ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùfinanza personale

Mutui, dopo 2.134 giorni di letargo i tassi tornano a salire

Da aprile 2020, dopo quasi sei anni e nonostante le recenti decisioni della Bce, gli interessi - in molti casi - si alzeranno. L’Euribor fa le bizze per «stress» da coronavirus

di Vito Lops

default onloading pic
(AdobeStock)

Da aprile 2020, dopo quasi sei anni e nonostante le recenti decisioni della Bce, gli interessi - in molti casi - si alzeranno. L’Euribor fa le bizze per «stress» da coronavirus


4' di lettura

Ad aprile, dopo 70 mesi molto positivi, i mutuatari a tasso variabile torneranno a vedere un aumento del tasso di interesse. Perché l’Euribor, l’indice alla base del calcolo delle rate, dal 12 marzo si è sganciato dalle logiche della politica monetaria ed è andato a prezzare un crescente stress di liquidità. Dato che la Banca centrale europea proprio a marzo ha lanciato nuove misure espansive – mai così ambiziose come il quantitative easing illimitato con abbattimento delle precedenti soglie di acquisto tanto su singole emissioni quanto sull’ammontare di debito acquistabile per singolo Paese dell’area euro – sarebbe stato logico aspettarsi degli Euribor fermi, non distanti dal tasso sui depositi (-0,5%) che ne rappresenta al momento il punto naturale di attracco.

Infatti il 12 marzo l’Euribor a 3 mesi – il più utilizzato dalle banche per calcolare le rate dei mutui a tasso variabile – quotava -0,49%. Mentre il «fratello» con durata mensile nello stesso giorno toccava il minimo storico a quota -0,52% con gli operatori che iniziavano a scontare un altro taglio del tasso sui depositi da parte della Bce in area -0,6%. Invece al 30 marzo l’Euribor a 3 mesi è risalito di 14 punti base a -0,35% e quello mensile di 9 punti base a -0,43%. Si tratta di rialzi storici a cui gli operatori – e anche i mutuatari che stanno rimborsando un piano di ammortamento a tasso variabile – non erano abituati da ormai 2.134 giorni.

Dall’8 maggio 2014 l’Euribor ha intrapreso una china ribassista che lo ha portato prima a finire sottozero nel 2015 per poi continuare a scendere fino ai minimi del 12 marzo. In questi oltre 2.000 giorni, che equivalgono a 70 mesi e a 70 rate, i mutuatari dell’universo variabile non hanno mai visto aumentare gli interessi delle proprie rate (ma solo la quota capitale che è crescente). E invece da aprile 2020, per quanto si tratterà di un rialzo marginale (che dipenderà anche dalle regole delle banche dato che alcune fanno la media giornaliera dell’Euribor ed altre prendono quello di un giorno prestabilito) gli interessi in molti casi torneranno a salire.

Ma come è potuto accadere? Innanzi tutto va ricordato che la Bce ha deciso di lasciare fermo il tasso sui depositi. E poi, questo è l’aspetto più importante, la crisi economica innescata dalla pandemia del Coronavirus ha fatto il resto. Sui mercati finanziari è partita una sfrenata caccia alla liquidità. Preparandosi a tempi incerti e bui le imprese di tutto il mondo hanno iniziato a «battere cassa», ritirando linee di credito precedentemente concesse dalle banche e/o chiedendo altri prestiti.

Bloomberg ha calcolato che nelle ultime tre settimane di marzo le aziende globali abbiano recuperato in questo modo la cifra record di 200 miliardi di dollari. La caccia alla liquidità si è tramutata in una straordinaria corsa del dollaro considerato tra gli strumenti finanziari il più liquido, il bene di ultima istanza (certamente più dell’oro) quando le cose si mettono male. E in effetti, il biglietto verde ha terminato la settimana di contrattazioni dal 16 al 20 marzo con un rialzo globale (dollar index) vicino al 5%, come non accadeva dai tempi dello scoppio della bolla subprime del 2008.

EFFETTO STRESS SULLA LIQUIDITÀ

Lo scatto a marzo dei tassi sui prestiti tra banche a breve negli Usa e nell’Eurozona. Dati in % (Fonte: Ufficio Studi Il Sole 24 ore)

Loading...

Questo spiega perché – come evidenzia il grafico qui sopra – non è salito solo l’Euribor. I tassi interbancari a breve sono balzati anche negli Stati Uniti dove il Libor – l’equivalente a stelle e strisce dell’Euribor – è balzato dallo 0,76% all’1,43%. Stesso discorso per il Regno Unito.

L’Euribor e il Libor sono tassi interbancari. Misurano i tassi di interesse del denaro all’ingrosso, quelli cioè con cui si prestano fra loro denaro le banche. Solitamente seguono da vicino i tassi fissati dalle banche centrali. Ma può capitare che talvolta si discostino e questo accade quando le banche si fidano meno l’una dell’altra nel prestarle e in ogni caso quando diventano più selettive. Quando la liquidità diventa più ambita.

In sostanza l’emergenza da Coronavirus ha reso la liquidità più preziosa e questo sta facendo salire i tassi a breve. Anche i tassi dei bond a breve emessi dalle imprese per finanziarsi sono saliti nelle ultime settimane. «A inizio anno i titoli di credito a tre mesi di società con rating A o AA erano collocati a -0,3%, -0,4% - spiega Menno Van Eijk, Head of Treasury di NN Investment Partners -. Dalla scorsa settimana invece le stesse società hanno iniziato a emettere bond a tassi positivi».

«Anche dopo che la Federal Reserve ha abbassato i tassi di interesse, le banche, in particolare le banche non statunitensi, hanno pagato un premio per i dollari overnight. Abbiamo visto la stessa cosa nei mercati dei depositi, dove la maggior parte delle banche, preferendo restare liquida, si è rifiutata di scambiare titoli di Stato –prosegue nel ragionamento Van Eijk -. A causa di questa improvvisa impennata dei rendimenti e della spasmodica ricerca di cash, la capacità di mercato delle banche è venuta improvvisamente meno e la loro propensione al rischio è stata sanata. Questo è uno dei motivi per cui la Bce ha annunciato che includerà titoli di credito non finanziari nel nuovo programma di acquisto di emergenza pandemica».

Osservando la storia, l’ultima volta che gli indici Euribor fecero le bizze risalgono tra fine 2007 e per tutto il 2008, alla precedente grave crisi finanziaria. A quei tempi gli Euribor balzarono in pochi mesi di oltre 100 punti base superando la soglia del 5% (incredibile poi il balzo di 70 punti base nella notte tra il 27 e il 28 novembre 2007). Era un altro mondo (sui mercati finanziari non circolavano bond a tassi negativi mentre ora ve ne sono per un controvalore di circa 15mila miliardi di dollari, circa un quarto del totale). Questo può rassicurare i mutuatari della nuova era rispetto alla paura di attendersi rialzi smodati come nel 2008. Ma finché le tensioni sul mercato monetario non si placheranno e finché la liquidità sarà così preziosa è ragionevole ipotizzare che i tassi interbancari – senza ulteriori interventi ad hoc delle banche centrali – possano continuare a risalire anche nel mese di aprile.

PER APPROFONDIRE:
Al via le domande per la moratoria sui mutui
Chi rimane fuori dalla moratoria sui mutui

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...