Economia circolare

Mutti investe 1,5 milioni su progetti di sostenibilità ambientale

L’azienda di trasformazione del pomodoro presenta a Cibus il suo primo Bilancio ambientale

di Emiliano Sgambato

3' di lettura

Riduzione delle emissioni di anidride carbonica di 1.500 tonnellate negli ultimi due anni, imballaggi primari e secondari riciclabili ormai al 100%. Netta riduzione del consumo di acqua e dell’energia impiegata, impegno nella riforestazione. Un investimento iniziale, pluriennale, di un milione e mezzo di euro dedicato esclusivamente a progetti di sostenibilità ambientale. Sono alcuni dei numeri dell’impegno green di Mutti, azienda emiliana leader nella lavorazione del pomodoro, che a Cibus, il Salone internazionale dell’alimentazione a Parma, presenta il suo primo Bilancio ambientale.

Centrale l’aspetto partecipativo del documento, costruito in sinergia con enti, atenei, associazioni che sono partner di iniziative specifiche del gruppo. Tra gli stakeholder Cnr, Scuola Sant’Anna di Pisa, Wwf Italia, Horta (spin off dell’Università Cattolica), Ente Parchi del Ducato.

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«L'importante crescita dell'azienda, che vede raddoppiati i volumi di pomodoro trasformati negli ultimi cinque anni, e la forte spinta a rafforzare la sua presenza a livello internazionale – si legge in una nota – hanno portato Mutti a proseguire il percorso di sostenibilità ambientale con nuove forze e nuovi stimoli».

Un tassello - questo primo bilancio ambientale - che è solo l’ultima di una serie di iniziative portate avanti da Mutti nell’ambito della sostenibilità. Nel 1999 l’azienda ha infatti adottato il Disciplinare di produzione integrata certificata, a garanzia di una produzione agricola volta a pratiche più sostenibili. Nel 2001 ha raggiunto la “dichiarazione Non Ogm” e nel 2010 ha avviato un’importante collaborazione, tuttora in corso, con Wwf Italia per la sua riduzione dell’impronta idrica e di carbonio.

«In un momento in cui il mondo è a un punto di svolta ambientale è importante che le imprese accelerino il proprio impegno nell’ambito della sostenibilità, intervenendo con azioni migliorative nelle aree di maggior impatto – ha commentato l’ad Francesco Mutti –. Noi abbiamo un rapporto diretto con l’ambiente, il cui stato di salute è collegato indissolubilmente alla qualità dei nostri prodotti. È da queste premesse che nasce il nostro primo Bilancio ambientale che redigeremo ogni anno ed evolverà insieme all’azienda, ci consente ora di individuare le aree di intervento strategiche, le leve su cui agire a vari livelli di responsabilità, gli obiettivi e i target trasparenti. Monitoreremo e interverremo continuamente per restituire alla natura almeno una parte di ciò che da sempre ci dà».

Il bilancio ambientale rivela come i consumi energetici hanno avuto «una crescita men che proporzionale rispetto all'aumento del numero delle tonnellate di prodotto finito: da 1,76 GigaJoule per tonnellata nel 2019 a 1,72 nel 2020». Da segnalare la presenza di impianti fotovoltaici in due degli stabilimenti del Gruppo, che nel periodo dal 2018 al 2020 hanno garantito un risparmio di 1.500 tonnellate di CO2.

L'impronta idrica, è stata ridotta del 4,6% tra il 2010 e il 2015 «lungo una vasta porzione della catena del valore, resa possibile anche dalla fattiva collaborazione di oltre 60 aziendeconferenti». Non sono mancati «interventi di efficientamento negli stabilimenti, volti in gran parte all'aumento dei quantitativi di acqua riutilizzata e depurata, in modo da ricorrere sempre meno al prelievo di acqua di superficie e da falda».

Il tema della produzione dei rifiuti e del loro riciclo e riutilizzo è particolarmente significativo nel settore dell'agri-food: «Oggi, in Mutti, l'81% viene recuperato o riciclato – continua la nota –. Nel 2020, il rapporto tra rifiuti e prodotto finito è stato del 4,1%, migliore quindi rispetto al 4,7% del 2019. Il pomodoro fresco non idoneo alla trasformazione viene impiegato in zootecnia o per la produzione di biogas, in un'ottica dieconomia circolare».

In tema di biodiversità, Mutti nel 2019 ha sostenuto il progetto di riforestazione denominato “KilometroVerdeParma” e nel 2020 ha lanciato un'iniziativa di piantumazione denominata “Mille Querce”.

Infine, «un importante lavoro – che è ancora in divenire – è stato realizzato sul packaging». Nel 2020 «risulta riciclabile il 99% degli imballaggi primari e secondari, con obiettivo 100% per l'anno in corso e circa un quarto del totale risulta derivato da materiale riciclato».

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