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Mutui in frenata nel primo semestre nonostante i tassi ancora ai minimi

di Emiliano Sgambato


Perché le Borse corrono se l’economia rallenta

3' di lettura

La ripresa del mercato immobiliare continua il suo percorso di crescita ma non trova uno speculare riscontro nel trend dei mutui residenziali. Questa mattina i dati dell’Istat sull’andamento del primo trimestre 2019 hanno confermato un’accellerazione delle compravendite, facendo segnare un +2% rispetto al trimestre precedente e +8% su base annua (dato che non si discosta molto dal +8,8% registrato a inizio giugno dalle Entrate).

Sul fronte mutui, l’Istat nota come «le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (97.412) diminuiscono dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e crescono del 3,6% su base annua».

La dinamicità del mercato non trova quindi piena corrispondenza con l'andamento dei mutui residenziali che – si legge nella Bussola di Crif-MutuiSupermarket relativa al secondo trimestre 2019 – «soffre una forte contrazione delle erogazioni di mutuo con finalità surroga, cui nell’ultimo periodo di osservazione si associa un rallentamento della componente dei mutui di acquisto».

Le richieste di nuovi mutui nel primo semestre 2019 quindi rallentano, facendo segnare un -9,4%. «Questa dinamica – si legge in una nota – è in parte spiegata dalla diminuzione della componente di mutui con finalità surroga e in parte è il risultato di un approccio più cauto da parte di privati e famiglie che scelgono di posticipare la decisione chiave di acquisto casa in attesa di segnali maggiormente chiari a riguardo di una potenziale ripresa economica e interventi di sostegno allo sviluppo del reddito delle famiglie».

I  prezzi delle abitazioni restano sempre particolarmente appetibili –segnando secondo la Bussola una nuova contrazione nel II trimestre 2019 pari al -2% – mentre i tassi di interesse sui mutui rimangono a condizioni di massima convenienza, sia per i mutui a tasso variabile che a tasso fisso.

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I migliori spread di offerta da gennaio a luglio 2019, stabili per i mutui a tasso variabile, «mostrano dinamiche di aumento per i mutui a tasso fisso, registrando una crescita degli spread pari allo 0,6% sul periodo. Tale aumento non risulta però visibile – spiaga la nota – per privati e famiglie, in quanto controbilanciato da una marcata riduzione degli indici Irs sul periodo, pari a circa uno -0,7%».

Per una operazione di mutuo di 140mila euro, durata 20 anni, valore immobile 220mila euro, i migliori spread a luglio 2019 per mutui a tasso variabile si posizionano allo 0,9% e per i mutui a tasso fisso si attestano attorno allo 0,6%.

«Lo scenario di sviluppo del mercato dei mutui sui prossimi mesi appare alquanto incerto. La continua contrazione della componente di domanda con finalità surroga, dovuta al progressivo restringimento del bacino di mutuatari interessati alla rottamazione del mutuo - commenta Stefano Rossini, amministratore e fondatore di MutuiSupermarket.it -, spiega sicuramente buona parte delle dinamiche oggi rilevabili. Ma dal nostro osservatorio registriamo altresì una domanda sempre più incerta e attendista, che sicuramente risente dell'attuale clima di incertezza politica. Privati e famiglie sembrano approcciare il tema acquisto casa con maggiore cautela, in attesa di segnali rassicuranti, sia sul fronte miglioramento degli indici di ripresa economica che sul fronte potenziali interventi di Governo a sostegno dello sviluppo del reddito delle famiglie».

«Lo scorso 19 giugno l’Eba, la European Banking Autorithy, ha pubblicato in consultazione la bozza di Linee Guida per l'erogazione e il monitoraggio dei finanziamenti - afferma Stefano Magnolfi, executive Director di Crif Real Estate Services -. Tra le novità del documento salta all'occhio il capitolo dedicato interamente ai fattori ambientali e di ‘green lending'. Secondo tali linee guida, gli istituti di credito dovrebbero includere all'interno delle proprie politiche di gestione del rischio, oltre che all'interno delle policy e delle procedure di rischio di credito, fattori ambientali, sociali e di governance (Environmental, Social, Governance – ESG). In particolare si sottolinea che le banche che originano, o che intendono originare, agevolazioni per crediti green dovranno sviluppare apposite politiche e procedure di erogazione del credito sia in fase di origination che di monitoraggio delle garanzie». Si tratta di un grande impulso «affinché le istituzioni finanziarie includano all'interno delle proprie policy di erogazione prodotti e servizi che contribuiscano, grazie anche a politiche commerciali di favore, allo sviluppo sostenibile degli ecosistemi con cui interagiscono».

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