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Musk gela Twitter: compro solo se dimostra che profili fake sono meno del 5%

«La mia offerta si basava sull'accuratezza delle dichiarazioni di Twitter», ha twittato Musk, aggiungendo che «Ieri (lunedì, ndr), il CEO di Twitter ha rifiutato pubblicamente di mostrare una prova che gli account falsi fossero minori al 5%. Questo accordo non può andare avanti finché non lo farà»

di Biagio Simonetta

Elon Musk (Afp)

2' di lettura

L'accordo da 44 miliardi per l'acquisizione di Twitter è sempre più in bilico. Dopo il primo stop della scorsa settimana, Elon Musk ha gettato nuovi dubbi sulla chiusura dell'operazione. Prima dicendo che un ritocco del prezzo (quindi un nuovo accordo su una cifra inferiore ai 44 miliardi di dollari) è nelle ipotesi, poi confermando che la trattativa è sospesa finché Twitter non dimostrerà che gli utenti bot / spam sono realmente inferiori al 5% del totale.

«La mia offerta si basava sull'accuratezza delle dichiarazioni di Twitter», ha twittato Musk, aggiungendo che «Ieri (lunedì, ndr), il Ceo di Twitter ha rifiutato pubblicamente di mostrare una prova che gli account falsi fossero minori al 5%. Questo accordo non può andare avanti finché non lo farà».

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Il nodo del prezzo

Una storia sempre più complessa, insomma. Anche se all’All-In Summit di Miami, il Ceo di Tesla ha scoperto qualche carta in più. Dicendo che l'accordo a una cifra più bassa di quella pattuita nelle scorse settimane, di fatto Musk ha fatto intendere che non ha molta voglia di spendere 44 miliardi di dollari per Twitter. Una rivisitazione del prezzo, secondo il magnate americano, «non è fuori discussione». Al centro c'è sempre la questione degli account fake. I bot che inondano Twitter di contenuti spam che potrebbero drogare pesantemente i numeri reali del social network di Market Street. La società ha depositato alla Sec un documento nel quale sostiene che questi account compongono il 5% del totale. Percentuale sulla quale Musk ha inizialmente taciuto.

Titolo sotto pressione

Da venerdì scorso, invece, mister Tesla è passato al contrattacco, sostenendo che i numeri potrebbero essere ben più ampi (dal 20% al 90%) e cercando di spuntare un prezzo più basso. In tutto questo il titolo di Twitter vive giorni difficili, con le azioni scivolate ampiamente sotto i 40 dollari. E il futuro è decisamente incerto. Se Musk molla Twitter, dovrà pagare una penale da 1 miliardo di dollari. E la stessa società potrebbe anche citarlo in giudizio, costringendolo a portare a termine l'accordo siglato a fine aprile. A patto che Musk non possa far leva su prove significative sulla inesattezza delle informazioni divulgate da Twitter al momento dell'accordo. Una battaglia legale sembra dietro l'angolo.


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