Via libera di Camera e Senato

Nadef, risoluzione maggioranza: proroga, estensione e semplificazione superbonus

Il documento della maggioranza prevede 10 impegni nei confronti del Governo dall’impegno per investimenti e crescita alla proroga del super-bonus, dalla razionalizzazione del fisco e la flessibilità in uscita dal lavoro al proseguimento dell’azione contro il caro-bollette

(imagoeconomica)

5' di lettura

Via libera del parlamento alla risoluzione di maggioranza che “approva” la Nadef 2021 presentata dal Governo. Per quanto riguarda il Senato, i voti a favore sono stati 190, 37 i contrari e un astenuto. A stretto giro è scattato il semaforo verde anche della Camera: 379 voti favorevoli, 42 contrari e 4 astenuti. A Palazzo Madama anche il leader della Lega Matteo Salvini ha votato sì. Dalla lettura dei tabulati del Senato, infatti, il suo nome è risultato tra i presenti (e votanti). Un segnale distensivo a poche ore dalle turbolenze sulla delega fiscale, quando la Lega, contraria alla revisione del catasto, ha deciso di non partecipare al Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al provvedimento.

Il documento della maggioranza prevede 10 impegni nei confronti del Governo dall’impegno per investimenti e crescita alla proroga del super-bonus, dalla razionalizzazione del fisco e la flessibilità in uscita dal lavoro al proseguimento dell’azione contro il caro-bollette.La Nota di aggiornamento del Def, approvata dal Consiglio dei ministri il 29 settembre.

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Proroga, estensione e semplificazione superbonus e altri bonus nel settore edilizio

«Prevedere - si legge nella risoluzione di maggioranza -, compatibilmente con la normativa europea di riferimento e le esigenze di finanza pubblica, la proroga dei vari bonus edilizi e, segnatamente, della misura del superbonus 110 per cento, ivi inclusi il rinnovo del c.d. “sconto in fattura” e “cedibilità del credito”, valutando di includere altre tipologie di edifici, al fine di garantire un patrimonio immobiliare energeticamente efficiente a prescindere dalle situazioni preesistenti e in termini assoluti, mediante la semplificazione dell’accesso e degli strumenti operativi e finanziari alla misura».

Superbonus anche a immobili non accatastati

Il Governo, nel prorogare il Superbonus dovrà valutare la possibilità di estenderlo anche agli immobili in stato di degrado, cosiddetti “immobili collabenti”, non accatastati o accatastati tra quelli che non producono reddito. L’esecutivo nel prorogare il Superbonus del 110%,dovrà «valutare di includere altre tipologie di edifici,al fine di garantire un patrimonio immobiliare energeticamente efficiente a prescindere dalle situazioni preesistenti e in termini assoluti, mediante la semplificazione dell’accesso e degli strumenti operativi e finanziari alla misura».

Avanti contro “caro energia” in modo strutturale

Nel documento predisposto dalla maggioranza si chiede al Governo di proseguire «nell'azione di contrasto del cosiddetto “caro-energia”, adottando un approccio organico, sostenibile e strutturale, volto ad implementare politiche pubbliche che tutelino e mettano al riparo, da oscillazioni eccessive del prezzo dell'energia elettrica, microimprese e clienti finali, soprattutto civili vulnerabili o in condizioni di povertà energetica». Dalla Slovenia dove ha partecipato a un vertice Ue sui Balcani occidentali, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato misure strutturali nella prossima manovra per arginare il caro bollette. Nella risoluzione sulla Nadef la maggioranza indica quali strumenti per perseguire tale obiettivo, «investimenti per l'efficienza energetica nell'edilizia residenziale e popolare, il ricorso a contratti di acquisto di energia rinnovabile di lungo periodo, la promozione dell'autoconsumo e delle comunità energetiche, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica indicati nella Nadef 2021». Vengono auspicati anche «interventi per la riduzione della dipendenza energetica del Paese e per la diversificazione degli approvvigionamenti, nel rispetto del quadro definito dal Green New Deal europeo, nonché valutando di promuovere interventi a livello europeo per contenere gli effetti del rincaro dei prezzi delle materie prime e limitarne l'impatto sul rilancio del sistema produttivo nazionale e sugli investimenti finanziati con le risorse finanziate con il Recovery plan». Nella risoluzione si segnala, al riguardo, la necessità di «scongiurare il pericolo che detto rincaro possa pregiudicare il conseguimento degli obiettivi stabiliti con il Pnrr e le relative funzionalità anticicliche».

Consolidare crescita Pil stimolata da Pnrr

Nel documento si chiede inoltre di «consolidare la crescita del Pil, stimolata dagli investimenti e dalle riforme previste dal Pnrr, in particolare mirando ad accrescere le entrate fiscali attraverso il contrasto all'evasione, nonché indirizzando le risorse di bilancio verso gli investimenti e le spese per ricerca, innovazione e istruzione e sanità».

Razionalizzare fisco e flessibilità uscita lavoro

La maggioranza in uno dei punti della risoluzione sulla Nota di aggiornamento dedicato al fisco e alle politiche del lavoro chiede di «prevedere, con la massima urgenza e compatibilmente agli obiettivi di finanza pubblica indicati nella Nadef 2021, misure che non rientrano nell'ambito operativo del Pnrr, ma che concorrono a realizzarne i relativi obiettivi generali ossia interventi per la razionalizzazione e l'equità del sistema fiscale e per l'estensione e il potenziamento del sistema di ammortizzatori sociali, prevedendo per questi ultimi lo snellimento e l'accelerazione delle procedure di erogazione». Nel documento si impegna inoltre il Governo «a razionalizzare le politiche attive per il lavoro, al fine di agevolare con più efficacia l'ingresso o il reinserimento nel mondo del lavoro di chi è disoccupato o di chi ha perso il posto di lavoro, nonché a prevedere l'implementazione di meccanismi di flessibilità in uscita del mercato del lavoro».

Taglio progressivo sussidi dannosi ambiente

Tra i dieci impegni che la maggioranza ha chiesto all’esecutivo anche quello di «proseguire nell’attuazione del Green New Deal, con particolare riferimento ad idonee iniziative, anche di carattere normativo, finalizzate a favorire la transizione ecologica, energetica e verso l’economia circolare, mediante la progressiva riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi (che determinerà maggiori entrate da utilizzare per ridurre gli oneri a carico dei settori produttivi) e la tempestiva definizione di appositi indicatori per gli investimenti ecosostenibili».

La strategia di politica economica all’esame del parlamento

La votazione sulla risoluzione è in un certo senso il giudizio del parlamento sulla Nadef, la Nota di aggiornamento del Def. La Nadef aggiorna il quadro di finanza pubblica e delinea le strategie di politica economica del Governo. Un voto quello dei due rami che arriva lo stesso giorno, prima la Camera e poi il Senato, e che si concentra sulle risoluzioni di maggioranza e di opposizione. Sono documenti in cui deputati e senatori individuano soluzioni che impegnano il Governo. Sulla Nadef è intervenuto in audizione anche il ministro dell’Economia Franco: ha messo in evidenza che nel triennio 2022-2024 ci sono margini per intervenire sugli ammortizzatori sociali e «avviare un processo di alleggerimento del carico fiscale».

Nadef:Bonomi,crescita 2% dal 2024 non basta, fare di più

Sempre sul tema Nadef, in un intervento all’assemblea di Federacciai il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha messo in evidenza che «con la campagna per le amministrative forse ci si è distratti dalla Nadef. Abbiamo letto di deficit e debito. Ma c’era anche un ulteriore tema. Nella Nadef il Governo, con molta onestà intellettuale, ha detto che nel 2024 in poi avremo livelli di crescita che non supereranno il 2% e per noi è un ritmo di crescita troppo basso rispetto a un livello di debito emergenziale che abbiamo contratto. Abbiamo la necessità - ha aggiunto Bonomi - di fare le riforme che da trent’anni aspettiamo e per questo caldeggiamo e sosteniamo l’azione forte del Governo perché il fattore tempo è decisivo. Non possiamo permetterci di dilazionare alcune scelte importanti per il Paese».

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