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Mutui casa: la polizza? Va bene anche di altri istituti

Una banca può vincolare l’erogazione del mutuo a una polizza assicurativa? Sì, ma il cliente, purché rispetti i requisiti minimi richiesti dalla banca, può scegliere un prodotto proposto da un’altra compagnia

di V.L.

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Marka

Una banca può vincolare l’erogazione del mutuo a una polizza assicurativa? Sì, ma il cliente, purché rispetti i requisiti minimi richiesti dalla banca, può scegliere un prodotto proposto da un’altra compagnia


2' di lettura

«La banca A mi applica uno spread più caro della banca B. Quindi vado avanti, nella pratica di mutuo, con la banca B». Questa è una delle più frequenti affermazioni che può capitare di ascoltare da amici e parenti alle prese con la stipula di un prestito ipotecario per l’acquisto o la ristrutturazione di una casa. Ed è, ahinoi, uno dei primi errori che vengono commessi dal “mutuatario pigro”, quello che non si informa a dovere prima di firmare quello che statisticamente per la maggior parte degli italiani è il contratto finanziario più importante,in termini di durata e importo, della vita.

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Lo spread, infatti, è certamente una voce importante, ma non l’unica, nella determinazione del costo complessivo dell’“operazione mutuo”. I costi accessori spesso fanno la differenza ed è questo il motivo per cui il Tan (Tasso annuo nominale, quello che comprende gli interessi da pagare, calcolati sommando allo spread il tasso interbancario di riferimento, Euribor per i mutui variabili ed Eurirs per i mutui a tasso fisso) è quasi sempre più basso del Taeg (Tasso annuo effettivo globale). Quest’ultimo, oltre agli interessi, ingloba anche tutti i costi accessori eventuali del finanziamento. Tra questi ci sono spese di istruttoria (la valutazione sulla solidità patrimoniale e reddituale dell’aspirante mutuatario), spese di perizia (valutazione dell’immobile), spese di incasso rata (un po’ paradossali, perché in questo caso la banca riceve una commissione per incassare le rate) fino ad arrivare a quelle più spinose di tutte: le polizze assicurative.

Due tipi di copertura

Bisogna distinguere due tipologie. A partire dalla polizza incendio e scoppio. Si tratta di una copertura obbligatoria, perché nel giorno della stipula dal notaio l’immobile deve avere questa assicurazione, ma non è obbligatorio sottoscriverla con la banca erogante. Alcuni istituti offrono la copertura assicurativa gratuitamente, altri invece chiedono il pagamento di un premio che, poiché obbligatorio, viene ad essere incluso nel Taeg.

Ancora più spinose sono le polizze vita agganciate al mutuo, chiamate tecnicamente Cpi (Credit protection insurance). Assicurano il rimborso delle rate in caso di svariati eventi (perdita del posto di lavoro, infortunio o morte). Una buona polizza Cpi completa non dovrebbe costare più del 2-3% del valore del finanziamento, ma in passato molte banche si sono spinte oltre il 10%, assicurandosi lauti profitti.

Una banca può vincolare l’erogazione del mutuo a una polizza assicurativa? Sì, come prevede l’articolo 28 della legge sulle liberalizzazioni del 24 marzo 2012, n. 27. Ma il cliente, purché rispetti i requisiti minimi richiesti dalla banca, può scegliere un prodotto proposto da un’altra compagnia. A quel punto la banca è tenuta «ad accettare, senza variare le condizioni offerte per l’erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo, la polizza che il cliente presenterà o reperirà sul mercato». E, in ogni caso, la polizza “vincolante” della banca va inserita nel Taeg, l’unico parametro che un mutuatario evoluto dovrebbe osservare quando confronta più offerte, sia se si tratta di mutuo acquisto che di surroga.

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