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Mutui, tasso fisso ancora in discesa e calano le surroghe

di E.Sg.


Mutui, slitta di due anni la riforma dell’Euribor. Ecco cosa cambia

2' di lettura

Prosegue il periodo positivo per chi deve stipulare un mutuo (a tutto vantaggio del mercato immobiliare) grazie a tassi che rimangono ai minimi. Nonostante i timori di qualche mese fa dovuti “all’allarme spread”, come nota l’ultimo Osservatorio mensile di MutuiOnline.it, «da fine 2018, il tasso fisso registra anzi una lenta discesa, mentre il variabile rimane sostanzialmente stabile».

Più nel dettaglio, i dati forniti dal comparatore online per il mese di febbraio registrano un tasso fisso medio dell’1,89% sui mutui a 20 e 30 anni (1,90% a gennaio) e un tasso variabile medio dello 0,88% (0,87% a gennaio). «Quello che sorprende soprattutto – si legge in una nota – è ancora una volta l’andamento di Euribor ed Eurirs: il primo, a 3 mesi, segna -0,31% da novembre, l'Irs a 20 anni segna a febbraio l'1,19% (1,30% a gennaio)».

Il miglior mutuo a tasso fisso a 20 anni (rilevato il 5 marzo per un impiegato milanese di 35 anni, importo richiesto 100mila euro per un immobile del valore di 200mila) ha una rata di 483 euro al mese (Tan 1,50% e Taeg 1,63%). Se gli anni diventano 30, il costo sarà di 352 euro al Tan dell’1,65% (Taeg 1,97%).
Il miglior mutuo a tasso variabile
a 20 anni comporta una rata di 444 euro, con Tan 0,65% e Taeg 0,69%. Per un mutuo a 30 anni la rata scende a 294 euro.

Aumentano, rispetto all'ultimo trimestre del 2018, le richieste con finalità acquisto prima casa (da 49,2% a 54,8%), a discapito delle surroghe (da 40,7% a 34,1%); andamento analogo per le erogazioni, dove la finalità acquisto prima casa cresce (da 44,4% a 47,6%) e le surroghe si riducono (da 48,2% a 44,4%).

L’importo medio richiesto dei mutui si riduce rispetto allo scorso trimestre (da 131.526 euro a 130.405), mentre aumenta l'erogato e si avvicina molto al valore medio richiesto (da 126.542 euro a 130.161 euro).

La classe d'importo più richiesta va dai 50mila ai 100mila euro (35,8%), e corrisponde, quasi con le medesime percentuali, anche all'importo maggiormente erogato (35,4%).
«Interessante notare come ben oltre il 70% delle richieste, in questo primo scorcio di 2019, ha un loan to value (Ltv, la quota finanziata in relazione al prezzo dell’immobile) superiore al 50%, con un aumento del valore tra il 70 e l’80% (dal 37,0% al 38,4%). Per le erogazioni, la stessa percentuale di Ltv cresce di oltre 4 punti (dal 26,0% al 30,2%) e si conferma quella maggiormente concessa nel primo trimestre dell’anno».

In tema di durata del mutuo, guadagna quasi 3 punti percentuali la richiesta per il periodo più lungo, 30 anni (dal 23,6% al 26,0%) e lo stesso risultato si rileva per le erogazioni, che nella stessa fascia temporale guadagnano quasi 2 punti (dal 16,9% al 18,5%).

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