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Musk, nuova scommessa per Tesla: il robot androide tuttofare. È solo hype?

Obiettivo: un prototipo nel 2022. Sarà alto circa un metro e 75 e dovrebbe essere capace di evitare agli umani «compiti pericolosi, ripetitivi e noiosi»

di Alberto Annicchiarico

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2' di lettura

Sotto inchiesta negli Stati Uniti perché il suo sistema di guida assistita definito autopilot non garantisce la guida automatica (in realtà è un sistema di livello 2) ed avrebbe causato 11 incidenti negli ultimi anni, Tesla, per voce del suo technoking (o ceo, per i comuni mortali) Elon Musk, ha annunciato un robot che dovrebbe sostituire il lavoro umano. Nella giornata dedicata all’intelligenza artificiale, evento della società californiana a San Francisco, Musk ha dichiarato che il lancio del prototipo del Tesla Bot potrebbe avvenire già nel 2022. Il visionario imprenditore, che vive in una casa prefabbricata da 50mila dollari e punta a colonizzare Marte, ha rassicurato sul fatto che il robot servirebbe per «eliminare i compiti pericolosi, ripetitivi e noiosi».

Il Tesla Bot sarà alto circa un metro e 80 e dovrebbe essere capace di svolgere numerosi lavori, dall’avvitare parti delle auto all’assistere il ritiro degli acquisti negli showroom. Il robot sarebbe la risposta a una carenza di lavoratori qualificati. Ma naturalmente bisognerà fare in modo che non costi troppo.

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Sono già sorti dubbi sul fatto che Musk possa raggiungere i suoi obiettivi. L’uomo è noto oltre che per le intemerate social via Twitter sulle criptovalute, con balzi in avanti e repentine ritirate, per i grandiosi annunci che poi in genere sono destinati a essere ridimensionati. “Il Tesla Bot è il prossimo sogno per avviare la macchina dell’hype? - è il commento di Raj Rajkumar, professore di ingegneria informatica alla Carnegie Mellon University, interpellato da Reuters. «Posso dire con certezza che passeranno ben più di dieci anni prima che un robot umanoide di qualsiasi azienda del pianeta possa andare al negozio e ritirare i tuoi acquisti». Colossi giapponesi come Honda, Sony o Toyota hanno già sviluppato androidi dopo decenni di sviluppo, alcuni dei quali sono già stati commercializzati, ma sempre per compiti limitati e controllati.

Musk durante lo stesso AI Day di Tesla ha presentato anche un chip progettato in casa per il suo computer più veloce, Dojo, che dovrebbe essere dedicato proprio al sistema di guida automatica. Durante la presentazione il direttore di Tesla per l’intelligenza artificiale, Andrej Karpathy, ha illustrato i progressi del sistema di telecamere montato sulle vetture di Palo Alto, paragonandolo a un sistema neurale. A dimostrazione che la società californiana sta facendo progressi sul passaggio dalla guida assistita a quella autonoma.

Nel presente, tuttavia, la National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), l'agenzia governativa statunitense che si occupa di sicurezza stradale, ha aperto qualche giorno fa un'indagine formale su Tesla Autopilot (per ammissione di Tesla all’Autorità competente della California un sistema di livello 2, che non permette al driver di abbandonare il controllo dello sterzo, ben lontando dal livello 5 di guida autonoma annunciato da Musk un anno fa ma comunque fatto pagare intorno ai 10mila dollari in più come optional), perché avrebbe difficoltà a riconoscere i veicoli in sosta d'emergenza. Dal 2018, la Nhtsa ha identificato 11 incidenti in cui delle vetture Tesla con l'Autopilot o il Traffic Aware Cruise Control. L'indagine riguarda le Model Y, X, S e 3 prodotte dal 2014 al 2021. Si tratta di 765 mila vetture, quasi tutti vendute negli Usa.


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