coronavirus ed economia

Musk riapre l’impianto Tesla in California sfidando il lockdown

Il manager in fabbrica con i lavoratori: «Sono pronto a farmi arrestare» dice dopo aver violato le regole restrittive della Contea di Alameda

di R.Es.

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(REUTERS)

Il manager in fabbrica con i lavoratori: «Sono pronto a farmi arrestare» dice dopo aver violato le regole restrittive della Contea di Alameda


2' di lettura

Ha riaperto sfidando le autorità locali l’impianto Tesla della California, l’unica fabbrica del colosso dell’auto elettrica operativa in territorio americano. L’amministratore delegato Elon Musk ha violato le regole della Contea di Alameda, dove si trova la sede di Fremont, che non consente attività senza un «piano approvato a livello locale» dettando così regole più restrittive rispetto a quelle statali. «Sarò alla linea di produzione insieme ai lavoratori. Sono pronto a farmi arrestare» ha twittato il manager che fin dall’inizio della crisi sanitaria ha criticato duramente il lockdown.

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Lo scontro si consuma lunedì 11 maggio quando Musk annuncia di aver aperto l’impianto perché, come si legge in una e-mail ai dipendenti rivelata da Reuters, giovedì 7 maggio il governatore democratico della California, Gavin Newsom, ha permesso alle aziende manifatturiere di riprendere le operazioni pertanto l’azienda ha richiamato in servizio i lavoratori che erano stati messi in aspettativa. «Siamo felici di tornare al lavoro - è il testo del messaggio - e abbiamo messo a punto piani molto dettagliati per permettere un ritorno in azienda in sicurezza» (il titolo della e-mail: Aspettativa terminata torniamo alla produzione!). Nella tarda serata di lunedì, tuttavia, la Contea di Alameda ha detto che Tesla è autorizzata soltanto alle operazioni di base minime in attesa di concordare un piano di riapertura vero e proprio.

Il Governo federale in pressing sulla California
La vicenda Tesla ha caratterizzato lo scontro tra industria e Governo, centrale e locale, fin dalle prime fasi del lockdown. Lunedì il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha invitato lo Stato della California a fare tutto il possibile per permettere alla società di far tornare in attività l’unica fabbrica presente negli Stati Uniti, che impiega quasi 10mila persone. Il rischio, ha aggiunto il ministro, è che l’impianto venga spostato fuori dagli Stati Uniti. Più probabilmente in un altro Stato del Paese. Sabato 9 maggio, infatti, di fronte allo stallo della riapertura, Musk aveva minacciato di lasciare la California e aveva ricevuto subito numerose offerte di rilocalizzazione da Texas, Georgia, Utah, Oklahoma e Nevada. «La California dovrebbe essere consentire a Tesla e a Elon Musk di riaprire lo stabilimento, ORA. Dovrebbe essere fatto rapidamente e in sicurezza», ha scritto in un tweet il presidente Donald Trump.

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