sostenibilità e cultura

Musei: quanto sono autonomi dall’ente pubblico o statale?

Dall'analisi dei rendiconti 2018 dei principali musei “autonomi” emerge un certo dinamismo anche se per conseguire un equilibrio di cassa, la dipendenza da un regolare versamento dei contributi pubblici è ancora elevata

di Maria Adelaide Marchesoni e Marilena Pirrelli


default onloading pic

3' di lettura

Il contributo dei privati al sostegno delle attività e dei beni culturali, in seguito al contenimento della spesa pubblica, è un tema che nell'ultimo decennio è diventato sempre più importante e fondamentale. Ma in che misura le fondazioni museali e i musei autonomi sono in grado di coprire i propri costi di gestione attraverso i ricavi e i contributi privati senza le sovvenzioni pubbliche? E inoltre in che misura sono stati sviluppati modelli di fundraising per attirare i contributi privati dei grandi e piccoli donatori?

Se confrontiamo i dati dei rendiconti delle istituzioni museali italiane con quelli relativi ad alcune istituzioni europee emerge chiaramente che la spinta propulsiva a qualsiasi forma di fundrasing va nella direzione di un “riconoscimento” fiscale come avviene in paesi come la Gran Bretagna dove la capacità di generare non solo risorse proprie, ma di ampliare la collezione attraverso le donazioni, è di gran lunga superiore al nostro paese. I musei italiani non ricevono benefici fiscali e lo stesso art bonus ha giovato poco: dalla sua istituzione nel 2015 al 2018 ha raccolto da privati e aziende 315 milioni, di cui solo 2,2 milioni è stato destinato ai musei (0,7%). In Italia l’unica voce significativa di ricavi è quella della biglietteria: nel 2018 nei 570 musei e parchi archeologici statali i ricavi da biglietteria hanno rappresentato in media il 90% degli introiti complessivi dei siti statali, ma il 68% dei visitatori si è diretto verso il 2,28% dei musei e delle aree archeologiche con la conseguenza che il 61,03% degli incassi totali da biglietteria sono stati generati solo dall'1% dei siti statali. Per non parlare di quanto rendono ancora poco le sponsorizzazioni, i servizi aggiuntivi, le concessioni d'uso (spazi, diritti d’immagine, ecc.). Insomma il profilo dell’autofinanziamento è ancora da progettare.

L’autonomia
Intanto qualche passo avanti si sta facendo: il nuovo regolamento di riorganizzazione presentato in settimana dal ministro Dario Franceschini ha assegnato ad altri sette nuovi musei l’autonimia gestionale (Vittoriano e Palazzo Venezia a Roma, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo Nazionale d'Abruzzo a L'Aquila, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, Palazzo Reale di Napoli, Museo Nazionale di Matera e il Parco Archeologico di Sibari) e l’ha ripristinata anche nei tre sospesi dal precedente ministro Bonisoli: Galleria dell'Accademia di Firenze, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e Parco Archeologico dell'Appia Antica di Roma.

I nodi
La difficoltà da parte delle istituzioni culturali italiane è, soprattutto, quella di ottenere risorse da parte dei privati, in particolare le erogazioni liberali delle persone fisiche presentano un'incidenza molto contenuta, mentre maggiore dinamismo è espresso dalle corporate, dalle fondazioni bancarie le cui erogazioni sono però concentrate in poche realtà e soprattutto nel nord del paese.

L’analisi
Dall'analisi dei rendiconti 2018 di alcuni musei dotati di autonomia gestionale presenti in questo dossier emerge che il grado di autonomia, vale a dire la capacità di generare risorse proprie oscilla tra livelli molto contenuti per raggiungere il 25% dei proventi complessivi. In miglioramento negli ultimi anni l'incidenza dei ricavi caratteristici (biglietteria, affitto degli spazi, attività didattica, vendite di altri servizi, diritti di concessione) sul totale delle entrate.

Per diverse realtà museali purtroppo viene confermato il fatto che, al fine di conseguire un equilibrio di cassa, la dipendenza da un regolare versamento dei contributi pubblici è ancora elevata. Ma vediamo caso per caso come vengono gestiti i musei italiani.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...