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Mutui ai minimi addio? Il tasso fisso torna a salire, stabile il variabile

di Emiliano Sgambato


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3' di lettura

La rapida ascesa dei tassi di riferimento iniziata a settembre ha portato a un rialzo del “prezzo” del mutuo fisso, che, dopo un anno di riduzioni, a gennaio ha cambiato segno e fatto segnare un rialzo di 15 punti base. «Il tempo dei tassi ai minimi storici per i mutui per privati e famiglie – nota la Bussola diffusa da Mutuisupermarket e Crif – sta probabilmente iniziando a volgere al termine». Mentre sul del tasso variabile «la situazione appare piuttosto stabile», sul fronte dei mutui a tasso fisso – che a fine 2016 coprivano oltre la metà delle erogazioni – la revisione al rialzo «potrebbe continuare anche sui prossimi mesi».

Un esempio? Per un mutuo ventennale di 140mila euro (valore immobile 220mila euro), i migliori tassi finiti per i mutui a tasso fisso secondo Mutuisupermarket.it si posizionano infatti a gennaio 2017 attorno all’1,70% contro un omologo 1,55% dello scorso ottobre 2016. «E tale aumento non assorbe ancora completamente l’aumento registrato degli indici Irs che, per la durata 20 anni, sono aumentati nel periodo ottobre 2016- gennaio 2017 di ben 40 punti base (dallo 0,90% medio di ottobre all'1,30% odierno)».

A livello di nuove erogazioni di mutuo attraverso il canale online, la finalità surroga continua a rappresentare circa il 56% del totale delle erogazioni anche nel quarto trimestre 2016, dopo essere arrivata a spiegare anche il 65% del totale erogati nel terzo trimestre 2015. Sul canale tradizionale, invece, il peso delle surroghe si è attestato intorno al 25%, in progressiva contrazione dopo il picco degli anni precedenti. Nei prossimi trimestri si attende un’ulteriore riduzione del peso della componente surroga, da ricondursi da un lato alla continua riduzione del bacino di potenziali mutuatari interessati a rottamare il mutuo, dall'altro al progressivo aumento dei tassi Irs.

Tornano a crescere gli importi medi richiesti: se nel quarto trimestre 2015 questo si assestava attorno ai 119.500 euro, nel quarto trimestre 2016 raggiunge i 124.851 euro. Parallelamente si registra un leggero aumento anche degli importi medi dei mutui erogati, che passano dai 111.000 euro del primo trimestre 2016 ai quasi 114.000 euro del quarto trimestre.

La Bussola analizza anche mercato immobiliare vista con la lente dei mutui: «nel quarto trimestre 2016 si registra una ulteriore riduzione dei prezzi al mq degli immobili residenziali forniti in garanzia al mutuo pari a -3,3%. Analizzando le diverse tipologie di immobili residenziali, nel quarto trimestre 2016 il prezzo/mq per gli immobili usati registra una contrazione superiore, pari al -7,1%, mentre il prezzo/mq dei nuovi immobili subisce una riduzione del -2,0%».

«Nonostante i tassi inizino a segnare una lenta tendenza al rialzo, il contesto di mercato rimane estremamente favorevole alla sottoscrizione di nuovi finanziamenti casa, con offerte mutuo sempre molto competitive e banche che continuano a investire sul prodotto con politiche commerciali aggressive - commenta Stefano Rossini, amministratore di MutuiSupermarket.it -. La domanda di nuovi mutui chiude infatti l’anno 2016 in accelerazione con un +21% su dicembre e un + 13% a livello annuo».

«Un fenomeno interessante che ha caratterizzato tutto il 2016 è stato sicuramente il lento ma progressivo calo del tasso di default dei mutui immobiliari – dichiara Stefano Magnolfi, direttore real estate services di Crif –. A settembre 2016 la rischiosità dei mutui ha infatti raggiunto l'1,4%, il livello più basso osservato negli ultimi 4 anni. In buona parte a contribuire alla riduzione della rischiosità del credito sono state le banche stesse, che hanno iniziato ad adottare politiche di selezione più attente nel tentativo di evitare ulteriori crediti deteriorati in futuro. Inoltre, hanno di certo contribuito anche il livello dei tassi di interesse, che si sono mantenuti bassi per tutto il periodo di osservazione, l'aumento tendenziale del reddito pro-capite e la possibilità di rinegoziare le condizioni del prestito, che ha agevolato le famiglie a rendere più sostenibile il proprio debito».

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