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Nafta, cosa cambia con il nuovo accordo tra Usa, Messico e Canada

di Gianluca Di Donfrancesco

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Da sinistra: il presidente messicano Enrique Pena Nieto, quello Usa Donald Trump e il premier canadese Justin Trudeau, firmano il nuovo Nafta a Buenos Aires. Alle loro spalle, da sinistra, il ministro dell’Economia messicano Ildefonso Guajardo, il rappresentante Usa al Commercio Robert Lighthizer e il ministro al Commercio canadese Chrystia Freeland.


4' di lettura

Il Nafta è sulla via del tramonto, lunga vita all’ Usmca, il nuovo accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada. I cambiamenti più rilevanti riguardano l’auto: sale la quota di produzione nazionale minima e debutta un salario minimo implicito. Spunta la clausola “cinese” (che scoraggia eventuali negoziati commerciali tra Messico, Canada e Pechino) e quella sui tassi di cambio, contro la manipolazione delle valute per “dopare” l’export. I dazi Usa su acciaio e alluminio rimangono per ora in vigore.

Auto

Giro di vite sulle regole d’origine per auto e componenti. L’obiettivo è alzare le barriere nei confronti dei prodotti realizzati fuori dal Nord America. Il Nafta prevedeva che il 62,5% del valore delle auto venisse realizzato nei tre Paesi per poter accedere al regime di libero scambio. L’Uscma (United States, Mexico and Canada Agreement) alza la soglia al 75% (gli Stati Uniti chiedevano una quota ancora più alta). L’Usmca introduce poi un nuovo criterio, una sorta di salario minimo implicito: il 40% del valore delle auto e il 45% del valore dei furgoni (ma in questa categoria rientrano anche pickup e Suv) deve essere realizzato in fabbriche che pagano salari di almeno 16 dollari l’ora. Questo parametro incide sugli stipendi pagati in Messico ed è stato fortemente voluto da Washington.

In caso di mancato rispetto di questi criteri, le dogane Usa applicheranno dazi del 2,5% sull’import di auto e componenti e del 25% su furgoni, pickup e Suv.

Messico e Canada accettano quote annuali all’export di auto negli Stati Uniti. Si impegnano cioè a non esportare in quel mercato più di 2,6 milioni di veicoli ciascuno. Nel 2017, il Canada ha esportato 1,6 milioni di auto negli Usa e il Messico 2,4. Il Canada accetta poi un tetto annuale di 32,4 miliardi di dollari all’export di componenti negli Usa, contro i circa 10 miliardi del 2017. Il Messico ha invece accettato un tetto di 108 miliardi, rispetto ai circa 25 miliardi del 2017.

Sicurezza nazionale
I dazi Usa su allumini0 e acciaio, adottati da Washington per questioni di sicurezza nazionale, non vengono revocati. Tuttavia, Canada e Messico ottengono che ogni altra iniziativa del genere sia soggetta a un periodo di grazia che apre la strada a ritorsioni dirette. Inoltre, gli Usa non potranno applicare dazi sull’export di auto canadesi e messicane per ragioni di sicurezza nazionale, come invece minacciano di fare nei confronti di Europa e Giappone.

Dispute commerciali

Su pressione degli Stati Uniti, il meccanismo di soluzione delle dispute tra investitori e Stati (Investor-State dispute settlement - Isds) viene limitato. L’Isds consente agli investitori esteri di citare di fronte a una corte arbitrale i Governi che varano pratiche discriminatorie per avvantaggiare le imprese domestiche (modifica della legislazione, revoca di concessioni, nazionalizzazioni). L’esistenza degli Isds sono una garanzia per gli investitori esteri e sono criticati da chi li considera una forma di limitazione della sovranità statale a vantaggio delle multinazionali. Come per altre misure, l’obiettivo della Casa Bianca è scoraggiare gli investimenti Usa all’estero.

Nei rapporti tra Canada e Stati Uniti, l’Isds resta in vigore solo per gli investimenti esistenti e per un periodo di tre anni dopo l’abrogazione del Nafta. L’Isds cade per i nuovi investimenti: eventuali dispute potranno essere risolte solo in procedimenti tra Stati.

Nei rapporti tra Messico e Stati Uniti, invece, l’Isds resta attivabile in Messico esclusivamente nei settori dell’energia, generazione elettrica, telecomunicazioni, trasporti e altre infrastrutture.

Limitato anche il raggio d’azione degli arbitrati su casi di anti-dumping e dazi compensativi tra Messico e Stati Uniti: queste dispute non potranno più essere risolte da collegi arbitrali a composizione bi-nazionale. Il meccanismo resta invece in vigore tra Canada e Stati Uniti (era questa una linea rossa per il premier Justin Trudeau, data la mole di dazi compensativi adottati dagli Usa contro le esportazioni canadesi).

Appalti pubblici
Anche qui ci sono restrizioni: i rapporti tra Canada e Stati Uniti saranno disciplinati dalle regole generali della Wto. Mentre le imprese americane e messicane potranno partecipare alle gare pubbliche dell’uno e dell’altro Paese solo a livello federale. In ossequio al Buy American del presidente Usa Donald Trump, cadono le regole Nafta sul l’accesso reciproco alle gare statali. Sotto l’Umsca, saranno i singoli Stati federati o le loro autonomie locali a decidere quanto e se aprire le gare pubbliche locali a concorrenti esteri.

La clausola cinese

Uno Stato che fa parte dell’Uscma e che intenda negoziare un accordo commerciale con la Cina (ma anche Corea del Nord e Cuba) deve preventivamente avvisare gli altri due partner.

Inoltre, prima di firmare l’accordo, dovrà permettere ai due partner di esaminarne il testo finale. Se l’accordo viene siglato, gli altri due membri dell’Uscma hanno la facoltà di recedere dall’Uscma stesso, qualora lo ritengano. L’obiettivo è scoraggiare eventuali negoziati commerciali tra Canada, Messico e Cina.

Tassi di cambio
I tre Stati si impegnano a non manipolare i tassi di cambio e a consultarsi sulle rispettive politiche economiche.

La sunset clause
L’Uscma dovrà essere rinegoziato dopo 16 anni dall’entrata in vigore, altrimenti si estinguerà (è la così detta sunset clause) e comunque dovrà revisionato dopo sei, con l’avvio di negoziati per correggere eventuali distorsioni. Gli Usa volevano fissare la sunset clause a 5 anni. Per gli investitori americani diventa così più incerto investire in Messico o Canada.

Latticini e derivati
Il Canada riserva il 3,59% (600 milioni di dollari) del suo mercato ai produttori Usa e abbatte alcune barriere all’import di latte, latte in polvere e proteine del latte dagli Usa. Da parte loro, gli Usa abbassano le barriere su noccioline e zuccheri.

Proprietà intellettuale ed e-commerce
Vengono introdotte norme a tutela del commercio elettronico e della proprietà intellettuale. I diritti di copyright avranno efficacia per 70 anni dopo la morte dell’inventore. L’esclusiva sui dati relativi ai test di sicurezza ed efficacia dei farmaci vale per 10 anni.

Lavoro e ambiente
I tre partner devono rispettare gli standard fissati dall’Organizzazione mondiale del lavoro e quelli dagli accordi multilaterali sull’ambiente. Entrambe le norme puntano a costringere il Messico ad adeguare i propri standard a quelli di Stati Uniti e Canada.

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