finanziamenti

Mutui, cresce la quota di prestiti per l’acquisto della prima casa

di Emiliano Sgambato


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2' di lettura

Prosegue il periodo di tassi a buon mercato per i mutui, che continuano a sostenere la domanda immobiliare degli italiani, restii a separarsi dal mattone come forma di bene rifugio e investimento, soprattutto in periodi in cui sono frequenti i venti di instabilità finanziaria, come nel caso dell’attuale, ennesima, fiammata dello spread tra Btp e Bund.

Surroghe ai minimi, sale la prima casa
Anche se la domanda di finanziamenti è complesivamente in calo (dell’8% nel primo trimestre secondo le istruttirie monitorate da Crif) questo trend sempbra dovuto soprattutto alle surroghe, diminuite secondo i dati di MutuiOnline.it ai minimi dal 2013 (a quota 34,3% del totale delle richieste rispetto al 46,8% dello scorso anno).
Spicca invece «l’accelerazione delle richieste di mutuo – sottolineano da MutuiOnline.it – per l’acquisto della prima casa, passate al 54,8% del totale dal 43,2% dell’anno precedente, tornate così sui massimi degli ultimi sei anni».

Vince il tasso fisso, mutui con durata più lunga
Il tasso fisso continua a dominare lo scenario, con l’82,9% di richieste registrato in aprile (80,7% nel periodo gennaio-marzo): si tratta del nuovo top dal primo trimestre 2015. La quota del variabile nel frattempo è scesa al 15,3% dal 17,1%. Stesso movimento per le erogazioni a tasso fisso, aumentate all'89,4% dall'86,3%, e per quelle a tasso variabile (al 9,6% dall'11,9%).
«L’orizzonte più accomodante delle politiche monetarie – è il commento di MutuiOnline.it – ha favorito le richieste di mutui con durate lunghe, con la durata ventennale che si conferma la più utilizzata sia per le richieste che per le erogazioni».

Aumenta l’importo medio
Ancora in salita – per il quarto anno consecutivo - l’importo medio erogato, a 127.483 euro nel 2019 dai 124.780 dell’anno scorso, in progressivo recupero verso i massimi del 2010-2011. Da notare anche la graduale riduzione della differenza tra importo medio richiesto ed erogato, che si distaccano ormai di poche migliaia di euro e denotano una maggiore finanziabilità delle esigenze della clientela da parte delle banche.

Tassi, si riduce la differenza fisso-variabile
Per quanto riguarda i tassi, che ormai da diverso tempo viaggiano sui minimi storici, l’Osservatorio mette in evidenza la riduzione dello spread tra il tasso fisso e quello variabile. Prendendo in considerazione le rilevazioni annuali della media per i mutui a 20 e 30 anni, risulta che quest’anno il tasso fisso – in costante ribasso dal top del 6,02% registrato nel 2012 – viene indicato all’1,85%, in calo dall’1,92% del 2018. Il variabile, per contro, è salito allo 0,88% dallo 0,83% dell’anno scorso. E il divario si è ulteriormente ridotto in aprile, con i tassi medi rispettivamente all'1,80% e allo 0,90%.

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