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Muse inquietanti in laguna

Al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale una mostra ripercorre la storia del Novecento attraverso la storia della Biennale stessa

di Silva Menetto

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Al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale una mostra ripercorre la storia del Novecento attraverso la storia della Biennale stessa


3' di lettura

Al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale, a Venezia, una mostra ripercorre la storia del Novecento attraverso la storia della Biennale stessa. Una carrellata tra le arti contemporanee con documenti d'archivio provenienti dall'Archivio Storico dell'istituzione e da altri grandi archivi pubblici e privati.

In tempi di fruizione compulsiva e superficiale, in cui le immagini “usa e getta” dei social media hanno il predominio sulla riflessione, a Venezia la Biennale – orfana della XVII Mostra Internazionale di Architettura, slittata al 2021 a causa dell'emergenza covid – si reinventa e propone ai Giardini di Sant'Elena una mostra “pensante”, di alto valore didattico.

Fino all'8 dicembre 2020 al Padiglione Centrale è allestita “Le Muse Inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla Storia”, un'esposizione su cui vale la pena di concentrarsi perché passeggiare tra le bacheche minimaliste dell'allestimento è come sfogliare un'enciclopedia delle arti contemporanee e un manuale di storia del Novecento.

Storia del Novecento

Partendo dagli straordinari materiali custoditi nell'Archivio Storico della Biennale (ASAC), i Direttori dei Settori Artistici (Arte, Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro) per la prima volta hanno lavorato tutti assieme alla realizzazione di questa mostra che narra la grande Storia del Novecento attraverso la storia della Biennale. Sono più di mille gli oggetti selezionati da Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro) e Hashim Sarkis (Architettura), che hanno attinto anche agli archivi dell'Istituto Luce e di altre istituzioni nazionali e internazionali per ripercorrere quei momenti del “secolo breve” in cui la Biennale e la storia si sono date appuntamento a Venezia.

Mutamenti e sussulti

Documenti, foto, video, lettere, libri, quadri e file audio che partono dalla prima Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia (1895) per concentrarsi poi su alcuni blocchi tematici: dalla Biennale degli anni del Fascismo e della guerra alla nascita del Festival del Cinema (1932); la guerra fredda e i nuovi ordini mondiali; il Sessantotto e la contestazione; l'impegno politico degli anni Settanta; “Libertà al Cile” (1974), dopo il golpe di Pinochet, col murale realizzato a Venezia da Sebastian Matta; la Biennale del Dissenso di Carlo Ripa di Meana (1977) in sostegno agli artisti dissidenti del blocco sovietico; le trasformazioni culturali e le polemiche sollevate dalla Biennale nei suoi 125 anni di vita; infine il processo di globalizzazione nel mondo e nelle arti.Il titolo della mostra, “Le Muse Inquiete”, si rifà alle dee figlie di Mnemosine - la Memoria - e di Zeus, protettrici delle arti: inquiete perchè inquieta è la storia che raccontano, fatta di complessi mutamenti e di sussulti, che la Biennale ha puntualmente registrato come un sismografo, perché la Biennale è nell'arte così come l'arte è nella Storia.

Memoria

Si ricomincia dalla memoria dunque, scavando negli archivi per ritrovare non solo le origini della “madre” di tutte le Esposizioni d'arte, ma le ragioni di successi, critiche, crisi e trionfi. Cecilia Alemani, che ha coordinato il lavoro dei colleghi Direttori per la realizzazione de “Le Muse Inquiete”, pensa intanto alla Biennale d'Arte che curerà nel 2022, perché la riflessione sul passato, in un momento difficile e particolare come quello attuale, dovrà portare anche gli artisti ad immaginare mondi nuovi, con nuove regole.La mostra dunque sarà una sorpresa per tutti, perché metterà a disposizione del pubblico materiali difficilmente reperibili e mai visti assieme, parlerà di personaggi che hanno lasciato un segno profondo nella storia dell'istituzione così come nella storia delle arti.E per chi lo vorrà, oltre a visitare la mostra al Padiglione Centrale, sarà possibile fare una passeggiata ai Giardini della Biennale alla scoperta dei vari padiglioni nazionali (seppure chiusi) con le loro straordinarie architetture.


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