#unsolocielo

Musicisti in quarantena in prima linea per la ricerca sul coronavirus

Un singolo in favore della ricerca dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma registrato da 40 artisti

Cosa sappiamo finora del Coronavirus

Un singolo in favore della ricerca dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma registrato da 40 artisti


2' di lettura

Cosa possono fare una quarantina di artisti in quarantena? É nato così un progetto di solidarietà che, a suon di musica, si ripromette di aiutare l’Istituto nazionale malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma per sostenere la ricerca sul coronavirus. «Stiamo vivendo - spiegano i musicisti - quello che nessuno di noi avrebbe mai immaginato. Da un giorno all’altro, le nostre vite e le nostre abitudini sono cambiate radicalmente, costringendoci in una sorta di gabbia fisica ma che talvolta diventa anche psicologica».

Quaranta musicisti e cantanti in quarantena per un singolo
E così, da un’idea del musicista Andrea Colloredo, è nato un singolo, #unsolocielo, frutto del lavoro collettivo di 40 musicisti sparsi in tutta Italia, dal batterista Guido Cascone al trombettista Stefano Cavallin, alle cantanti Claudia De Giusti e Silvia Girotto, con la partecipazione del VoiceinSoul Choir. In meno di 10 giorni ogni componente di #ultrajam, la “community-based band” che si è creata per l’occasione, ha inviato la propria parte strumentale o cantata che, opportunamente mixata, ha dato vita al brano #unsolocielo, disponibile in rete, che sarà possibile acquistare al prezzo di € 1,29 su diversi store.

Ricavato alla Spallanzani
«Un brano - spiegano gli artisti - ispirato a questa terribile esperienza, il cui ricavato sarà devoluto interamente alla ricerca dello Spallanzani, affinché possa fare il prima possibile passi avanti per salvare migliaia di persone e restituirci la vita di ogni giorno, che il virus ci ha portato via». La canzone vuole dare un messaggio di speranza, grazie alla forza della musica e del suo linguaggio universale.

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