Energia e ambiente

Nano-Tech: «Tassi a doppia cifra per i mercati delle nanotecnologie. Il futuro è dei bio-materiali»

L'amministratore delegato della società marchigiana, Giuseppe Galimberti, ne parla a SustainEconomy.24

di Alessandra Capozzi

3' di lettura

Dalla Carbon Valley, nelle Marche, si lavora a produrre materiali bio e multifunzionali innovativi per l'industria, soprattutto nei settori automotive, dalla Formula1 ai veicoli elettrici, e nell'aerospazio. Giuseppe Galimberti, amministratore delegato di Nano-Tech racconta a SustainEconomy.24, report di Luiss Business School e il Sole 24 Ore Radiocor, l'esperienza e i progetti della pmi innovativa in un mercato che offre opportunità enormi con tassi di crescita a doppia cifra. E non esclude la quotazione.

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Dalla Carbon Valley un distributore di materiali innovativi per l'industria. Parliamo di Nano-Tech e del vostro progetto. Come è nato e quali sono i vostri obiettivi?
«È nato dalla passione di giovani ingegneri e dalla visione di un business angel. Entrambi hanno da subito intravisto le enormi possibilità che i nuovi materiali e l'uso di nanotecnologie avrebbero avuto già nel futuro più prossimo. La scelta di produrre materiali nella Carbon Valley è stata in parte casuale e in parte favorita dall'esistenza di un vero e proprio distretto della lavorazione del carbonio e dei materiali compositi».

Che opportunità offre il mercato delle nanotecnologie e quali sono i settori cui vi rivolgete?
«Le possibilità sono enormi, perché le nanotecnologie si possono applicare a qualsiasi settore. Il futuro è dei materiali multifunzionali, ovvero in grado di assolvere più funzioni contemporaneamente e questo con le nanotecnologie è diventato possibile. Le previsioni per i prossimi cinque anni parlano di mercati miliardari e con tassi di crescita a doppia cifra: è previsto che i cinque settori di riferimento per lo sviluppo degli attuali prodotti di Nano-Tech raggiungano un turnover di 71 miliardi quest'anno e, nello specifico per il mercato dei nano compositi è prevista una crescita (Cagr) del 16% all'anno. Nano-Tech si rivolge in particolare al settore automotive, dove abbiamo già consolidate collaborazioni con la F1 e produttori di veicoli di alta gamma, anche elettrici e al settore aerospaziale, dove i materiali richiedono appunto performance di alto livello».

Avete messo a punto anche progetti per la realizzazione di bio-materiali. Ce ne parla?
«Fin dall'inizio Nano-Tech ha avuto particolare attenzione ai temi della sostenibilità. Molti dei materiali prodotti hanno come caratteristica la leggerezza, per consentire la realizzazione di veicoli o aerei meno inquinanti. I bio materiali sono però la grande sfida del futuro e quella sulla quale Nano-Tech sta puntando. A partire dall'utilizzo di fibre naturali come rinforzante di materiali compositi fino alla realizzazione di polimeri bio. In questo senso vanno viste alcune iniziative con Università e centri di ricerca, anche internazionali».

Guardando al futuro, qual è il vostro piano di sviluppo in numeri? E nel futuro potrà esserci anche la quotazione?
«Il completamento di un impianto di produzione all'avanguardia nell'ultimo quarto del 2020 ha consentito, oltre che di internalizzare molti processi produttivi, di completare lo sviluppo di nuovi prodotti e di aggredire il mercato con più efficacia. In pochi mesi abbiamo acquisito commesse e programmi di produzione in un percorso che siamo soliti definire "Fast Track to Profitability", cioè la veloce adozione dei nostri materiali grazie alle migliori performance. Lo sviluppo però è continuo e il piano quinquennale di Nano-Tech, grazie ad una marginalità elevata, prevede di raggiungere un ebitda di 5 milioni al 2025 e non esclude una eventuale quotazione».

N ano-Tech ha anche partecipato al progetto della Regione Marche con l'obiettivo di creare un hub tecnologico Regionale in grado di sviluppare nuove tecnologie applicate al settore della manifattura sostenibile. A che punto siamo?
«È il progetto MARLIC, che prevede lo sviluppo di una piattaforma tecnologica di ricerca collaborativa nell'ambito della manifattura sostenibile, con l'obiettivo di riusare e riciclare i materiali compositi. La piattaforma prevede la creazione di un laboratorio, due progetti di ricerca, un progetto di trasferimento tecnologico e un'azione di diffusione dei risultati individuati e permetterà di realizzare iniziative strategiche per l'acquisizione e la sperimentazione di nuove conoscenze in un settore chiave come quello dei compositi di derivazione Bio. In particolare, il primo progetto consiste nella messa a punto di biomateriali e materiali avanzati misti attraverso lo studio e la creazione di nuove materie prime e/o seconde di derivazione naturale o di riuso. Nel secondo progetto si svilupperà invece un approccio di de-manufacturing in ottica di economia circolare secondo le regole delle 4R (Ridurre, Riutilizzare, Riciclare, Recuperare)».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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