arte

Musei Vaticani. Niente soste in Galleria

Il futuro sarà molto più virtuale e digitalizzato di quanto non sia stato fino a oggi

di Barbara Jatta

default onloading pic

Il futuro sarà molto più virtuale e digitalizzato di quanto non sia stato fino a oggi


4' di lettura

Il 18 ottobre del 2019 papa Francesco, inaugurando il nuovo allestimento del Museo Etnologico Vaticano Anima Mundi, aveva sottolineato come i Musei Vaticani fossero chiamati a diventare sempre più una “casa” viva, abitata e aperta a tutti, con le porte spalancate ai popoli del mondo intero. Poi, è accaduto quel che sappiamo, e anche i Musei del Papa sono stati chiusi al pubblico il 10 marzo scorso.

Un museo però non può davvero restare chiuso. In questo periodo di pandemia, prese tutte le precauzioni prescritte, clavigeri e custodi hanno controllato quotidianamente i sette chilometri del percorso espositivo. L’Ufficio del Conservatore ha monitorato giornalmente i parametri idonei a una buona conservazione delle sale e dei depositi e la Direzione è stata presente per presidiare i luoghi e le persone. Dunque i Musei Vaticani non sono stati fermi perché in realtà non possono farlo.

In tante occasioni ho avuto modo di evidenziare come i Vaticani siano un’istituzione che non solo riceve migliaia di persone ogni giorno, con tutto quello che questo comporta dal punto di vista gestionale e amministrativo, ma come siano un centro di ricerca riconosciuto a livello internazionale. Ogni Reparto, da quello egizio all’arte contemporanea, svolge un’importante attività di studio, ricerca, di scambio e di condivisione, attraverso varie forme, con studiosi e istituzioni diverse in tutto il mondo.

Queste attività non solo sono continuate ma, in questo periodo di chiusura e di intimità forzata, sono state implementate esponenzialmente. Ricerche rimaste in sospeso perché richiedevano tempi diversi da quelli frenetici ai quali eravamo abituati, hanno finalmente trovato il tempo “antico” per essere completate. Il grande lavoro dell’Ufficio dell’Inventario di coordinamento con i diversi Reparti per la revisione dei dati delle opere e la condivisione online nel catalogo del sito dei Musei è stato uno dei lavori principali di questo periodo.

Questo non sarebbe stato possibile senza l’immane sforzo dell’Ufficio Supporto Tecnologico, che ha incessantemente lavorato mettendosi a disposizione dei vari reparti e uffici.

Abbiamo capito tutti che il futuro sarà molto più virtuale e digitalizzato di quanto non sia stato fino a oggi ma posso senza presunzione affermare che i Musei, che hanno investito già da anni in tecnologia, si sono trovati pronti, hanno potuto affrontare lo smart working e il lavoro virtuale con agilità e senza troppe problematiche.

In questo periodo abbiamo visto in rete e sui social network i tour virtuali di tanti musei del mondo, che giustamente si sono affrettati a realizzare e condividere per offrire una visita a distanza delle loro collezioni. Nei primi giorni del lockdown, confrontandoci con il Dicastero della Comunicazione, ci è sembrato naturale evidenziare i numerosi tour - della Cappella Sistina, delle Stanze di Raffaello, del Museo Pio Clementino e di tanti altri reparti dei musei - che erano già presenti nel nostro sito (www.museivaticani.va). Anche in questo caso, con semplicità abbiamo condiviso il grande lavoro svolto precedentemente, con professionalità e lungimiranza. L’incremento esponenziale degli accessi al web durante questo periodo ci ha reso felici e premiato il lavoro realizzato. Ugualmente si può dire per l’Ufficio Stampa e l’Ufficio Diritti e Immagini per il lavoro di aggiornamento della situazione mondiale e per quello svolto sui social network e per la collaborazione con Vatican News, in particolare con la rubrica «La Bellezza ci unisce» (www.vaticannews.va), che ha permesso di condividere quotidianamente un’opera d’arte per la consolazione dell’anima in un periodo di incertezza.

L’Ufficio Editoriale ha continuato il suo meticoloso lavoro di “editore”, impaginando cataloghi e volumi che solo il futuro ci dirà se usciranno in forma cartacea o di ebook.

L’Ufficio Mostre ha dovuto far fronte alla situazione complessa di opere esposte a rassegne che hanno dovuto chiudere appena aperte: emblematico il caso della esposizione di Raffaello alle Scuderie del Quirinale che è stata aperta soltanto tre giorni, ma che ora, per fortuna ha riparti i battenti ed è stata prorogata fino al 30 agosto. Poi ci sono stati il rinvio di tante esposizioni programmate ma anche il ripensamento su metodologie, modalità, corrieri e tutto quello che questo mondo comporta.

Mi piace sottolineare il colossale lavoro svolto dell’Ufficio Accoglienza nella restituzione economica dei biglietti dei prenotati, non semplici voucher di accesso per una futura visita. Anche in questo caso la tecnologia è stata al servizio non solo del Vaticano, ma dei tanti utenti che sono stati grati per i rimborsi.

E poi, ancora, i tanti lavori di sanificazione degli ambienti secondo protocolli di sicurezza della Sanità Vaticana e in base a protocolli per la tutela, oltre che delle persone, delle opere d’arte grazie a suggerimenti del nostro Gabinetto per la Ricerca e la Diagnostica. L’implemento del presidio medico interno con speciali attenzioni al Covid-19, grazie alla generosità e disponibilità delle Misericordie di Italia. La Direzione delle Infrastrutture e dei Servizi del Governatorato SCV insieme all’Ufficio di Supporto Tecnologico ha implementato ulteriormente il Progetto Sicurezza generale in corso, predisponendo termoscanner per il controllo della temperatura dei visitatori in entrata e tante altre misure di sicurezza per l’imminente accesso e circolazione dei visitatori nei musei. E quindi la Squadra di Manutenzione dei Musei e anche la Direzione delle Infrastrutture e dei Servizi hanno approfittato di questo periodo di “vuoto” e di fermo per effettuare lavorazioni impensabili a museo aperto o nei pochi giorni di chiusura ordinaria.

Ma che cosa hanno fatto - infine - i nostri restauratori in questo periodo? Nelle prime settimane di lockdown hanno lavorato a sistemare relazioni di restauri svolti, anche a uso dei nostri archivi e alla condivisione nel sito dei Musei. Ma hanno lavorato anche alla standardizzazione di procedimenti e metodologie nel campo della conservazione e del restauro e alla realizzazione di articoli per riviste di settore e preparazione di interventi a convegni (che con probabilità si svolgeranno su piattaforme virtuali). La prudente e lenta ripresa in questi ultimi giorni di alcuni cantieri di restauro, in piena attenzione e sicurezza rispetto alla pandemia, in particolare dei lavori alla Scala Santa, nella Sala Costantino delle raffaellesche Stanze Vaticane e nella Sala VIII della Pinacoteca, è stata pensata per condividere - con la riapertura di domani - le novità storiche e artistiche emerse dai restauri sulle opere del “divino” Raffaello.

Direttore dei Musei Vaticani

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti