SANTA SEDE

Musei Vaticani, tornano i visitatori (soprattutto giovani). Ma in un mese presenze pari a tre giorni pre-Covid

A giugno 66mila ingressi, stimati 70mila a luglio con prospettive positive che dipenderanno però dall’andamento del contagio. Fabbisogno di cassa urgente

di Carlo Marroni

Dopo 3 mesi, dal 1/o giugno riaprono i Musei Vaticani

A giugno 66mila ingressi, stimati 70mila a luglio con prospettive positive che dipenderanno però dall’andamento del contagio. Fabbisogno di cassa urgente


2' di lettura

A distanza di giorni ancora si parla sui social della foto di Chiara Ferragni davanti alla Nascita di Venere di Botticelli, agli Uffizi. Ma ben prima di Firenze l’influencer da 20 milioni di follower era stata in visita, un mese fa, ai Musei Vaticani, con foto nella Cappella Sistina assieme al marito Fedez munito di mascherina. Con piccolo strascico di polemiche, visto che dentro i Musei non è permesso fare foto. Poco male, alla fine, se serve a riportare le persone dentro i musei dopo il devastante lockdown la chiusura delle frontiere ai turisti. E soprattutto i giovani.

Il 37% dei visitatori in giugno era di 15-26 anni

E per i Musei Vaticani sono stati soprattutto i giovani la sorpresa delle presenze dopo la riapertura, il 1° giugno scorso, dopo quasi tre mesi di blocco (dal 9 marzo). A giugno le presenze ai Musei sono state di 66mila persone, di cui il 37% di età compresa tra 15 e 26 anni, numeri molto promettenti, anche se piccoli: le presenze ordinarie pre-Covid-19 dentro il polo museale vaticano oscillavano sulle 23-24mila al giorno, con un numero totale nel 2019 di quasi 7 milioni, al terzo posto al mondo dopo il Louvre (10 milioni) e il Museo Nazionale della Cina (7,4 milioni) e in posizione molto vicina al Metropolitan di New York. Per luglio le presenze si stimano attorno alle 70mila, in un quadro ancora molto incerto sull’andamento della pandemia. Ma comunque decisamente confortanti rispetto alle cupe previsioni di aprile-maggio, quando non si sapeva quando e come sarebbe finita la quarantena.

Il venerdì e sabato 4mila presenze (scaglionate)

Nella prima fase di riapertura le presenze sono state molto concentrate sui romani - molto seguita sui social la visita del calciatore-testimonial Daniele De Rossi - poi via via gli arrivi sono aumentati dalle altre città italiane e nelle ultime settimane dall’Europa e ora anche dal Regno Unito: le presenze sono state di circa 2.500 persone nei giorni feriali e fino a 4mila il venerdì e sabato, il numero massimo consentito dalle regole attuali su ingressi e distanziamento. Le norme sono rigide: tutte le visite sono su prenotazione online con ingressi di 100 persone scaglionate ogni 15 minuti, a prezzo standard per adulti di 17 euro senza i 4 euro di prenotazione.

Urgente fabbisogno di cassa per il bilancio vaticano

La chiusura dei Musei - che dipendono dal Governatorato, il dicastero che ha in gestione le attività e i beni dello “Stato” Città del Vaticano e il territorio dentro le mura leonine - ha creato un fabbisogno di cassa molto urgente, visto che dalla gestione del Polo Museale, diretto da Barbara Jatta, genera un giro d'affari di 150 milioni che - dedotte le spese della gestione ordinaria e del personale (700 persone) e i fondi per i restauri e le attività museali - è un cash flow ingente per il bilancio consolidato. La voce certamente più importante. Difficile fare una stima del break-even di visitatori, cioè la cifra necessaria per ripagare le spese: può oscillare tra 8-10mila presenze giornaliere. Ancora decisamente distanti, ma rapidamente raggiungibili se la tensione da Covid rallenterà.

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