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Musk contro lo smart working dei manager Tesla: «Lavorino in sede per almeno 40 ore»

Il patron della casa automobilistica avrebbe inviato una lettera ai dirigenti, specificando: «è meno di quanto chiediamo a chi lavora nelle nostre fabbriche»

di Franco Sarcina

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3' di lettura

Elon Musk si lancia contro lo smart working dei manager Tesla, almeno da quanto si intuisce da un «leak» (una «soffiata») che riguarda una email che sarebbe stata inviata ai manager della casa produttrice di auto elettriche. Alle 1.19 del pomeriggio del 31 maggio, Musk avrebbe infatti inviato un memo via posta elettronica agli executive Tesla: «Chiunque desideri lavorare a distanza deve essere presente in ufficio per un minimo (e intendo minimo) di 40 ore settimanali o lasciare Tesla», si legge nella mail, che è stata riproposta sotto forma di immagine da un account Twitter non verificato (vedi sotto).

La mail prosegue dicendo: «Questo è meno di quanto chiediamo a chi lavora nelle nostre fabbriche», in altre parole agli operai. E ancora: «Se ci sono dei casi eccezionali per i quali questo è impossibile, esaminerò e approverò direttamente tali eccezioni. Inoltre “l’ufficio” deve essere una sede principale di Tesla, non una filiale remota estranea alle mansioni lavorative, ad esempio se sei il responsabile delle relazioni umane della fabbrica di Fremont, non puoi avere il tuo ufficio in un altro stato».

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La «soffiata» via Twitter

Non è chiaro se il testo della mail sia effettivamente corretto, anche perché è stato inviato sotto forma di immagine e su un account Twitter non verificato. Tra l’altro, il soggetto della mail contiene un refuso: «Remote work is not acceptble», invece di «acceptable».

Quello che è certo è che Musk ha risposto dal suo profilo Twitter con questa frase a un tweet, dello stesso account, che chiedeva spiegazioni direttamente a lui sull’argomento:

They should pretend to work somewhere else

che si può tradurre in diversi modi, considerando anche che “to pretend”, secondo il dizionario Oxford, è un “false friend”, in quanto non significa principalmente “pretendere”, ma “fare finta”. Insomma, la traduzione letterale sarebbe: «Dovrebbero far finta di lavorare da qualche altra parte».

Insomma, non è ben chiaro se la mail riportata su Twitter sia al 100% corretta e quale sia il suo reale significato, anche alla luce del tweet di Musk, tra l’arrogante e lo scherzoso. Quello che già si sa, almeno secondo Bloomberg, è che l’atteggiamento di Musk nei confronti dei lavoratori delle sue aziende è comunque tutt’altro che tenero.

L’episodio della macchinetta del caffè

L’agenzia ricorda infatti un tweet del venture capitalist e imprenditore della Silicon Valley Keith Rabois, che alcune settimane fa ha riportato sul social una storia a qualche anno fa: alla Space Exploration Technologies Corp., Musk aveva notato un gruppo di stagisti che si aggiravano mentre aspettavano in fila per un caffè. Secondo Rabois, che conosce Musk dal periodo in cui entrambi erano in PayPal, Musk aveva risposto minacciando di licenziare tutti gli stagisti se fosse successo di nuovo, e aveva installato telecamere di sicurezza in quella zona.

Turni da 12 ore e riposo in fabbrica a Shanghai

Altro episodio, sempre riportato da Bloomberg: nella fabbrica di Tesla di Shanghai, migliaia di lavoratori hanno vissuto pressoché rinchiusi per mesi, lavorando su turni di 12 ore, sei giorni alla settimana. Fino a poco tempo fa, molti dormivano in fabbrica, ufficialmente come precauzione per evitare la diffusione del Covid.

Attualmente i lavoratori Tesla della fabbrica di Shanghai, riporta ancora Bloomberg, vengono trasportati avanti e indietro tra la fabbrica e dei dormitori situati in capannoni in disuso o in una vecchia caserma, con i lavoratori del turno diurno e notturno che si alternano nei medesimi letti.

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