Cultura

Musei, 15 milioni per il rilancio. Al Veneto il primato dei ristori

di Giovanna Mancini

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Almeno fino al prossimo 15 gennaio tutti i musei restano chiusi. Lo sono i musei civici di Venezia (Palazzo Ducale, in foto). Il Veneto conta 304 realtà museali pubbliche e private, che nel 2018 hanno attratto 11,5 milioni di visitatori, mentre in Friuli-Venezia Giulia i musei sono 175


3' di lettura

I tour virtuali, la comunicazione sui social, i format digitali. Tutto bene e tutto giusto: per uscire dalla crisi innescata dal Covid-19 i musei del Nord-Est dovranno fare leva su questi strumenti. Ma non appena sarà di nuovo possibile aprire le porte ai visitatori, la prima cosa da fare è «riannodare il filo che si è spezzato con il pubblico – suggerisce l’assessore veneto alla Cultura, Cristiano Corazzari –: tutte le iniziative di carattere tecnologico sono importanti, ma è essenziale far tornare le persone nei nostri musei. Questo è l’unico modo per riuscire a sostenere il sistema nel lungo periodo, guardando oltre l’emergenza».

Il sistema museale veneto è una galassia variegata di istituti pubblici e privati tra loro diversissimi, che vanno dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia all’Orto botanico di Padova, fino al Museo della giostra di Bergantino (Rovigo) o a quello della Grande guerra di Cortina d’Ampezzo. In tutto, oltre 300 realtà che nel 2018, secondo l’ultimo censimento Istat, hanno attratto 11,5 milioni di visitatori (contro i 9 milioni del 2017), per oltre la metà concentrati nei musei di Venezia. Il Veneto è del resto la regione che ha beneficiato maggiormente dei fondi messi a disposizione dal ministero per i Beni culturali per ristorare i mancati incassi da biglietteria dei musei non statali a causa del Covid-19, con oltre 15 milioni sui 70 complessivi stanziati dal governo (7 milioni solo ai Musei civici di Venezia). Il forte calo dei turisti, in particolare quelli stranieri, ha pesato molto sui bilanci delle realtà museali. La Regione, che non interviene nella gestione diretta degli istituti, ma ha solo un ruolo di coordinamento e di sostegno alla loro promozione, ha confermato i contributi a eventi e manifestazioni per i quali erano stati richiesti, sebbene non si siano svolti. Con l’assestamento di bilancio, quest’anno sono stati aggiunti 100mila euro alle risorse già previste, mentre per il 2021 è in discussione lo stanziamento di 450mila euro a favore di biblioteche, archivi e musei.

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Almeno fino al prossimo 15 gennaio tutti i musei restano chiusi. Lo sono i musei civici di Venezia, ma anche realtà particolari, tutte allestite all'aria aperta, come l'associazione Artesella in Trentino (sopra, Cedric Leborgne, «La donna invisibile»). Il Veneto conta 304 realtà museali pubbliche e private, che nel 2018 hanno attratto 11,5 milioni di visitatori, mentre in Friuli-Venezia Giulia i musei sono 175   

Anche le altre regioni del Nord-Est possono vantare diversi primati in ambito culturale: sempre secondo l’Istat, nel 2018 il Trentino-Alto Adige ha avuto il primato in Italia per fruizione culturale (41,5%), seguito dal Friuli-Venezia Giulia (38,2%), mentre il Veneto era al quarto posto (37,4%). Nella classifica dei Comuni che spendono di più in cultura, al secondo posto troviamo Trieste, dietro Firenze, con 132 euro pro capite, al quarto Verona e di seguito Padova e Venezia. Le due Province autonome del Trentino-Alto Adige, insieme, fanno di questa regione quella che spende di più per la tutela e la valorizzazione dei propri beni culturali (179,4 milioni di euro), mentre il Friuli-Venezia Giulia si piazza al terzo posto, con 115,7 milioni.

In questa regione si contano 175 musei pubblici e privati, che nel 2019 hanno registrato 792.600 visitatori, crollati quest’anno a 193.500, spiegano dalla Regione, con un calo del 75,6%. Ma la battagliera assessore alla Cultura, Tiziana Gibelli, è pronta a intervenire per sostenere il sistema. Innanzitutto, quest’anno è entrata in vigore un’iniziativa importante, quella dell’Art Bonus regionale che ha già raccolto quasi 500mila euro. «Un ottimo risultato – osserva Gibelli – se pensiamo alla difficile situazione in cui si trovano anche le aziende». Nei prossimi due anni l’iniziativa sarà potenziata inserendo tra i possibili mecenati, eccezionalmente, anche le Fondazioni Bancarie. «Abbiamo pubblicato o stiamo per farlo, 14 bandi a sostegno della cultura, come segnale di speranza e continuità – spiega l’assessore –. Molti intervengono sulla digitalizzazione e per il 2021 aggiungiamo una clausola che riguarda la presenza di un “piano B”: per accedere ai fondi, le imprese culturali dovranno dimostrare di essere preparate ad affrontare l’eventuale perdurare della crisi». In tutto, la Regione ha stanziato quest’anno 1,3 milioni di euro per garantire il funzionamento e le attività dei musei nonostante la crisi e prevede di aumentare questa cifra del 4,5% il prossimo anno.

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