PARLAMENTO

Nadef e scostamento di bilancio, numeri in bilico a causa del Covid

Alla Camera e al Senato si votano i due documenti economici: per l’autorizzazione di nuovo deficit serve la maggioranza assoluta ma pesano le assenze di deputati e senatori positivi al Covid o in quarantena fiduciaria

NaDef: causa Covid 6,8 mld in meno del 2019 da lotta evasione

Alla Camera e al Senato si votano i due documenti economici: per l’autorizzazione di nuovo deficit serve la maggioranza assoluta ma pesano le assenze di deputati e senatori positivi al Covid o in quarantena fiduciaria


3' di lettura

È un passaggio delicato per il Governo: questa sera al Senato e alla Camera si voterà la Nota di aggiornamento al Def e l’autorizzazione allo scostamento di bilancio. Mentre per la Nadef basta la maggioranza semplice, alla Relazione sulla autorizzazione allo scostamento di bilancio serve quella assoluta. Votazioni a forte rischio perché sui numeri a favore dell’esecutivo pesano le assenze per Covid: senatori e deputati contagiati o in quarantena, impossibilitati a partecipare alle sedute.

Le assenze e le regole

Alla Camera la soglia da raggiungere è di 316 voti ma qui la maggioranza a ranghi completi ha venti voti di margine. Fino a ieri a Montecitorio erano 21 (di cui 17 della maggioranza) i deputati costretti all’isolamento ma una decina sarebbero rientrati. Situazione più complicata a Palazzo Madama dove i senatori obbligatoriamente assenti sarebbero cinque. Qui la maggioranza rischia.

«Per l’emergenza di questo periodo si può pensare a un voto a distanza per i malati di coronavirus» aveva concesso il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. Nel frattempo, però, Costituzione e regolamenti parlamentari non possono tener conto di chi non è nelle condizioni di partecipare ai lavori parlamentari perché si trova in isolamento o in quarantena. L’articolo 81 della Costituzione la legge n. 243 del 2012 stabiliscono che la Relazione sulla autorizzazione allo scostamento di bilancio sia approvata senza alcuna eccezione a maggioranza assoluta dei componenti delle Camere.

Appello all’opposizione

Non resta che appellarsi all’opposizione. Come ha fatto il premier Giuseppe Conte: «Auspico che il clima di leale collaborazione tra i gruppi parlamentari che si è gia registrato nei mesi scorsi durante la fase più dura della pandemia possa conservarsi anche in vista del voto sul prossimo scostamento di bilancio» ha detto martedì 13 parlando nell’Aula del Senato sul prossimo Consiglio europeo. Martedì 14 Lega, Fdi e Fi si sono astenute sul documento di maggioranza sul Recovery plan. Oggi il centrodestra si asterrà sullo scostamento di bilancio e voterà no alla Nadef.

Numeri ed «espedienti»

Sui provvedimenti ordinari alla Camera finora si è ovviato alle assenze ricorrendo per infetti e isolati all'istituto della “missione” che ha l’effetto di abbassare il numero legale e permette di far passare i provvedimenti a maggioranza semplice. Al Senato l’istituto omologo si chiama “congedo” e in base al regolamento di Palazzo Madama possono esservi posti fino al 10% dei componenti dell’Assemblea in ciascuna seduta. Mentre alla Camera la magioranza ha margini ampi, al Senato i numeri sono risicati: i senatori di M5S sono 95, quelli del Pd 35, 18 di Italia viva, 5 di Leu, 6 delle Autonomie (il gruppo ha otto membri ma due sono i senatori a vita Giorgio Napolitano ed Elena Cattaneo). A cui vanno aggiunti gli apporti dal gruppo Misto. In totale e sulla carta si raggiunge quota 170 che è poi la stima che aveva fornito in estate il ministro D’Incà. Numeri dai quali vanno sottratti i cinque senatori assenti per Covid, ai quali potrebbero aggiungersi altre assenze impreviste. Secondo alcuni calcoli ci si attesterebbe tra i 162 e 165 voti, con l’asticella fissata a 161. «Abbiamo più di 161 voti, siamo tutti presenti, il numero per esser autosufficienti c'è, dovremmo stare sui 165» ha fatto sapere Valeria Fedeli, senatrice del Partito democratico ed ex ministro dell'Istruzione parlando a “Un giorno da pecora”, su Rai Radio1.

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