East side gallery

Muro di Berlino, guida alla galleria d'arte all'aperto più grande al mondo

Dopo il 9 novembre del 1989 il muro si è trasformato da barriera invalicabile a “tela” per gli artisti, Keith Haring compreso

di Antonio Armano


Al via celebrazioni per 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino

3' di lettura

Il più consistente pezzo di muro di Berlino rimasto in piedi a 30 anni dal 9 novembre 1989 si trova lungo la Sprea, non lontano dalla Ostbanhof, sulla Mühlenstrasse. Qualche anno fa ha rischiato di essere in parte spazzato via durante l'espansione edilizia nel quartiere di Friedrichshain. È stata fatta persino una petizione su Change.org per evitarlo, firmata da 93 mila persone.

100 graffiti su 1 km di muro
È lungo più di un chilometro (1,3 km per la precisione), ospita oltre cento graffiti, ed è considerato la galleria a cielo aperto più grande del mondo. Si chiama East side gallery” perché guarda verso la parte orientale della città. Prima del 9 novembre era immacolata. Le guardie di confine comuniste non permettevano a nessuno di avvicinarsi. Dopo quella data si è offerta come una enorme tela nella cornice della storia.

Altri pezzi di muro sono sopravvissuti alla caduta della barriera di oltre cento chilometri che i berlinesi si sono trovati dalla sera alla mattina sotto gli occhi l'estate del 1961, ma nessuno ha le stesse dimensioni e lo stesso valore della “East side gallery”. Per capirne la vastità si può guardare il video del fotografo Steffen Freiling che scorre su tutti murales, dura quindici minuti e si può vedere su Youtube.

Berlino, il Muro 30 anni dopo diventa un’opera in 3D

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I murales più famosi
Alcuni dei murales sono celebri come la Trabant che sfonda il muro sotto la scritta “Try the rest”, per fare il verso alla reclame di sigarette che diceva “Try the west”. All'inizio la frase era “Try the best”, ma col tempo l'artista, Kristin Kinder, ha abbassato i toni. L'altro celebre dipinto murale – forse il più celebre – è di un artista russo, si intitola “Signore aiutami a sopravvivere a questo amore mortale” e riproduce il bacio sulla bocca tra il leader sovietico e quello della Ddr, Leonid Brežnev ed Erick Honecker, realmente avvenuto e fotografato. Rispondeva a tradizioni rituali ortodosse in chiave ideologica e sanciva l'amicizia tra i popoli dieci anni prima della caduta del muro. L'artista russo che lo ha dipinto si chiama Dmitrij Vrubel' ed è omonimo di Michail Vrubel', l'autore di uno dei più famosi quadri russi, Il Demone seduto. Michail Vrubel' ha anche lavorato al Metropole di Mosca, diventato famoso per le recenti vicende politiche, ed esiste nell'hotel una sala Vrubel'.

East side gallery, la mappa navigabile

La disillusione è uno dei sentimenti predominanti nel mondo ex comunista dopo l'euforia per la fine dei regimi in Est Europa. Presto ci si è resi conto che la libertà senza soldi non è una gran cosa e molti hanno iniziato a rimpiangere il passato quando tutto era garantito e tranquillo. I tempi più rimpianti sono stati forse quelli di Brežnev, l'incarnazione della stabilnost' sovietica, quando la fase più difficile della guerra fredda era finita. A un certo punto la stabilnost' è diventata rigidità e quindi rigor mortis. Infine, quando la generazione di bolscevichi che aveva fatto la rivoluzione era sotto terra – o meglio nella necropoli sulla piazza Rossa – è arrivato Gorbačev e ha mollato il guinzaglio dei paesi satelliti, Ddr compresa. Fate quello che volete, noi non interverremo più.

Le tracce di Haring a Berlino
Anche Keith Haring ha dipinto sul muro di Berlino, il 23 ottobre del 1986. Il suo arrivo nella città divisa è stato un evento mediatico, anche per i rischi che correva avvicinandosi al muro per lavorare. Nel giro di poche ore, dopo che gli assistenti avevano coperto il muro di giallo, ha dipinto una catena di caratteristici omini in rosso e nero finendo così con il creare un'opera che aveva i colori della bandiera tedesca. Il murale dell'artista newyorchese non è durato molto, coperto per sfregio da una vernice grigia. Una scultura metallica di Haring con omini che fanno a pugni (The boxers), uno rosso e uno blu, si può vedere in Potsdamer Platz, vicino alla Filarmonica. Pochi mesi prima dell'arrivo di Haring a Berlino, c'era stato l'incidente nucleare di Černobyl' che Gorbačev, in carica all'epoca, considera come uno dei più duri colpi al sistema sovietico. “Se un tempo mi chiedevo qual è il costo della verità, ora mi chiedo: qual è il costo della menzogna?”. Con questa frase si conclude la serie televisiva Černobyl'.

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