covid 19

Napoli, con 532 nuovi positivi, teme il lockdown totale

Dopo la ipotesi avanzata da Walter Ricciardi di una chiusura totale in città, si discute se inasprire le restrizioni. La Regione: «Non per il momento»

di Vera Viola

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(ANSA)

Dopo la ipotesi avanzata da Walter Ricciardi di una chiusura totale in città, si discute se inasprire le restrizioni. La Regione: «Non per il momento»


3' di lettura

La Regione Campania non pensa a nuove misure restrittive per il momento. Così la Regione commenta le parole del professore Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, sulla necessità di un lockdown a Napoli, come a Milano.Un invito che però fa salire la tensione, mentre le proteste di imprenditori e commercianti colpiti dai provvedimenti restrittivi di Regione e Governo si moltiplicano. E il ricordo del drammatico venerdì nero, quando al primo coprifuoco è scoppiata la guerriglia urbana, animata da frange eversive e da gregari della criminalità, è ancora troppo vivo.

Ancora proteste

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A Napoli ancora proteste tutti i giorni. Dopo i commercianti, i tassisti. E domani sono previste numerose altre manifestazioni tra cui il flashmod di genitori e studenti. Mentre a Marcianise, dichiarata da due giorni zona rossa, a eccezione dell’area industriale, fino al 4 novembre, ieri i commercianti hanno manifestato per contestare il provvedimento.

In Campania nuovo record: 2.761 i nuovi positivi; a Napoli 532

Il bollettino dell'Unità di crisi della Regione Campania è impietoso e segnala un ennesimo balzo record dei contagi in Campania. Sono 2.761 i nuovi positivi al Covid, di cui 112 sintomatici, su 14.781 tamponi. Sono 532 i nuovi positivi, solo nella città di Napoli. Ben 238 nuovi casi sono stati rilevati nel solo comune di Arzano (Napoli), dichiarato zona rossa, dove la Regione ha svolto uno screening di massa. Gli ultimi dati dell'Unità di crisi, aggiornati alla mezzanotte scorsa, evidenziano anche un numero record di guariti, 575, e ben 20 decessi, avvenuti però tra il 16 e il 26 ottobre.

De Magistris: «Prima annunci ufficiali, poi a mezzo stampa»

«Le parole sono piombo. Se queste sono le condizioni, se le strutture tecniche come il Cts, l'Istituto superiore di Sanità, la Protezione civile, il Governo, la Regione hanno degli elementi per fare una comunicazione ufficiale la facessero innanzitutto nei luoghi istituzionali e poi lo comunichiamo a mezzo stampa come è doveroso per ragioni di trasparenza. E' inutile far fare una dichiarazione a un esperto anche se fosse il più autorevole», ha commentato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Ospedali allo stremo

La situazione degli ospedali campani è molto critica. La regione è al primo posto per carenza di infermieri per fronteggiare l'emergenza pandemia. Tra le 10 e le 12mila unità di professionisti della sanità mancano all'appello, secondo il sindacato Nursing Up, che ha presentato il nuovo report incentrato sulla mancanza di infermieri nelle aree Covid della sanità pubblica. L'Unità di crisi della Regione ha fatto scattare la trasformazione in posti letto Covid di numerosi reparti, da geriatria a dermatologia alle discipline chirurgiche. Situazioni particolarmente allarmanti si registrano nell'area vesuviana, di competenza dell'Asl Napoli 3 Sud.

Corsa contro il tempo per nuovi posti letto negli ospedali

Rodolfo Conenna, direttore sanitario dell'Azienda Ospedaliera dei Colli che riunisce Cotugno, Monaldi e Santobono partecipa a una riunione fiume dell'Unità di crisi. «Abbiamo il problema urgente di creare nuovi posti letto per malati di Covid – dice – mano a mano che sale l'onda, dobbiamo riconvertire nuovi posti letto tradizionali in posti Covid». Conenna parla di 1300 letti Covid disponibili oggi. «Ma – dice – dovremo arrivare ad averne almeno 1800». Tra una decina di giorni si attendono gli effetti delle restrizioni regionali e governative adottate e si spera in un rallentamento.

Focolaio al Teatro San Carlo

Una dozzina di dipendenti tra orchestrali, coro, corpo di ballo e personale amministrativo del teatro San Carlo sono risultati positivi al Covid. La notizia è stata comunicata dal sovrintendente al Massimo partenopeo Stephane Lissner. Per tutti gli altri dipendenti, circa 300, e' stato disposto il tampone. «Lo Stabile partenopeo – ha annunciato Lissner – chiude i battenti per una decina di giorni per consentire un intervento di sanificazione. Resteranno in servizio solo gli addetti alla biglietteria e alle informazioni. La stagione e' sospesa dal dpcm: speriamo di ricominciare il 25 novembre. Se cosi' fosse confermo l'apertura del cartellone lirico il 4 dicembre e, ovviamente, i concerti». Cancellati, al momento, quelli molto attesi per il ritorno di Riccardo Muti al San Carlo previsti per l’8, 10 e 11 novembre.


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