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Mutui: l’erogato aumenta nelle grandi città, ma in provincia si riduce

di Redazione Casa24

2' di lettura

Il mercato dei mutui sta ancora sostenendo (in attesa di capire meglio gli effetti della tempesta finanziaria che si sta scatenando sui mercati in seguito all’annuncio del governo di portare il rapporto decit-Pil al 2,4%) le compravendite di abitazioni. Queste restano caratterizzate dagli acquisti prima casa e di sostituzione, che appunto per circa il 60% sono sostenuti con l’aiuto di un finanziamento cancario. Ma non si tratta di un mercato omogeneo sul territorio, almeno secondo i risultati che Facile.it e Mutui.it hanno ottenuto analizzato oltre 25mila richieste online e relative erogazioni presentate fra il 1 gennaio 2017 ed il 30 giugno 2018.

Emerge infatti che nei comuni con più di 250mila abitanti gli importi medi erogati siano aumentati del 7% arrivando, nel primo semestre 2018, a 150.923 euro, ma nei piccoli centri siano diminuiti dell’1,5% (importo medio 116.388 euro).

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«Nel primo semestre del 2017 – si legge in una nota – la richiesta media presentata agli istituti da chi voleva comprare un immobile sito in un comune con meno di 250mila abitanti era pari a poco più di 120mila euro, 146mila nei grandi centri; importi rimasti pressoché identici anche nel primo semestre dell’anno in corso». Complice la riduzione media dei valori immobiliari, «ad aumentare in entrambi i casi è il Loan ti value (Ltv), ovvero la percentuale di valore della casa che si è provato a finanziare tramite il mutuo; nei piccoli comuni è passata dal 65% al 68%; dal 65% al 67% nei grandi».

«Fatto 100 l'insieme delle domande di finanziamento, quelle legate ad immobili che si trovano in piccoli centri rappresentano il 74% del totale, ma quando dalle domande si passa alle erogazioni la percentuale scende notevolmente e si ferma poco sopra al 68%».

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«Negli ultimi dieci anni gli immobili hanno perso buona parte del loro valore; soprattutto in alcune province – spiega Ivano Cresto, responsabile business unit mutui di Facile.it –. Una discesa così marcata genera differenza fra le aspettative di chi compra o vende e i reali valori di mercato. In virtù della normativa vigente, inoltre, per le stime peritali le banche si avvalgono di società certificate che devono necessariamente basare le loro valutazioni sui valori indicati dall’Agenzia del Territorio o altre fonti istituzionali. Il risultato è che, a volte, le perizie possono essere molto distanti dall’idea di valore che si erano fatti gli aspiranti mutuatari e ciò si traduce nella concreta possibilità di ottenere cifre inferiori alle aspettative o, per alcuni, addirittura nel non poter far fronte all'acquisto».

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