Audizioni

Nadef, Corte dei conti: «Irpef non equa». Upb: «Riforma credibile solo con il calo del debito»

Per i magistrati contabili serve un aggiornamento delle rendite catastali

di Nicoletta Cottone

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6' di lettura

«L’attuazione di una riforma fiscale che riduca il carico tributario sarà credibile solo se accompagnata dal raggiungimento di un livello di debito in rapporto al pil significativamente inferiore a quello attuale». Lo ha detto il presidente dell’Upb, Ufficio parlamentare di bilancio Giuseppe Pisauro che è stato ascoltato oggi in audizione dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, riunite in seduta congiunta, nell’ambito dell’esame preliminare della Nadef, Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 pubblicata il 1° ottobre scorso dal Ministero dell’Economia e delle finanze.

Upb, rischi per crescita dalla ritardata o parziale attuazione del Pnnr

«Vi è un rischio connesso all’ipotesi, implicita nello scenario macroeconomico del Mef, di un integrale, tempestivo ed efficiente utilizzo da parte dell’Italia dei fondi europei del programma Next Generation Eu al fine di attuare i progetti di investimento predisposti con il Pnrr nei tempi e nei modi previsti. Questo implica anche l’effettiva disponibilità di un’ampia capacità produttiva inutilizzata, soprattutto nel settore delle costruzioni; in caso contrario, il comparto potrebbe mostrare vincoli dal lato dell’offerta nell’assecondare il considerevole irrobustimento della domanda pubblica, attenuando quindi gli effetti moltiplicativi sull’attività degli altri settori produttivi. Un’attuazione parziale, ritardata o inefficiente, di tali interventi comporterebbe quindi il venire meno di un rilevante fattore di sostegno alla crescita», ha detto il presidente dell’Upb Pisauro.

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Simulazione traettoria debito/Pil meno favorevole

Il quadro macroeconomico dell’Upb prevede tassi di crescita reali più contenuti su tutto l'orizzonte di programmazione rispetto allo scenario della Nadef (con una differenza di due decimi di punto sul 2021 che cresce fino a 4 decimi nel 2023, per ridursi a un decimo nell'ultimo anno di previsione), mentre il deflatore del Pil avrebbe una dinamica più sostenuta nel primo biennio (rispettivamente, di due e un decimo di punto) e risulterebbe complessivamente simile nei due anni successivi», ha detto il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio .

Bankitalia, «La piena realizzazione del Pnnr grande sfida dei prossimi anni»

«Come la Banca d'Italia ha più volte sottolineato, è condivisibile la valutazione della Nota secondo cui la piena realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, incluse le riforme che lo accompagnano, è la grande sfida per i prossimi anni; il sostegno della domanda non potrebbe assicurare da solo il ritorno a ritmi di crescita stabilmente più sostenuti». Lo ha detto Eugenio Gaiotti Capo del dipartimento Economia e statistica di Bankitalia, in occasione della audizione sulla Nadef davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera.

La prosecuzione della ripresa resta dipendente dallo stimolo di bilancio

«La prosecuzione della ripresa resta dipendente dal mantenimento dello stimolo di bilancio, ampiamente incorporato nel quadro tendenziale con le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e le altre già definite fino all'estate, che se attuate efficacemente potranno contribuire considerevolmente alla crescita nel prossimo triennio», ha spiegato Eugenio Gaiotti. Il rappresentante di via Nazionale ha evidenziato che «un sostanziale contributo dell'azione di sostegno è incorporato nel quadro tendenziale; senza di esso la crescita sarebbe significativamente più bassa. Secondo le valutazioni che la Banca d'Italia ha riportato nel Bollettino Economico di luglio le misure del Pnrr e quelle finanziate con il bilancio nazionale definite fino all'estate possono contribuire a un aumento del Pil di 4 punti percentuali cumulati nel triennio 2021-23. Come abbiamo avuto modo di sottolineare, presupposto necessario al conseguimento di questi risultati resta una piena e tempestiva realizzazione degli interventi».

Ambizioso +11% di investimenti

La Nadef «prefigura una dinamica molto sostenuta degli investimenti pubblici, che nel prossimo triennio crescerebbero dell'11% in media all'anno e alla fine del periodo di programmazione arriverebbero a toccare il 3,4 per cento del Pil, al di sopra del livello osservato negli anni precedenti la crisi finanziaria globale del 2008-09. É un obiettivo ambizioso», ha sottolineato Gaiotti. Si tratta anche, ha aggiunto, di «una componente essenziale dei programmi di stimolo, il cui conseguimento dipende da una tempestiva ed efficace applicazione delle riforme volte a semplificare e velocizzare le procedure di spesa, salvaguardando al contempo la qualità dei progetti finanziati».

Istat, nel 2022 saremo ai livelli pre crisi

«Per l’anno 2022, il quadro programmatico evidenzia un ulteriore impulso dell'attività economica (+4,7%) che permetterà di raggiungere i livelli pre-crisi del Pil, mentre il proseguimento della fase espansiva corrisponderebbe al superamento del trend precrisi nel 2023». Lo ha detto il presidente Istat Gian Carlo Blangiardo, nel corso dell’audizione sulla Nadef, dinanzi alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. «La crescita nel 2024 - ha detto - è stimata all'1,9%, un valore decisamente superiore alla media del periodo 2000-2008 (+1,2%) e di quella del periodo 2010-2019 (+0,3%)». Blangiardo ha detto che «in presenza di una crescita acquisita per i primi due trimestri pari al 4,7%, i segnali positivi per il terzo trimestre rendono realizzabile il livello di crescita programmatica del 6% per l’anno corrente descritto nella Nadef»

Occupazione: possibili mismatch tra domanda e offerta

«La domanda di occupazione da parte delle imprese continua a mostrare segnali favorevoli, anche se sembrano emergere possibili mismatch tra domanda e offerta.Gli indicatori relativi alle attese relative alla dinamica dell'occupazione si mantengo infatti su livelli elevati in tutti i settori, anche se in presenza di parziali rallentamenti.Nel secondo trimestre 2021, le imprese manifatturiere evidenziano come, tra i motivi di ostacolo alla produzione, siano in crescita le segnalazioni di scarsità di manodopera che si associano all'aumento di giudizi di insufficienza di impianti e/o materiali», ha scritto l’Istat in una memoria.

Corte dei conti: «Irpef non equa»

L’Irpef «si caratterizza per eccessiva complessità, per insufficiente equità e per abnormi livelli di evasione». Lo ha affermato la Corte dei Conti nel corso dell’audizione dinanzi alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, nella valutazione della Nadef, parlando di «una concentrazione quasi esclusiva» del tributo su lavoro dipendente e pensioni, «compromettendo» l’equità, «molto sbilanciata sui redditi medi». Peraltro, le aspettative di una riduzione del carico fiscale «trovano un evidente limite nelle risorse disponibili, considerato che la Nadef quantifica in 4.357 milioni» il Fondo per il calo delle tasse. «Per un’organica riforma dell’Irpef esiste, dunque, un problema di risorse complessive a disposizione».

Serve un aggiornamento delle rendite del catasto

«La Corte dei Conti ritiene che l’aggiornamento delle rendite catastali, per ovviare alle distorsioni create nel tempo, sia un obiettivo da perseguire nel medio periodo», ha detto Enrico Flaccadoro, presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti, durante l’audizione sulla Nadef alla commissione bilancio della Camera.

Spazi di manovra 23 miliardi nel 2022, 29,5 nel 2023 e 25 nel 2024

«Il miglioramento della spesa ma, soprattutto, i margini che derivano da una crescita delle entrate sospinta dalla ripresa, aprono spazi di manovra significativi, superiori già nel 2022 a 23 miliardi. Le disponibilità crescono a 29,5 miliardi nel 2023, mentre nel 2024, a fronte di una correzione attesa nel Def per poco meno di 4 miliardiper cogliere il risultato previsto in quell'anno di un indebitamento al 3,4%, l'assunzione di un obiettivo al 3,3% consente di contare su risorse per oltre 25 miliardi», certifica la Corte dei Conti in audizione sulla Nadef, notando che delinea «un quadro di interventi molto ampio che richiederà un forte coordinamento con le scelte assunte per la realizzazione del Pnrr».

Cnel: «Solidità della crescita indispensabile per contenere il deficit

«La solidità della crescita si profila come condizione indispensabile perché si realizzi automaticamente l'assorbimento deficit; senza la capacità del Paese di rimettere in moto stabilmente i consumi, non si potrà evitare l'introduzione di nuove misure espansive, che però andrebbero a pesare ulteriormente sul deficit». Lo ha sottolineato il presidente del Cnel Tiziano Treu, nel corso dell’audizione sulla Nadef, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021, dinanzi alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Nadef costruita su clima fiducia, condividiamo impostazione

Il Cnel «concorda con questa impostazione orientata a una politica espansiva e strutturale, e anzi ha attivato al suo interno l'iniziativa di seguire le fasi di attuazione dei principali progetti attraverso specifici gruppi di lavoro formati da rappresentanti ed esperti delle Organizzazioni, in raccordo con le analoghe iniziative del Cese e in una ottica di pieno sostegno ai Governi responsabili», si legge nella memoria del Cnel. La Nota, viene evidenziata, «è costruita su un clima di fiducia nei confronti del Paese che appare nuovo, e prospetta una ripresa marcata nel biennio 2023-24, con un terzo della crescita riconducibile all'effetto propulsivo del Pnrr».

Crescita esposta a rischi riforme, manca impatto su Pil

«Il quadro di finanza pubblica illustrato nella Nota è esposto, oltre che alle (ovvie) turbolenze del quadro economico e politico globale, soprattutto ai rischi che possono derivare dall'efficacia delle riforme delineate nei collegati. Questo Consiglio sottolinea come non vi sia affatto la certezza che tali processi di riforma siano effettivamente in grado di incidere sul tasso di crescita dell'economia, e come nel quadro tracciato dalla Nadef non si rinvenga una analisi quantitativa dell'impatto delle riforme in termini di Pil, si legge nella memoria del Cnel per l'audizione preliminare sulla Nadef.

L’uscita dalla pandemia sembra sempre più sicura grazie ai vaccini

«Il quadro nazionale e internazionale è in evoluzione, con segnali positivi a cominciare dall’uscita, che sembra sempre più sicura dalla terribile pandemia anche per il successo della campagna di vaccinazione>, ha sottolineato il presidente del Cnel Tiziano Treu.

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