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N26 finisce nel mirino della vigilanza tedesca per disservizi e scarsa trasparenza

di Isabella Bufacchi


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2' di lettura

Prima le lamentele dei clienti privati, poi quelle di banche controparti e clienti corporate, infine i rilievi dei supervisori: N26, la mobile bank operativa nel 2015 su scala globale che offre conti correnti e servizi bancari esclusivamente via cellulare, è finita nel mirino dell’organo di vigilanza bancaria tedesca BaFin. Stando a quanto riportato oggi dal quotidiano Handesblatt, i supervisori avrebbero riscontrato diverse carenze e avrebbero chiesto alla società di intervenire in maniera tempestiva per mettere riparo ai disservizi ed aumentare la trasparenza. Anche per contenere il rischio di operazioni e triangolazioni fraudolente, che risulterebbe elevato in Germania secondo il giornale tedesco.

N26, raggiunta dal Sole24Ore, ha commentato: «N26, come tutti i soggetti con licenza bancaria, è sottoposta su base regolare a controlli interni ed esterni indipendenti, inclusi quelli svolti da enti regolatori. Noi cooperiamo strettamente con BaFin e prendiamo ogni procedura di controllo con la massima serietà».

N26 sarebbe cresciuta troppo rapidamente nei suoi primi anni di attività, dai 100mila clienti nel gennaio 2016 agli attuali 2,5 milioni, e dunque secondo la vigilanza non avrebbe adeguato il personale ma soprattutto i sistemi informatici di sostegno ai servizi. Tra le principali lamentele c’è quella della lentezza dei servizi online e la chat con i clienti sembra non sempre sia disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, come i clienti di una mobile bank si attendono.

N26 ha l’ambizione di divenire la prima Mobile Bank globale. Fondata in Germania nel 2013 da Valentin Stalf e Maximilian Tayen, ha lanciato il primo prodotto all'inizio del 2015. Attualmente, N26 ha 2,5 milioni di clienti in 24 mercati in Europa, che hanno depositato oltre 1 miliardo di euro nei conti correnti. N26 genera un volume di transazioni superiore a 1,5 miliardi di euro e vale 2,3 miliardi.

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