Automotive

Musk ringrazia Elkann: «John mi ha aiutato nel momento più difficile con Comau»

Dibattito con il ceo di Tesla e il presidente di Stellantis durante l’Italian Tech Week a Torino. «Microchip? La crisi non durerà». Sul nucleare: «È sicuro»

di R.Fi.

John Elkann presidente Stellantis, conversa con Elon Musk durante l’Italian Tech Week aTorino 2021 (ANSA)

2' di lettura

«È difficile creare un'azienda e avere sempre successo, non consiglio di dare vita ad aziende se non si è appassionati e non si ha bisogno di farlo. È complicato, difficile, ma alla base della creazione di una nuova azienda occorre avere un'idea interessante, che può dare valore al mondo, circondarsi di idee capaci e coinvolgerle in quello che si vuole fare». Lo ha detto Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX, durante un dibattito con il presidente di Stellantis, John Elkann, nell’ambito della Italian Tech Week, in corso a Torino.

Tesla, il rischio fallimento, l’aiuto di Comau

«Un'azienda attraversa un ciclo di vita, si inizia in modo semplice, poi ci si sviluppa e si cresce, bisogna avere cura di ogni fase della vita dell'azienda e continuare a riconfigurarle in ogni fase del ciclo di vita», ha detto Musk. Il percorso però, a volte, può essere molto accidentato: «Tesla, nella sua vita, è stata vicina al fallimento varie volte, ora la produzione sta andando bene» e «il periodo più complesso e doloroso è stato tra il 2017 e il 2019 (all’epoca la società aveva difficoltà nella produzione della Model 3 e il titolo crollava in Borsa, ndr), è bello parlare con John che mi ha aiutato molto in quel momento», ha detto Musk. Elkann ha detto di essere «lieto che Comau (la società specializzata nell’automazione industriale, ora del gruppo Stellantis, ndr) avesse aiutato Tesla a trovare una soluzione». Comau ha realizzato parte delle linee di assemblaggio della Model 3, in particolare la scocca.

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Sì al nucleare

A proposito di transizione energetica Elkann e Musk, hanno concordato sulla necessità di puntare sul nucleare. «A lungo termine riusciremo ad arrivare all’energia solare. Ma mi hanno sorpreso i Paesi che hanno abbandonato il nucleare, è una tecnologia sicura. Non bisogna chiudere le centrali perché non sono un pericolo. Ci sono più pericoli dall’uso del carbone che dal nucleare», ha detto Musk. «Il nucleare è una soluzione che conosciamo, esiste già, è sicura, dovremmo svilupparla ulteriormente. Cina e India stanno utilizzando sempre più l’energia nucleare, questa è un’indicazione di ciò che dovremmo fare. In contemporanea dobbiamo puntare su energie alternative. Anche l’energia solare diventerà sempre più centrale», ha concordato il presidente di Stellantis.

La crisi dei microchip

«Penso che sarà una crisi a breve termine. Ci sono molti chip in produzione, le fabbriche produttrici sono al lavoro e penso che il prossimo anno la situazione sarà migliore». Il ceo di Tesla ha parlato così della crisi dei microchip nell’industria dell’auto, in collegamento dal Texas con l’Italian Tech Week. «Non ne sono certo al 100%», ha avvertito Musk. La crisi dei semiconduttori, prodotti in quantità minore alla domanda ormai esplosa anche per effetto dell’elettrificazione in corso nell’automotive, potrebbe costare quest’anno un calo pari a 210 miliardi di dollari di fatturato su scala globale secondo le stime della società di consulenza AlixPartners. Quasi 8 milioni le vetture prodotte in meno.

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