamo intuito questa rivoluzione legata alla movimentazione dei mezzi per ottimizzare i processi legati agli spostamenti e alle soste. Un tema oggi diventato di strettissima attualità, anche per l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Perché se conosci le migliori pratiche per spostarti, risparmi soldi e rechi meno danno all’ambiente. Ecco, da qui poi abbiamo iniziato ad intercettare clienti importanti», ricorda Mariarita.

Un interno del campus

Poi nel 2014 arriva l'interesse del Gruppo Zucchetti con l'ingresso nel capitale dell’azienda. Una grande opportunità di accelerazione e di crescita. A tal punto che due anni dopo si concretizza l’acquisizione totale di GTAlarm di Varese, storico brand nel mondo degli antifurti auto e casa. E passiamo ai giorni nostri, con la crescita che non si arresta: Macnil da poche settimane ha acquisito altre due imprese specializzate nella localizzazione satellitare e nei servizi di sicurezza per auto e flotte aziendali.

Oggi Macnil è dislocata su quattro sedi a livello nazionale: oltre all’headquarter di Gravina ci sono Gavirate, Merone, Burago di Molgora, nella provincia briazola. Il team è composto da 150 professionisti, 60% laureati e nel 40% donne. Il fatturato è di 20 milioni di euro, al netto delle acquisizioni. E il previsionale di crescita è di segno più, con una doppia cifra percentuale. Piedi ancorati alla propria terra e la testa in viaggio per il mondo. Macnil lavora in Italia e all’estero, gestendo cinquantamila clienti privati e cinquemila aziende, con quindici distributori in tutta Europa. Tra i clienti TIM, Poste Italiane, Ford, Peugeot, Citroen, Renault Iberia, Mercedes, Audi, Volkswagen, Seat, Skoda, Gruppo Admiral.

La nuova sede Macnil nel giorno dell’inaugurazione

«Abbiamo creduto sin da subito nell’idea di creare un progetto di ricerca sull'internet of things con declinazioni nel campo dell’automotive, delle smart city, della salute e della mobilità elettrica, in un territorio prettamente agricolo. «Ci siamo impegnati per attrarre e mantenere al sud tutti quei giovani costretti a emigrare al nord o all’estero per mancanza di un’offerta all’altezza delle loro aspettative e delle loro ambizioni», precisano Mariarita e Nicola. Dalla loro azienda a quelle del territorio. Perché per loro il futuro è nell’alleanza con aziende specializzate, ciascuna nel proprio ambito, per offrire sul mercato nazionale e internazionale prodotti e servizi altamente qualificati.

Il vivaio delle startup hi-tech

Di fatto siamo in presenza di una Silicon Valley tutta nostrana, sia nella conformazione geografica che nella visione imprenditoriale. «Questo territorio oggi più che in passato sta respirando innovazione. E lo sta facendo puntando al gioco di squadra, ad un’alleanza tra il comparto industriale e quello formativo, accademico. Abbiamo l’impegno di innovare, ma di farlo facendo rete», precisa Mariarita.

Il loro spazio ibrido di contaminazione con le startup del territorio è dentro il nuovo campus, inaugurato nel marzo di quest’anno. Quattromilacinquecento metri quadrati nella zona industriale Pip di Gravina, dove fino a qualche anno fa era fiorente la produzione dei salotti. Così un distretto cambia volta, innesta nuove professionalità, genera cambiamento, si staglia al passo con tutte le tecnologie di ultima generazione, offrendo servizi all’avanguardia.

L’headquarter è dotato di palestra, orto botanico, auditorium per meeting e congressi, e soprattutto di un’area denominata vivaio digitale: si tratta di un innovation lab nato per ospitare startup, micro imprese e Pmi che potranno crescere e trasformarsi in aziende mature attraverso lo scambio di esperienze. Un polo tecnologico che chiama a raccolta le menti più brillanti e i ricercatori di talento, offrendo ascolto e sostegno. «Vogliamo dare alle giovani imprese e agli innovatori che vogliono venire qui un luogo di confronto e uno spazio per una crescita non rapida, ma sostenibile. Perché bisogna avere pazienza per scalare il mercato. Il seme per crescere nel terreno ha bisogno di tempo», ammonisce Mariarita. Prendersi il proprio tempo con costanza. Goccia dopo goccia, giorno dopo giorno. E in fondo alla fine farcela per davvero.

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