ALTA Capacità

Napoli Bari, per Rfi a fine 2021 saranno stati aperti tutti i cantieri

Dalla Puglia la richiesta di prolungare fino a Taranto e di piattaforme logistiche

di Vera Viola

2' di lettura

Da quest’anno tutti i cantieri della linea Ac/Av Napoli –Bari saranno operativi. E, entro il 2023, con il completamento delle tratte (Napoli - Cancello e Cancello – Ffrasso), partirà il primo collegamento diretto tra Napoli e Bari. Queste le previsioni del gruppo Rfi che è concessionario dell’opera. Intanto, è già prevista la successiva estensione dell'itinerario fino a Lecce e a Taranto con interventi di miglioramento della linea esistente. Mentre il dibattito si focalizza oggi su prolungamenti ulteriori e logistica.

La Napoli Bari è rientrata nel Recovery Plan italiano, l’ultima versione del Governo Conte 2. Trattandosi di un progetto in buono stato di avanzamento e con buone probabilità che possa essere completato – almeno per diversi lotti – entro il 2026: termine entro il quale gli interventi finanziati con Next Generation dovranno essere ompletati.

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«L’ingresso nel Recovery Plan – dice Costantino Boffa, consulente della Regione Campania per il progetto della alta capacità ferroviaria Napoli Bari alta – dovrà liberare risorse da destinare ad altre opere».

A novedmbre scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara per l'ultimo lotto della tratta “Hirpinia – Orsara”, lunga circa 28 km, per cui è previsto un investimento complessivo di 1,5 miliardi. La pubblicazione è avvenuta grazie al finanziamento e alla registrazione presso la Corte dei Conti del contratto di programma 2017-2021 tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rfi.

L’opera è considerata strategica per lo sviluppo economico del Sud e dell'intero Paese. Con i suoi 6,2 miliardi di investimenti produce ricadute economiche importanti su imprese e lavoratori. A regime saranno circa 4000 le persone, tra imprese appaltatrici e indotto, ad essere impegnate nella realizzazione della nuova linea con significativi benefici per l'economia delle regioni coinvolte. Nel 2026, alla conclusione dei lavori, faciliterà gli spostamenti di persone e merci : sarà possibile andare da Bari a Napoli in 2 ore e da Bari a Roma in 3.

L’avanzare dei lavori e lo sblocco di parte dei fondi alimentano nuove richieste dei territori. Dal Salento sale la protesta per quello che viene definito un gap infrastrutturale a danno delle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto e su questa tratta chiedono una nuova linea ferroviaria veloce.

Ma c’è chi punta sulla migliore dotazione di aree logistiche a ridosso della ferrovia. «Il fatto che la realizzazione della linea ferroviaria ad alta capacità sia stata inserita nel Pnrr ci conforta sul rispetto dei tempi di ultimazione dell'opera, i cui lavori finora sono stati condotti con regolarità – dice il presidente di Confindustria Bari, Sergio Fontana – È necessario però che le risorse liberate restino al Sud e vengano utilizzati per potenziare la logistica nel Mezzogiorno. Non è tutto, noi vorremmo che i tempi di percorrenza dei treni fra Lecce e Milano siano tempi europei».

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