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Musei, a Palermo torna a nuova vita il Pitrè

Completato il nuovo allestimento della struttura in cui è conservata l’intera collezione del celebre etnografo siciliano morto all’inizio del Novecento

di Nino Amadore

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Completato il nuovo allestimento della struttura in cui è conservata l’intera collezione del celebre etnografo siciliano morto all’inizio del Novecento


2' di lettura

Oltre 4mila oggetti provenienti da diverse aree della Sicilia; 3.500 tra fotografie, diapositive e stampe; una biblioteca con oltre 24mila volumi tra cui non poche cinquecentine, manoscritti e testi rari. Sono i numeri del patrimonio del Museo Pitrè di Palermo, istituzione unica nel suo genere, fondata nel 1910 dal medico e etnologo palermitano Giuseppe Pitrè secondo cui il museo doveva essere custode «di quella parte della storia che i dotti non hanno scritta, ma che il popolo ha lasciato nei suoi costumi, nelle sue usanze, nelle sue credenze, nei suoi riti». Un museo che negli ultimi dieci anni è stato completamente ristrutturato ed è stato riaperto anche se per il momento non sarà possibile visitarlo per le restrizioni dovute al Covid. «Si tratta comunque di un segnale di primavera in questo inverno buio» ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. E intanto il museo si è attrezzato per una serie di manifestazioni che saranno trasmesse sul web (alcune sono già andate in onda nel periodo natalizio).

Arte e vita del popolo siciliano

Il museo è frutto della passione di Pitrè che dedicò tutta la vita a raccogliere le più disparate testimonianze degli usi e costumi, dell’arte e della vita del popolo siciliano: ne è venuta fuori una straordinaria collezione da Pitrè poi donata al Comune di Palermo. Dopo la morte del Pitrè fu il suo allievo Giuseppe Cocchiara ad allestire il museo nella sede che nel frattempo era stata individuata: le dipendenze (gli alloggi della servitù reale) della casina alla cinese, la singolare costruzione realizzata alla fine del 700 dall’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia all’interno del Parco della Favorita per il re Ferdinando di Borbone che si era rifugiato a Palermo da Napoli dopo la proclamazione della Repubblica partenopea.

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Palermo, riaperto dopo i lavori di restauro e allestimento il Museo Pitrè

Palermo, riaperto dopo i lavori di restauro e allestimento il Museo Pitrè

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Allestimento tutto nuovo

Il nuovo allestimento del museo è stato progettato da Giuseppe Pagnano, l’architetto scomparso nel 2017, e ripropone dal punto di vista museografico, attualizzando i sistemi espositivi e illuminotecnici, l’orginario allestimento di Cocchiara. Alla morte di Pagnano i lavori per l’allestimento museale sono stati seguiti e completati da carmelo Russo, l’ingegnere che insieme allo studio Ellenia+Tre di Catania aveva collaborato con Pagnano sia alla progettazione e alla direzione dei lavori di restauro che del successivo allestimento. «Il museo, rispetto al passato, presenta diverse novità - spiega la direttrice Eliana Calandra - innanzitutto proprio all’ingresso un abaco della memoria in ricordo di Giuseppe Pitrè con la ricostruzione del suo studio, con la scrivania che gli donarono i suoi più cari amici, la libreria, i suoi oggetti d’uso quotidiano. Un angolo è dedicato anche al primo direttore del museo Giuseppe Cocchiara».

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