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Museo (Csvnet): Il Registro unico per la trasparenza nel terzo settore

Un formidabile strumento di trasparenza per il terzo settore. Sarà questa la principale funzione del Registro unico del terzo settore secondo Roberto Museo, commercialista e direttore di Csvnet, l’associazione nazionale dei Centri di servizio per il volontariato

di Valentina Melis


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(Agf)

3' di lettura

Un formidabile strumento di trasparenza per il terzo settore. Sarà questa la principale funzione del Registro unico del terzo settore secondo Roberto Museo, commercialista e direttore di Csvnet, l’associazione nazionale dei Centri di servizio per il volontariato.
Quali opportunità vede per gli enti del terzo settore nell’iscriversi al nuovo Registro unico nazionale, visto che entrare a farne parte non è obbligatorio?

Il Registro unico serve a dare pubblicità dell’esistenza di un ente del terzo settore e di alcuni dati fondamentali sulla sua struttura e attività. Rappresenta lo strumento pubblico, online, accessibile a tutti, che unifica i numerosissimi albi, elenchi, registri oggi esistenti. Svolge pertanto una importante funzione in termini di trasparenza (con il deposito dei bilanci economici e sociali) e di certezza del diritto, anche con riguardo ai terzi che entrano in rapporto con gli Ets. Solo attraverso l’iscrizione nel Registro si può usufruire delle agevolazioni fiscali e della legislazione di favore previste per il terzo settore, oltre a poter stipulare convenzioni con le amministrazioni pubbliche per svolgere in favore di terzi attività o servizi sociali di interesse generale. Il fatto che dopo due anni dall’entrata in vigore del Codice del terzo settore non sia ancora operativo il Registro comporta un vero e proprio slalom decisionale da parte di tutti gli enti. Quelli che sono già iscritti nei registri delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale costituiti prima del 3 agosto 2017 potranno adeguarsi alla nuova normativa entro il 30 giugno 2020 con le maggioranze semplificate. Gli enti che aspirano a essere Ets devono valutare se attendere l’operatvità del Registro o iscriversi subito ai registri Odv e Aps per acquisire “ad interim” la qualifica di Ets e poi “trasmigrare” nelle rispettive sezioni del Runts. È comunque in agguato il rischio di caos nella fase di trasmigrazione, dovuto al disallineamento temporale tra la possibilità di adeguare fino a giugno 2020 gli statuti e la probabilità che il Runts sarà attivo prima. Come faranno gli uffici del Registro unico a verificare i requisiti richiesti dal codice se molti enti non avranno ancora modificato i propri statuti?

Per gli enti con la qualifica di Onlus la scelta della sezione nella quale iscriversi sarà più problematica?
Le Onlus dovranno approvare modifiche tali da non compromettere la loro attuale natura, in base al Dlgs 460/1997, che rimarrà in vigore fino al periodo d’imposta successivo a quello dell’operatività del Registro unico e comunque dopo il vaglio delle nuove misure fiscali del Codice del terzo settore da parte della Commissione europea. L’adeguamento non sempre sarà facile e la scelta della sezione del Registro da parte delle oltre 20mila Onlus oggi iscritte nel registro delle agenzia delle Entrate potrebbe risultare in alcuni casi problematica, tenuto conto che non hanno la stessa identità giuridica. È necessario dunque un attento approfondimento nello scegliere in quale delle possibili sezioni del Registro unico andare ad iscriversi. Questa però può rappresentare anche l’opportunità, per le Onlus, così come per tutti gli enti del terzo settore, di fare chiarezza sulla propria identità e sulle attività che vengono portate avanti, per fare una scelta consapevole e, certo, anche complessa visto che i criteri su cui basarsi sono diversi e molteplici.

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L’attuazione della riforma procede a rilento, tanto che, come lei ha ricordato, il termine per gli adeguamenti statutari è slittato due volte, arrivando al 30 giugno 2020. Qual è l’effetto sulle organizzazioni?
Sul tema degli adeguamenti statutari il sistema dei centri di servizio per il volontariato si è attivato fin da subito per accompagnare le organizzazioni, soprattuto quelle di volontariato, in questo passaggio. Più della metà delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale, indipendentemente dalla proroga, ha in programma in queste settimane le assemblee per la modifica degli statuti, tenuto conto che erano state comunque convocate, in vista della precedente scadenza del 2 agosto. Di fatto lo slittamento previsto al 30 giugno 2020 permette di avere più tempo per riflettere, soprattutto per enti come le Onlus e per le organizzazioni complesse, come le reti associative. Allo stesso tempo in questa fase di passaggio è importante avere dei punti fermi e un supporto continuo. Per questo motivo Csvnet, insieme al Forum nazionale del terzo settore e a una rete di molte sigle nazionali, all’interno di un progetto sostenuto dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha attivato il Cantiere terzo settore (www.cantiereterzosettore.it), un portale di informazioni e notizie sulla riforma con oltre 80 schede tematiche che la spiegano.

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